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XXXII domenica del
Tempo Ordinario

Anno C

Davanti a te Padre,
anche i morti vivono


PENSIERO DELLA DOMENICA
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Nel Nuovo Testamento la fede nella risurrezione dei morti è fondata sulla risurrezione di Gesù. Fede è appoggiarsi a Dio. I sette fratelli Maccabei hanno testimoniato la fede donando la vita. Gesù nel Vangelo afferma con forza la risurrezione dei morti. Essa è opera di Dio; non si può valutare con criteri umani. Il brano di Luca è l’unico testo in cui la risurrezione, anziché sulla Pasqua di Gesù, si fonda su altro: la fedeltà di Dio alla nostra vita. Emerge così quale sia stata la consapevolezza interiore con cui Gesù stesso ha affrontato la morte, convinto che il Padre non lo avrebbe abbandonato alla corruzione del sepolcro. Il discorso della montagna (Beatitudini) fa parte del discorso inaugurale del ministero pubblico di Gesú che incontriamo nei capitoli 5 e 7 di San Matteo.

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Dopo aver pregato nelle sinagoghe della Galilea, accompagnato da una grande moltitudine, Gesú va su un monte per pregare e sceglie dodici apostoli.  In questo posto si mette a sedere e tutta la moltitudine si avvicina a Lui; allora comincia a insegnare con tutti i presenti, veramente attenti ad ascoltare, e dice a loro:

"Beati i poveri in spirito perché
di loro sará il Regno dei Cieli"


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Gesú poi dice:
" ... non pensate che sia venuto per abolire la legge
o i suoi profeti, non sono venuto per cancellarla,
ma elevarla alla perfezione"

Elevare alla perfezione è come dire:
realizzare pienamente!


C'é chi vede nella persona di Gesú un nuovo Mosé che sorge come Maestro, non solo per Israele ma per tutti gli uomini chiamati alla vocazione universale di essere discepoli di Cristo per l'ascolto ed il vivere la Sua Parola: "Non saranno tutti quelli che dicono: <Signore, Signore> che entreranno nel Regno dei Celi, ma coloro che fanno la volontá di mio Padre che sta in Cielo ( Mt7.24).

E ancora dice a loro:
"Colui che ascolta le mie parole e le mette
in pratica è come un uomo prudente che ha
edificato la sua casa su una roccia"


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É necessario intendere che non si tratta di abbandonare la Torhá data sul Sinai. É risaputo che il primo vangelo é stato scritto per una comunitá di cristiani di origine giudaica, familiarizzata con la legge di Mosé che continuava a essere valorizzata e praticata.

La preoccupazione dell'Evangelista era mostrare che, senza abolire niente di quello che Mosé aveva lasciato, Cristo con la sua azione, la supera e la eleva alla perfezione come solo Lui puó farlo, assolutamente meglio di qualsiasi altro profeta.

Quello che San Matteo ci presenta é l'annuncio di un nuovo cielo e di una nuova terra dove un giorno dovremo abitare.  L'attitudine dei figli del Regno si traduce in una nuova relazione con le ricchezze materiali, con il proprio corpo, con le cose del mondo e con Dio, che noi ci dirigiamo come nostro Padre e per il cui Regno dobbiamo procurare la giustizia, prima di tutto.

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San Matteo Evangelista

Non si puó dire di amare Dio se non si amano i nostri fratelli nella necessità. L'epilogo delle Beatitudini fa una ricapitolazione e un grande appello a non soltanto ascoltare la Parola, ma a metterla in pratica in forma cosciente  e deliberata.

ll Regno di Dio sta dentro di ognuno di  noi e si realizza pienamente nel dominio di Dio sopra tutte le sue creature e nell’accettare in modo gioioso questo regno per le proprie creature, a cominciare dall'uomo, come primizia della sua creazione, creato alla sua immagine e somiglianza.

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Il discorso della montagna (Beatitudini) deve essere per noi, allora, un autentico programma di vita cristiana che deve essere praticato tutti i giorni del nostro esistere, poi comprende l'annuncio di un nuovo cielo  e di una nuova terra dove andremo ad abitare...

Don Lucio Luzzi
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Vie dello Spirito is Don Lucio Luzzi
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Vie dello Spirito
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presenta

Video correlato
"Le Beatitudini"
Riflessione in video a cura di Don Lucio Luzzi
 

AS VIAS DO ESPIRITO

Imitaça õ 3.5 DOS ADMIRÁVEIS



Imitaçaõ..... 3.5
DOS ADMIRÁVEIS EFEITOS
 DO AMOR DIVINO

 
Bendigo-vos, Pai celestial, Pai do meu Senhor Jesus Cristo, porque vos dignastes lembrar-vos de mim.
Graças vos sejam dadas, Pai de misericôrdia e Deus de toda consolação que às vezes, apesar de minha absoluta indignidade, me confortais com as vossas consolações. Sedes sempre bendito e glorificado, com o vosso Unigênito Filho e o Espirito Santo Paráclito, por todos os séculos dos séculos.
Ah ! Senhor, Deus meu, santo amigo de minha alma, quando vierdes ao meu coração, estremecerão de jubilo as minhas entranhas. Sois a minha glória, o enlevo do meu coraçaõ: sois a minha esperança e o meu refugio no dia da tribulação. Fraco, porém, no amor e imperfeito na virtude, necessito que me fortaleçais e consoleis: visitai-me, pois, mais amiúde e instrui-me na vossa santa lei. Livra-me das más paixões e curai o meu coração dos afetos desordenados, para que santo e purificado interiormente, me torne apto para sofrer e firme para perseverar.


THE WAYS OF THE SPIRIT

Song of Love

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Mary of Nazareth

You were there in silence,
Maybe in prayer;
With thoughts facing the future
And with the spring of life in the heart.
Poor house, rough walls, too narrow to accommodate
the expectations of better.
And Gabriel, the angel of light, said to You:
"Rejoice, your God wrapped you with love
and asks to turn your womb to the sky".

 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Jesucristo, Rey del universo

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Jesucristo, Rey del universo
- Evangelio: Juan 18,33-37
“Con que, ¿tú eres rey? Tú lo dices: soy Rey. Yo para esto he nacido y para esto he venido al mundo; para ser testigo de la verdad…Todo el que es de la verdad, escucha mi voz”.

En esta Solemnidad vemos un Reino esparcido y repartido por los campos. Es un Reino que, con el Rey que lo rige, nos enseña un trono que sin palabras lo dice todo: la cruz.
 Un Rey que, sin palabras, lo hace todo con su presencia, su mirada y su testimonio. Cristo Rey, entre otras cosas, nos invita a dar la vuelta un poco al día a día de nuestra existencia.
 No podemos decir “Tú eres Rey” si, a continuación, nosotros no le rendimos nuestras capacidades, no le ofrecemos nuestras habilidades o le negamos nuestra voz en esas situaciones que reclaman nuestro testimonio y nuestro respaldo.


WEGE DES GEISTES

AMARE: IL MAGGIORE DEI SACRIFICI

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AMARE: IL MAGGIORE DEI SACRIFICI

Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
 É da domandarci.   Cosa é l'amore ? Non é facile rispondere perché l'amore non si spiega ma si vive.  Qui non si parla di sentimenti, perché l'amore e cosa bene superiore. É comune ascoltare "io ti amo" ma alcuni lo dicono senza mettere in considerazione il suo valore e lo confondono con la passione, attrazione, sesso, sentimento, una fuga. San Paolo ci rivela per noi che l'amore é bontá, non ha invidia, non é arrogante  e non é egoista e non guarda rancore.....tutto sopporta, crede e spera che in altre parole si puó definire un atto ascetico.

Preghiere

Preghiera di San Bernardo

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Preghiera di San Bernardo

O tu che nell’instabilità continua della vita presente
t’accorgi di essere sballottato tra le tempeste
senza punto sicuro dove appoggiarti,
tieni ben fisso lo sguardo al fulgore di questa stella
se non vuoi essere travolto dalla bufera.