
LA SPOSA EBREA ai tempi di Gesù
L'abitazione della nuova coppia era prevista nella casa paterna dello sposo. Difatti chi è stato a Nazaret avrà notato che altro è la Casa di Nazaret, quella dell'Annunciazione, altro quella di S. Giu¬seppe, un poco più in alto, sotto la chiesa omonima.


Se c'era una schiava, tanto andava un po' meno peggio: la differenza fra le due donne era troppo stridente. Però il discorso era sempre a livello del tutto estraneo alla sua dignità di donna e di sposa. I documenti ebraici dell'epoca spiegano che, insomma, le differenze tra sposa e schiava, erano due: primo, che la schiava era comperata e priva di ogni diritto, mentre la sposa era protetta dal famoso contratto di matrimonio, che abbiamo esaminato nell'articoletto precedente; secondo, che la schiava non aveva a disposizione neanche un siclo, mentre, invece, la sposa riteneva la proprietà radicale della dote apportata al matrimonio, anche se di essa disponeva solo il marito.

Anche su questo, come vedete, c'è da benedire il Salvatore non solo per la liberazione essenziale dell'umanità dalla colpa e dal demonio, ma anche perché ha infranto queste pastoie, create dalla prepotenza degli uomini sulle donne, nonché da preconcetti magico ancestrali, dei quali, in fondo, hanno pagato le spese più gli uomini che le donne...
Meno male che la nostra Madre celeste era andata sposa ad un "uomo giusto", e, forse, non aveva trovato nemmeno suocera e cognate (ma chi può affermarlo con documenti alla mano?). Di sicuro, non trovò concubine o ambiente corrotto... Per questo i due poterono stabilire uno stile di vita che, anche per l'intervento celeste, avvenuto poco prima delle nozze, cambiò radicalmente la loro vita di famiglia.
PADRE BERNARDINO BORDO-passionista








