Chi conosce S. Paolo della Croce fondatore dei Passionisti, considerato uno dei più esperti maestri della vita spirituale della Chiesa, deve aver necessariamente conosciuto il nome di Lucia Burlini, fra la vasta costellazione delle anime dirette da lui.
Un anno fa ho avuto un impulso nuovo nella mia vita di sacerdote. La chiamerei quasi una... chiamata. La morte in un incidente stradale di tre ragazzi insieme mi ha posto la domanda: e tu che fai? Vuoi fermare, per quello che puoi, la morte? Vuoi mobilitare i giovani a non morire dentro e fisicamente e a scegliere la vita? Mi sembrarono le domande nuove di un'ordinazione sacerdotale in tarda età.
Questa curiosa domanda è venuta di moda da qualche decennio. Un credente di altri tempi si sarebbe scandalizzato, al semplice sentirsela in mente. Oggi si vuole essere razionali, o più chiaramente, ragionevoli, e mi sta bene. Ma quando si parla di Fede Cristiana, bisogna ricordare sempre che le verità rivelate non sono il prodotto della nostra mente, bensì della rivelazione di Dio, in persona di Gesù Cristo. Se si dimentica questo, tutto può apparire incredibile.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il Vangelo di questa XXIX domenica del Tempo Ordinario ci viene raccontato dall'Evangelista Matteo. In quel tempo i Farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi... I farisei dunque mandarono da Lui una loro rappresentanza coassistiti da alcuni erodiani e gli posero questo quesito: "Maestro, sappiamo che sei veritiero ed insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perchè non guardi in faccia nessuno! Dunque dì a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?".
Guardo un bambino, una bambina in un passeggino o in braccio a papà e mamma. Guardo e penso: chi è? Perché e per chi ... è nato? Chi diventerà? Che ne sarà di questa creatura? Guardo e sogno tutto il possibile per lui e per lei. E dentro il sogno trovo quello che non si realizzerà mai e quello che, invece, avverrà.
Nella notte del 19 novembre 2008, dopo un faticoso viaggio, sono "sbarcato" nel nord-est del Brasile, nella regione del Sergipe, il continente sudamericano con aerei ad alto sviluppo e con altre di immense povertà. Sono ospite del Vescovo della Diocesi di Proprià, una diocesi di 400.000 abitanti e con soli ventiquattro preti. La popolazione è in maggioranza cattolica, ma crescono sempre più numerose e svariate le sette religiose. Ho cercato di vivere al meglio la mia missione di fare concerti (in italiano!) e ho trovato grande attenzione ed entusiasmo in questa Chiesa semplice, umile e giova¬ne. L'immensità del Brasile permette di offrire solo qualche frammento della vita lì. Sono tornato sentendomi piccolo, ma con dentro il calore, non soltanto del sole estivo, ma dell'amore della gente, dei bambini e dei giovani.
Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
passi difficili.. Come pecore senza pastore» ( Mt 9,36)
passi difficili... Come pecore senza pastore» ( Mt 9,36)
La frase suona al completo: Vedendo(Gesù) le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore" La constatazione commossa del Salvatore viene citata da Matteo, a seguito di gente che ricorreva a lui, chi per ascoltarlo, e chi per guarigione prodigiosa. Ma era soprattutto effetto diretto delle recenti peregrinazioni sue nei vari centri della Galilea, per insegnare nelle sinagoghe e fuori, per le case, per le strade, sul lago, insomma dappertutto.
Gesù era rimasto impressionato, diciamo così umanamente, di come la
gente lo ascoltava, di come le folle lo seguivano, di quanti favori
straordinari e ordinari lo richiedevano.
Sembrava che quella gente
non avesse chi s'interessasse a loro: a far conoscere i misteri di Dio,
la sua paterna inclinazione a soccorrere e alleviare i dolori e le
preoccupazioni della vita. Appunto come pecore abbandonate su zone prive di pascolo e senza una sufficiente protezione da predatori, tempeste, disgrazie.
E
pensare che incaricati della loro formazione religiosa erano gli
hakamin, o dottori della Legge, che incontriamo ad ogni passo nel
racconto evangelico. Al tempo di Erode il Grande raggiungevano nella
Giudea la cospicua cifra di 6000 unità.( cf RABBUNI, 26, nota 3). Ai
quali dobbiamo aggiungere un numero ancora più elevato di sacerdoti,
nella sola Gerusalemme.
Che facevano tutti costoro? - Quello che
aveva deplorato inutilmente uno di loro profeti: Che pascolavano, cioè
nutrivano solo se stessi con i cospicui emolumenti del loro servizio e
godevano tranquillamente del prestigio che assicurava sul popolo il loro
titolo prestigioso di Soferin, e ancora di più, quello di sacerdoti del
Dio d'Israele, membri del gran Sanhedrin. Poco importava che quei
poveri rivieraschi di lago, contadini, allevatori di bestiame non
capissero quasi nulla dell'esistenza di Dio, del suo amore di Padre,
della sua premura per il loro bene e per quello dei loro cari.
L'importante era che frequentassero sinagoga e tempio, portando offerte.
Povertà e miseria economica, ignoranza o vita religiosa più simile ad
esperienza magica che a rapporto filiale con Dio, non interessava molto a
quei signori. Anzi meno il popolo capiva di ciò che credeva e più alto
era il prestigio di loro che sapevano tutto e potevano tutto, anche
presso Dio.
Gesù ebbe modo di constatarlo ogni giorno, in ogni ambiente, a tutti i vari livelli della vita di quella povera gente. Ora
quasi ne piangeva, considerandolo nelle conseguenze che ne derivavano
al popolo abbandonato al suo triste destino; ma un giorno lo avrebbe
rinfacciato autorevolmente e con piena conoscenza dei fatti, a quella
categoria di svergognati che sfruttavano la sempli¬cità altrui per
soddisfare la loro sete di guadagno e di prestigio.
I difficili rapporti di Gesù con i farisei e sadducei
Nei tre anni vita pubblica del Messia, i suoi rapporti con il popolo sono stati sempre ispirati ad una infinita misericordia e sollecitudine verso tutti i problemi della sua gente. Per loro compie prodigi come moltiplicazione dei pani, guarisce infermi, sana malati, addirittura risuscita un suo amico carissimo, Lazzaro. Lo seguono folle immense, lo ammirano, lo applaudono perché pensano che Lui veramente risolverà tutti i loro problemi.
Gesú ci chiede di amare i nostri nemici e dá poi treconcrezioni positive su questo comando: fate
del bene a quelli che vi odiano: benedite coloro che vi maledicono, pregate per
coloro che vi maltrattano. Si tratta di una direttiva che sembra difficileda raggiungere, come non amare coloro che ci
amano ?Inoltre, come possiamo amare
coloro che conosciamo con certezza che ci vogliono male ?Venire ad amare di questo modo é un dono di
Dio, ma dobbiamio essere pronti a questo. Certamente, amare i nostri nemici é
la cosa umanamente piú saggia poi il nemicosará disarmato, l'amore puó essere la condizione che dia possibilitá per
non essere piú nemico.Allo stesso modo,
Gesu continua:" .... a chi ti percuote sulla guancia porgli anche l'altra
(Luca 6.29)Potrebbe sembrare eccessiva
mansuetudine, ma cosa fece Gesú dopo essere schiaffeggiato nella sua passione ?
Grande esultanza in tutto il mondo cattolico, perché l8 dicembre è la Festa dell' Immacolata; una ricorrenza di fronte alla quale nessuno rimane indifferente. IlPapa Pio IX vedendo che da secoli il popolo cristiano usava dare alla Madonna il titolo di Immacolata,nel 1854 decretò, come dogma di fede, che Maria Santissima è Immacolatafin dal suo concepimento. Un privilegio particolare e unico che Dio ha dato a questa creatura destinata ad essere la madre del Messia. Giustamente ha voluto che la Sua Mamma avesse una prerogativa particolare; unica creatura al mondo, Immacolata fin dal suo concepimento; vale a dire non ha avuto, non è stata nemmeno sfiorata dal peccato originale.
Ancora un'annotazione, prima di chiudere questo capitolo. Quale senso hanno, oggi, tre fra gli attributi più cari alla devozione mariana: vergine, pura, casta? Si tratta di puri sinonimi, o si riferiscono a virtù più spiccatamente presenti nella figura della madre di Cristo? La domanda non merita di essere considerata pleonastica: le ambiguità della terminologia religiosa hanno la loro radice nell'effettiva difficoltà di distinguere correttamente concetti e parole, quando si riferiscono all'area delle realtà spirituali. Inoltre, su questo argomento specifico, non ci si cautela mai a sufficienza, allo scopo di non ferire la suscettibilità del credente, mentre gli si vuole offrire un contributo di luce che dilati il suo orizzonte interiore.
L'immagine di cui si serve la donna, incapace di tenere soloper sé le emozioni che stava provando, tende
a corporeizzarsi, ?no a raggiungere la tenerezza allo stato puro, tipico dei
momenti estatici.
Del discorso di Gesù, come si è detto, non cè da giurare
che avesse compreso i contenuti più profondi; dei miracoli poteva aver ammirato
la straordinarietà; ma del fascino arcano che si sprigionava dalla sua persona
nessuno, in quella occasione, era rimasto dolcemente ferito più di lei.
Papa Francesco devoto alla Madonna che scioglie i nodi
Negli anni 80, quando Papa Francesco era solo il sacerdote Jorge Bergoglio, scoprì durante un viaggio in Germania una immagine della Madonna -la cosiddetta Knotenloeserin o Vergine che scioglie i nodi- di cui riportò in Argentina varie riproduzioni e che è ormai loggetto di una forte venerazione popolare a Buenos Aires. Limmagine, attribuita al pittore settecentesco Johann Georg Melchior Schmidtner, si trova nella chiesa di St. Peter am Perlach ad Augusta, nel Sud della Baviera, e rappresenta la Madonna che scioglie i nodi di un lungo nastro che gli è offerto da angeli che si trovano alla destra del quadro, mentre altri angeli a sinistra raccolgono il tessuto ormai liscio. Il sacerdote Bergoglio fu colpito subito da questallegoria del ruolo di mediatrice della madre di Gesù e decise così di portarla con sé a Buenos Aires, dove iniziò a distribuirla a sacerdoti e fedeli.
15 Agosto ASSUNÇÃO DE NOSSA SENHORA ASSUNTA AO CÉU
Oh, Virgem Imaculada, Mãe de Deus e dos homens. Cremos com todo fervor de nossa fé em Tua triunfante Assunção em alma e corpo ao céu, onde és aclamada Rainha por todos os coros dos anjos e por todos os santos, e a eles nos unimos para louvar e bendizer o Senhor que Te exaltou sobre todas as demais criaturas, para oferecer-Te à veemência de nossa devoção e de nosso amor.
Oh Jesus, people usually think that the faith in You was born by miracles done in the roman Palestine. Those miracles caused only astonishment and they only made believable your message. It was the way in which you introduced yourself and explained your thinking that was unusual. It is easy to point out limits, defects and faults in Moses, David and in the Prophets. In You, Jesus, everything is majestic and brightly without any ostentation. In You everything is human an lovable. This perfect and magnificent image origins from the pen of Your Evangelists, people having no bearing on literary works.
3º Domingo del Tiempo Ordinario. Evangelio, Mateo 4,12-23
Al enterarse Jesús de que habían arrestado a Juan se retiró a Galilea. Se retirara a Galilea es una decisión valiente, propia de quien quiere levantar en alto la luz para que brille en las tinieblas. Jesús cuida los preparativos: ¿a dónde ir? Como Juan se retiró al desierto para preparar caminos, Jesús se retira a Galilea, tierra de gentiles, tan distante de la pureza religiosa de Jerusalén. Allí va a comenzar el camino. Tiene prisa por hacer visible el amor del Padre y dar plenitud a todo ser humano. No quiere que ninguna vida se malogre. Dejando Nazaret se estableció en Cafarnaúm. En Cafarnaúm, ciudad de encrucijada de caminos, comienza a oírse la novedad del Reino y se da el abrazo entre Dios y el hombre.