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LA SECONDA MORTE
Un cristiano non può mettere in dubbio l'esistenza della pena eterna, quando gli egiziani di quasi diecimila anni avanti Cristo (certamente per un lume divino,di cui il Vaticano II ha dato atto anche alle altre grandi religioni del mondo) ne erano venuti a conoscenza. Avevano intuito che l'anima del defunto, dopo la morte, veniva pesata dalla coppia suprema Osiride e Iside. Se prevalevano le opere buone, veniva ammes¬sa alla felicità eterna; caso contrario alla pena eterna. Per la verità; gli egiziani non hanno mai potuto crederla eterna. Ad un certo punto, scontata la punizione, il defunto sarebbe stato ammesso alla felicità senza fine.

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La fede cristiana non ha mai messo in dubbio, né l'esistenza dell'inferno, né la sua eternità Per inferno dobbiamo inten¬dere uno "stato di definitiva auto-esclusione dalla comunione con Dio" (Cat.C.C.). "Definitiva"e quindi eterna, perché dopo la morte, dell'uomo resta solo l'anima E. questa, senza il corpo, non può fare scelte "umane".
Gesù non ne ha parlato in termini così astratti, diciamo teologici, ma esistenziali, concreti, proporzionati alla cultura della gente che lo ascoltava. Per questo, ha parlato di "fuoco inestinguibile" ( Mt 5,22.29; Mc 9,43-48), di "fornace ardente" (Mt 13,41-42) e ancore più chiaramente di "fuoco eterno" (Mt 25,41). Questa insistenza sul "fuoco" aveva fatto pensare a scrittori cristiani di altri tempi, che realmente esistesse il fuoco anche nell'inferno
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Oggi nessuno pensa più ad una realtà fisica come il fuoco, trattan¬dosi del regno dello spirito. Gesù parlava ad uomini che, come tutti gli antichi ¬temevano la morte tra le fiamme, come la morte peggiore. Egli ha fatto più volte il nome della Geenna, in ebraico Ghion,un torrente ad ovest di Gerusalemme, che fungeva da discarica, in continua combustione piena di fetore.. Immagini a parte, la Chiesa ha sempre creduto che Gesù parlasse di una condizione inimmaginabile, riservata a chi rifiutasse ostinatamente l'invito di Dio alla conversione e alla comunione con lui. Lo ha dichiarato nel simbolo chiamato "Quicunque" del secolo IV/V, in diversi concili e in tutte le dichiarazioni dei padri e del magistero ecclesiastico.

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Forse nei secoli passati ci si riferiva a questa verità di fede, per sollecitare la conversione, attraverso lo spavento nelle sue più varie rappresentazioni. Oggi la Chiesa preferisce presentarla come "appello alla responsabilità con la quale l'uomo deve usare la propria libertà, in vista del proprio destino eterno" (Cat.C.C.). Quello che un grande maestro dei nostri missionari passionisti, il p.lreneo Pontremolesi, voleva ottenere, insegnando loro di proporre alla considerazione del popolo una verità così severa, sullo sfondo di qualche mistero della Passione di Gesù. In questo modo, avreb-be prevalso la fiducia sulla paura, con maggiori stimoli alla conversione.

Appunto l'evangelista Giovanni aveva presentato la perdizione eterna, come una "seconda morte"( Ap 21,8 ). La prima è quella del corpo, la seconda quella dell'anima. Evidentemente questa seconda non è paragonabile alla prima.
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AS VIAS DO ESPIRITO

QUARTO DOMINGO DO ADVENTO

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QUARTO DOMINGO DO ADVENTO

UMA REFLEXÃO


A liturgia desse ultimo Domingo do Advento refere-se repetidamente ao projeto de vida plena e de salvação definitiva que Deus tem para oferecer aos homens. Esse projeto, já anunciado no antigo testamento, torna-se uma realidade concreta, tangivel e plena com a incarnação de Jesus.


THE WAYS OF THE SPIRIT

Imitaçaõ,.....3,42 COMO NÃO SE DEVE FUNDAR A PAZ NOS HOMENS


Imitaçaõ,.....3,42

 
COMO NÃO SE DEVE FUNDAR A PAZ NOS HOMENS

 
 
Filho, se fazes consistir a paz e alguma pessoa, por ser de teu parecer e conviver contigo, achar-te-ás perpléxo e embaraçado.
Se, porém, recorres à verdade sempre viva e permanente, não te contristarás a ausência ou a morte de um amigo.
Em mim se deve fundar o amor: por mim se deve amar todo aquele que, nesta vida, te parecer bom e amável.
Sem mim não vale e nem durará a amizade: nem é verdadeiro e puro o afeto de que eu não sou o vínculo.


LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

¿QUÉ DIGO, SEÑOR?


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¿QUÉ DIGO, SEÑOR?

¿Qué decir sobre Ti, si, Tú sabes que yo sé muy poco?
¿Qué decir de tu vida, si yo prefiero llevar la mía?
¿Qué decir de tus Palabras, si estoy sordo a ellas?
¿Qué decir de tus misterios, si no me los creo?
¿Qué decir de tu Evangelio, si no me molesto en abrirlo?
¿QUÉ DIGO, SEÑOR, SOBRE TI?
¿Qué decir de tu historia, cuando prefiero cualquier otra novela?
¿Qué decir de tu mensaje, cuando prefiero otras cuñas publicitarias?
¿Qué decir de tus caminos, cuando elijo senderos menos comprometidos?
¿Qué decir de tus enseñanzas, cuando soy tan poco aplicado contigo?
¿Qué decir de tus miradas, cuando miro hacia otro lado?


WEGE DES GEISTES

Due ali della Chiesa nascente

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L'humus iniziale fu l'Ebraismo palestinese

L' “humus” su cui si radicò la Chiesa delle origini fu l’Ebraismo Palestinese. I Dodici Apostoli, i settanta Discepoli, le "Pie donne" (che, molto verosimilmente, all’epoca della Pentecoste potevano essere una trentina), erano di estrazione palestinese: si raggiungeva la cifra cospicua di circa 120 persone (cf Atti 1,15). Ai diretti seguaci di Gesù si sarebbero aggiunti presto i convertiti dal primo discorso di Pietro, in occasione della Pentecoste: sempre secondo  gli Atti "circa tremila persone" (2, 41). Dopo quello pronunciato dallo stessa apostolo, a seguito della guarigione prodigiosa dello storpio "il numero degli uomini raggiunse circa i cinquemila" (Atti, 4,4).

Preghiere

SIGNORE: INSEGNACI COME PREGARE Luca 11.2

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SIGNORE: INSEGNACI COME PREGARE

Luca 11.2

Una riflessione
Quando i discepoli chiesero a Gesú come pregare Lui rispose pronunciando le parole della preghiera al Padre Nostro creando cosí un  modello completo e allo stesso tempo universale.  Di fatto, tutto quello che si puó  dire al Padre é contenuto nelle sette richieste che tutti noi sappiamo.  In queste richieste c'é una semplicitá reale e tale che anche un bambino lo apprende e allo stesso tempo una profonditá tale che si puó consumare una vita intera a meditare il senso di ognuna. Non ci parla ognuna di esse di quello che é necessario alla nostra esistenza, diretta a Dio, al Padre ?