Un sacerdote di Milano, don Giorgio Begni, chiese anni or so¬no a Corrado Bianchi Porro, una riflessione complessiva sulla sorella Benedetta, con particolare riferimento ai temi della Croce e dell'amicizia. Questa è la risposta di Corrado.
Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
Ho sentito parlare di Lucia Burlini dal tempo del noviziato, quando i formatori narravano le vite dei santi dell'Istituto e di quelli che, pur non essendo membri, erano vissuti col carisma della Passione, diretti dal
Fondatore o dai nostri primi Padri nella via della perfezione, ed erano morti in concetto di santità, alcuni dei quali già avviati alla glorificazione sulla terra, da parte della Chiesa. E ne ho seguito le varie tappe. Ma nel 1991/1992, scrivendo la vita del Fondatore S. Paolo della Croce e consultando i documenti sui primi anni di storia dello Congregazione e sulle anime da lui dirette, mi sono imbattuto nella figura di Lucia Burlini.
Siamo, con la Liturgia, alla XVIII^ domenica del tempo ordinario.
In questi giorni di ferie, di caldo, di sfogo alla ricerca di un po’ di relax, la Chiesa non dice mai: accorciamo la Santa Messa, omettendo la prima parte - ascolto della Parola di Dio.
Non è possibile privarsi dell’alimento della Parola di Dio.
E’ indispensabile per la nostra vita spirituale.
Il tema litugico è la premura di Gesù nel convincere i suoi interlocutori che il pane di cui parla, che dà la vita, è il suo stesso corpo e chi ne mangia vivrà in eterno.
SANTA RITA da CASCIA La Santa avvocata dei casi impossibili
Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla: Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba.Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata.
E' terminato anche il 2015: è doveroso un ringraziamento a Dio
Hora ruit dicevano gli antichi; il tempo corre velocissimo.
E ci siamo consumati lintero 2015.
E un anno della nostra vita, trascorso, e che non ritornerà mai più.
E tempo di consuntivi per tutti; le imprese, le aziende, i bilanci familiari
Vogliamo provare, io e te, a sintetizzare questo anno 2007 che passa definitivamente nel corso inarrestabile del tempo?
Chiediamoci onestamente, se lanno trascorso, ha aiutato la nostra crescita umana e cristiana.
GIOVANNI BATTISTA: IL PRECURSORE DEL SIGNORE UNA RIFLESSIONE
L' Evangelista Luca introduce in forma chiara e solenne la figura di Giovanni Battista, del quale il Vangelo ne parla in ripetute occasioni. Quando Gesù elogia Battista ( Mt 11,07/9 ) dimostra con chiarezza la sua volontà forte e il suo impegno in compiere la missione che Dio gli aveva ordinato. Le note caratteristiche della personalitá di Giovanni Battista sono l'umiltà, austerità, coraggio e spirito di preghiera. Portare avanti una missione così tanto eccelsa, essere precursore del Messia, merita da Cristo un singolare lovoro: " Giovanni Battista é il maggiore tra i nati da donna (MT,11.11)" lui ardeva con il suo amore verso Gesù dando testimonianza della luce affinché tutti credessero in Lui.
Dichiara la superiorità di Gesú al dire che Lui
esisteva ancora prima di lui essere nato, mostrando così la divinità di
Cristo generato dal Padre dalla eternità e nato da Maria Vergine nel
tempo e mostrando il carattere soprannaturale e trascendente del
messianismo di Cristo, tanto distante dalla idea politica/religiosa che
cercavano incutere i dirigenti giudei . Giovanni Battista rappresenta
la necessità di fare penitenza e prepara il cammino che il Signore deve
percorrere, é il primo a predigare la salvezza in Colui che verrà poi a
dire che non sarebbe stato degno di slacciare le cinture delle sue
scarpe, per questo dirà: " ....ecco l'agnello di Dio, che toglie il
peccato dal mondo" e vede con piacere i suoi discepoli andare incontro
al Signore dicendo loro " ...... é necessario che Lui cresca e che io
diminuisca ".
Nella seconda parte del libro di Isaia (Cap.
40.55) é annunciato al popolo giudeo che soffrirà un novo deserto con un
novo esodo e che sarà guidato non da Mosè, ma da il proprio Dio. Con la
predicazione di Giovanni Battista si compierà la profezia. La chiesa
nella liturgia dell'avvento ci annuncia tutti gli anni la venuta di Gesú
Cristo, nostro salvatore, e esorta ogni cristiano alla purificazione
della sua anima mediante una rinnovata conversione interiore, poi non
basta sottomettersi a riti esterni come facevano ai quei tempi i giudei
, ma é necessaria la conversione del cuore che produce i frutti di
penitenzagraditi a Dio. I giudei si vanagloriavano della nobiltà della
loro origine e non volevano riconoscersi peccatori, pensando che solo
loro, discendenti legittimi di Abramo, erano predestinati a ricevere la
salvezza di Dio senza che dovessero fare più penitenza con le loro
pratiche esterne. Giovanni Battista fu chiaro a dire che se non si
convertissero rimarrebbero esclusi dal regno di Dio in quanto molti
altri non discendenti di Abramo, secondo la carne, saranno costituiti
suoi figli in discendenza spirituale per la fede ( Mt,8.11 e Rom, 9.8
La predicazione di Giovanni Battista esprime una norma di morale
naturale che la chiesa riconosce nella sua dottrina. Gli incarichi
pubblici devono essere considerati prima di tutto come un servizio
sociale e mai come occasione di guadagno personale come faceva Zaccheo,
in detrimento del bene comune e giustizia sociale che amministrano. In
qualsiasi caso, chi avesse per caso avuto la occasione di approfittarsi
di cose altrui, non gli basta confessare nel sacramento della penitenza
per ottenere il perdono del peccato, ma deve fare il fermo proposito di
restituire quello che non é legittimamente suo. Dio chiede a tutti la
santificazione del nostro lavoro e qualunque servizio, umanamente degno e
nobile, si può convertire in una grazia divina. Nel servizio a Dio non
ci sono servizi di poco valore poi tutti sono di somma importanza, anche
quelli più disprezzati da noi. Giovanni Battista ha pregato in forma
incomparabile le esigenze morali del regno messianico essendo la
principale la carità collocandola alla pari con la penitenza senza le
quali non ci sarà il perdono dei nostri peccati, ma si la giustizia
divina .....
Una riflessione Seguire e vivere le Beatitudini indica il giusto cammino della vita cristiana. Per non perdersi lungo la strada della fede i cristiani hanno un preciso indicatore di direzione: le Beatitudini. Ignorare le rotte che propone puó voler dire di scivolare per i gradini dell'egoismo, degli idoli, della idolatria, della vanitá, della sazietá di un cuore che ride di soddisfazione propria ignorando gli altri. Gesú ammaestra le folle con il celebre discorso della montagna e fa nuova legge che non cancella l'antica ma la perfeziona portandola alla sua pienezza.
Cinque secoli prima della venuta di Cristo, il Re di Babilonia (oggi Bagdad) invase Israele e deportò tutta la popolazione in Mesopotamia. Si levò la voce del profeta Isaia che passando tra il popolo lo incoraggiava: "Non temete, ecco il vostro Dio verrà a salvarvi". "... E tu Bethlem non sei la minima tra i villaggi di Israele, perché da te nascerà il Salvatore". Dopo tanta attesa, finalmente arrivò la salvezza.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
Una persona che credesse nella divinitá del Nostro Signore Gesú Cristo e avesse accompagnato la sua passione, morte e resurrezione e anche assistito alla sua Ascensione al Cielo, bene potrebbe domandarsi se era ragionevole e coerente che Lui lasciasse la terra senza qualche forma di rimanere fra gli uomini, da Lui redenti. Non esiste nel vocabolario umano parola adequata per esprimere l'insondabile amore di Dio per le sue creature, levando al punto di integrare il suo figlio unigenito affinché avessimo la vita eterna.( Giov- 3.16 ) anche se immersa nel peccato e, pertanto, nella sua inimicizia. ( Rom 5.8 )
Ancora un'annotazione, prima di chiudere questo capitolo. Quale senso hanno, oggi, tre fra gli attributi più cari alla devozione mariana: vergine, pura, casta? Si tratta di puri sinonimi, o si riferiscono a virtù più spiccatamente presenti nella figura della madre di Cristo? La domanda non merita di essere considerata pleonastica: le ambiguità della terminologia religiosa hanno la loro radice nell'effettiva difficoltà di distinguere correttamente concetti e parole, quando si riferiscono all'area delle realtà spirituali. Inoltre, su questo argomento specifico, non ci si cautela mai a sufficienza, allo scopo di non ferire la suscettibilità del credente, mentre gli si vuole offrire un contributo di luce che dilati il suo orizzonte interiore.
Più volte, mi sono pemesso d'introdurre il lettore nel mio mondo riservato, presentandoglielo come dominato dallimmagine di Maria, fin dagli anni della fanciullezza. Ora, oso aggiungere qualcos' altro, pur sapendo di rischiare qualche ripetizione, perchè convinto che un certo modo di ripetere equivale a ribadire ciò che riteniamo di particolare importanza. Affondando, dunque, nei ricordi personali più lontani, trovo che il mio primo puntare gli occhi e la mente infantili su di una immagine della Madonna, ebbe per oggetto un quadro riproducente la figura di lei, con accanto Giuseppe, suo sposo e, in mezzo a loro due, Gesù, ragazzetto ormai di una decina danni.
"Il Signore ha fatto cose grandiose in me " Luca 1.49
Dopo il Concilio Vaticano Secondo cominciamo a cogliere i frutti dell'equilibrio e della forza dello Spirito, presente nella storia del popolo di Dio e della umanitá in tutto il suo contesto. Una delle espressioni di questo sembra essere la riscoperta della modernitá e attualitá di Maria. Movimenti sociali, politici e religiosi guardano verso Maria con rinnovato interesse alla luce delle nuove realitá della nostra storia. I movimenti femministi vedono in Maria una donna forte, sicura e capace, una giovane che riflette prima di prendere decisioni, capace de assumere per conto proprio il destino della vita senza necessitare di consigli o approvazioni di nessuno, neppure del proprio marito.
Senhor dos Mundos, Excêlso Criador de todas as coisas, venho à Tua soberana presença neste momento para suplicar ajuda aos que estão sofrendo por doenças do corpo e da alma. Bem sabemos que as enfermidades nos favorecem momentos de reflexão e de uma aproximação maior de Ti, pelo caminho da dor e do silêncio.