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Addio, Chiesetta, dove l'animo tornò tante volte sereno (Manzoni)

"Addio, Chiesetta, dove l'animo tornò tante volte sereno" (Manzoni, Promessi sposi, VIII, 163). È una delle immagini che, come arazzo dai molti colori, compone l'accorato "addio" di Lucia che lascia il paese natio e va verso un futuro non voluto e mai immaginato.

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Nel momento del distacco, lungo la traversata del lago, tra le lacrime tenute segrete, in un momento drammatico che rapisce sogni e scolora speranze, Lucia sente profonda la nostalgia della piccola chiesa del paese e il ricordo rappresenta un filo, seppur tenue, che lega il cuore alla fiducia e alla speranza: "L'animo tornerà ancora una volta sereno".
In questa stagione capita a molti, lungo i sentieri delle montagne o negli spiazzi delle colline, come in luoghi appartati e in ambiti poco noti, di incontrare chiesette,  edicole, "capitei " o, comunque, segni devozionali.
Forse, però, l'animo di chi fa l' incontro non è sereno. Non lo è per le segrete angustie del vivere quotidiano; non lo è per le relazioni non pacifiche, non accoglienti, non riposanti; non lo è per oggettive situazioni di malattia, di disagio economico e sociale; non lo è per l'orizzonte fosco delle violenze, delle ingiustizie, delle guerre.


Perché, allora, non sostare un pò e, nel silenzio offerto o conquistato, nello spazio di un raccoglimento comunque trovato, non dischiudere l'animo e lasciarlo inondare da fiducia e speranze, da perdono e amicizia, da preghiera e grazia, da amore ricevuto e donato?
La traversata potrà non essere come quella di Lucia su un lago "liscio e piano" accompagnata da" l'ondeggiare leggiero della luna". Ma l'approdo, quale che sia la navigazione, potrà essere uguale: "L'urtar che fece la barca contro la proda scosse Lucia, la quale, dopo aver asciugato in segreto le lacrime, alzò la testa, come se si svegliasse"( id. IX, 165).
Asciugar le lacrime, alzare la testa, svegliarsi dal sonno: possono essere già i segni dell'animo che torna sereno!
Poi, quando la porta della mente e del cuore è aperta, la luce - che è dono, consolazione, pace - crescerà e l'animo ne sarà inondato.

 

 

Lorenzo Chiarinelli - Vescovo di Viterbo


   Quando vuoi, puoi sentire come protezione a casa tua: il profumo che emanava PADRE PIO: GELSOMINO- SANTA RITA DA CASCIA: ROSA- SAN GIOVANNI PAOLO II: CEDRO.

 

foto di Viedellospirito Don Lucio Luzzi.

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AS VIAS DO ESPIRITO

XIV DOMINGO DO TEMPO COMUM

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 DIA 07 JULHO
XIV DOMINGO DO TEMPO COMUM
A NECESSIDADE DE BONS OPERÁRIOS

 
 

                          Um pensamento
 
Confrontando-se com a grandiosidade da missão, Jesus reconhece a necessiedade de contar com colaboradores, para leva-la adiante, a contento. Depois de ter enviado os doze apostolos, o Mestre enviou também outros setenta e dois discipulos, com a tarefa de preparar as cidades e povoados para a sua passagem, ou seja, predispô-los para acolher a sua mensagem.
 

Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

EASTER - ITS JEWISH AND CHRISTIAN ORIGINS

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EASTER - ITS JEWISH AND
 CHRISTIAN ORIGINS


JEWISH EASTER

The word “Easter” is derived from the  Jewish term  “Pesach” which means “Passover”.
It was the yearly festival commemorating the miraculous Red Sea crossing
when Moses set free the Jews from Egyptian slavery lasted 430 years.
Today Jews still celebrate this festival.



LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

LO MEJOR DE MARÍA

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LO MEJOR DE MARÍA
Lo mejor de María:
Su  amor
El  empuje de su amor:
Su  sencillez
Lo mejor de su  sencillez:
Su  alma
El  movimiento de su alma:
Su  obediencia
Lo mejor de su  obediencia:
Su  “si”


WEGE DES GEISTES

Mírame, Señor, y no dejes nunca de mirarme

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Mírame, Señor,
 y no dejes nunca de mirarme


No dejes, nunca, de mirarme, Señor
porque, donde Tú miras, sé que se encuentra
el pozo de la felicidad.
¿Qué tiene tu mirada, Señor?
¿Por qué, hundiéndose tus ojos en el suelo,
no dejas de poseer tu corazón en el cielo?
No dejes, nunca, de mirarme, Señor   
porque, de la manera en que Tú miras
uno se encuentra con la paz sin fisuras
con la sabiduría que viene del cielo
con la serenidad que necesita nuestra existencia.



Preghiere

TE DEUM

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TE DEUM

Eccoci, Signore, davanti a te.
Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato.
Ma se ci sentiamo sfiniti,
non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto,
o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei.
È perché, purtroppo, molti passi,
li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue:
seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera,
e non le indicazioni della tua Parola;
confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre,
e non sui moduli semplici dell'abbandono fiducioso in te.