
LA SECONDA MORTE

Gesù non ne ha parlato in termini così astratti, diciamo teologici, ma esistenziali, concreti, proporzionati alla cultura della gente che lo ascoltava. Per questo, ha parlato di "fuoco inestinguibile" ( Mt 5,22.29; Mc 9,43-48), di "fornace ardente" (Mt 13,41-42) e ancore più chiaramente di "fuoco eterno" (Mt 25,41). Questa insistenza sul "fuoco" aveva fatto pensare a scrittori cristiani di altri tempi, che realmente esistesse il fuoco anche nell'inferno.


Appunto l'evangelista Giovanni aveva presentato la perdizione eterna, come una "seconda morte"( Ap 21,8 ). La prima è quella del corpo, la seconda quella dell'anima. Evidentemente questa seconda non è paragonabile alla prima.










