
Getsemani
"E giunta l'ora"! Gesù lo sa,
è la sua ora, il momento supremo,
quello della consegna, del dono,
del compimento.
La pienezza del tempo!
Ed è lì anche il luogo: il Getsemani.
È chiamato orto, podere, ma in verità è
"il frantoio per l'olio":
nome emblematico di
un passaggio obbligato
che nel perdere sé
genera ciò che porta:
la dolcezza e la forza,
la bellezza e la gioia.
Con i suoi Gesù aveva cantato l'inno,
l`Hallel della Pasqua, il passaggio:
aveva- passato il torrente,
era salito verso il monte.
E sostò tra gli ulivi. E li
fu "spremuto" fino all'ultima stilla!
Era in preda all'angoscia, provava spavento:
con la bocca pregava, nel corpo
sudava sangue, una tristezza mortale
gli opprimeva il cuore.
Era solo. Anche la comunione col Padre
lì altre volte sperimentata e goduta
si è momentaneamente spezzata.
Gli amici dormono e poi fuggono via.
Tutto sembra un fallimento.
Ed egli "cadde faccia a terra", spossato!
Nel buio di quell'orto (ricordo dell'Eden)
nel silenzio tragico di una solitudine immensa,
una Parola risuona: "Abbà Padre!"!
E il grido della tenerezza (= papà mio!),
dell'affetto filiale, della sicurezza assoluta.
Con cruda onestà e con umanità stupenda
Gesù conosce l'amarezza del calice
colmo di un amore tremendo.
E ne fa il segno che rivela a tutti
chi sia il Padre per lui
e testimonia a noi chi siamo per lui.
Questo basta. "Andiamo"!
Per il "Figlio dell'uomo" l'ora della "consegna"
è compiuta: l'ora del più grande amore!
+ Lorenzo Chiarinelli
Vescovo emerito di Viterbo
Quando vuoi, puoi sentire come protezione a casa tua: il profumo che emanava PADRE PIO: GELSOMINO- SANTA RITA DA CASCIA: ROSA- SAN GIOVANNI PAOLO II: CEDRO.
















