Li ho visti nei vari turni di mensa dentro il Centro Giovanile Gesù Adolescente come consumano il pasto: lo trangugiano, lo gustano come una festa alla domenica, dopo la S. Messa il Mestre Armando dà un panino con la mortadella e una bibita; tutti in fila come leoni, piccoli, giovani, genitori per questo pasto festivo.
Questa curiosa domanda è venuta di moda da qualche decennio. Un credente di altri tempi si sarebbe scandalizzato, al semplice sentirsela in mente. Oggi si vuole essere razionali, o più chiaramente, ragionevoli, e mi sta bene. Ma quando si parla di Fede Cristiana, bisogna ricordare sempre che le verità rivelate non sono il prodotto della nostra mente, bensì della rivelazione di Dio, in persona di Gesù Cristo. Se si dimentica questo, tutto può apparire incredibile.
Nella notte del 19 novembre 2008, dopo un faticoso viaggio, sono "sbarcato" nel nord-est del Brasile, nella regione del Sergipe, il continente sudamericano con aerei ad alto sviluppo e con altre di immense povertà. Sono ospite del Vescovo della Diocesi di Proprià, una diocesi di 400.000 abitanti e con soli ventiquattro preti. La popolazione è in maggioranza cattolica, ma crescono sempre più numerose e svariate le sette religiose. Ho cercato di vivere al meglio la mia missione di fare concerti (in italiano!) e ho trovato grande attenzione ed entusiasmo in questa Chiesa semplice, umile e giova¬ne. L'immensità del Brasile permette di offrire solo qualche frammento della vita lì. Sono tornato sentendomi piccolo, ma con dentro il calore, non soltanto del sole estivo, ma dell'amore della gente, dei bambini e dei giovani.
Gesù disse loro: Che cosa cercate? Risposero: Dove dimori?
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La Liturgia ci presenta il Messia che inizia la sua vita pubblica. Si incontra ancora con suo cugino Giovanni che ha con se due discepoli ... e i due discepoli, seguirono Gesù.Gesù allora si voltò e vedendo che lo seguivano disse: Che cercate?". Risposero: "Rabbì (che significa Maestro) dove abiti?". Disse loro: Venite e vedrete...(Giov. 1.35-40). Appare evidente come la figura del Messia provochi una attrazione particolare, istintiva, senza nessuna logica razionale. Questi due discepoli lo seguono senza sapere perché.
A Poxoreu nel cuore dal Mato Grosso brasiliano il "Garimpeiro" cerca disperatamente nel fango un piccolo diamante per sopravvivere. Armando Catrana, salesiano perugino, da circa quaranta anni cerca tra immondizie e rifiuti i poveri "per farli vivere".
E' diventato il "mestre" (forse maestro,forse salvatore) di migliaia di giovani disperati con cui ha condiviso fatiche, lotte, speranze, successi, ed insuccessi.
E non ha, a sessantasette anni, nessuna intenzione di perderli di arrendersi.
Sono la sua vita come lui è la loro vita. Vita per vita.
Io l'ho incontrato sulle rive del grande fiume Paranà, tra i senza casa e senza tutto della periferia della cittadina di Tres Lagos nel cuore del Mato, la foresta che non c'è più, tagliata, bruciata.
Solo piccole tracce. L'ho incontrato all'inizio della sua nuova avventura a favore dei ragazzi di strada nell'anno 2003.
Anch'io Salesiano come lui. Anch'io da 25 anni in lotta con la tossicodipendenza e l'alcolismo per salvare altre vite perse o a perdere. Amici, oltre che confratelli.
E' nato così il Centro "Gesù adolescente" oggi, a 3 anni di distanza, oltre 1500 ragazzi hanno un posto sicuro per stare (non la strada), delle scuole per imparare, un mestre e degli educatori per crescere (non morire).
Gli sono stato vicino: ho progettato con lui, ho pregato con lui, ho cercato soldi per realizzare, gli ho avvicinato altre persone per non farlo sentire solo. Ora siamo nella stessa barca.
Non andremo alla deriva.
La guida (Armando) è esperta e fidata e noi a remare siamo in tanti. E tu ? Salirai in questa barca ? T
i condurrò io con la mia corrispondenza, con le mie foto, le musiche brasiliane e la fede nel "MESTRE" unico.
Quel Gesù che disse " sono venuto a cerare ciò che era perduto".
Il mio Crocifisso lo porto dappertutto, lo preferisco a tutto.
Quando io sono debole Egli è la mia forza, quando cado Egli mi alza, quando piango, Egli mi consola, quando soffro mi guarisce, quando tremo mi rassicura, quando Lo chiamo Egli mi risponde.
Se non fossi... caduto, per qualche giorno, dentro una casa di fratelli malati, l'AIDS, forse, sarebbe ancora un pensiero tanto lontano da me. Per qualche anno qualcuno ne ha parlato per vendere i suoi prodotti preventivi e ... preservativi da questa malattia. Riservata a drogati o omosessuali nell'immaginario comune, si na¬sconde invece dentro le case, nell'intimità, nella società, tra la gen¬te di cultura e tra i più sprovvisti umanamente, tra gli spacciatori o tra i turisti del piacere e delle avventure, tra persone inimmaginabili. Genitori che si contagiano tra loro per ignoranza o per incoscienza, giovani ingannati e usati. Come ha detto Papa Benedetto per l'Africa: non basta il profilattico a salvare dall'Aids. E ha pienamente ragione, p perché il problema riguarda la formazione totale dell'uomo e i comportamenti morali e umani che ne derivano per il bene stesso di ogni a persona.
Tutta la nostra vita umana é marcata dalla speranza. Di fatto, anche in mezzo a tante contradizioni se esiste qualche cosa che in noi non muore é la speranza, sentimento umano e divino. La speranza é la grande esperienza che tutti noi viviamo ogni giorno, ogni momento, é la forza che conduce la nostra storia e sará sempre l'impulso che ci levará ai prossimi periodi della storia. La speranza ha preso varie forme e si é rivestita di molti volti,ha vissuto e vive nell'arte, politica, religione e medicina, progetti e forma di vita tornandosi a volte ideologia e illusione.
Si é rivelata
forza e potere ma anche pazienza, ha creato ostacoli ma anche barriere,
ha rinnovato tutte le sfide a processi ecclesiastici e civili. La
speranza é stata e é la piú fedele compagnia dell'essere umano lungo la
sua storia, la piú grande ereditá che le generazioni offrono alle
prossime. Oggi la speranza si chiama senso come suo significato, poi
lei provoca l'intimo di tutti nelle crisi personali sociali che viviamo,
é pure um alimento, nostra volontá e nostra libertá, agisce come una
forza revoluzionaria e provoca la lotta per la sopravivenza. La speranza
é um impulso della sapienza in una visione non sempre positiva della
vita. Quando si ha un perché per vivere, lei sopporta tutto o quasi
tutto. Leva le persone a proseguire nella esistenza per un ideale,
perché é sapere nel fondo del nostro cuore, della nostra anima, mente e
spirito, sta la speranza come regina sovrana che sa condurre e inspirare
i sudditi per la missione piú umana: esseri che sperano.
Sempre le
persone che procurano, soffrono, piangono, muoiono, lottano,
ricominciano, decidono e ritornano vivono la speranza come una forza
irresistibile che a tutti sorprende e che niente puó distruggere: é la
speranza che anima tutti quanto lottano nelle difficoltá della vita, per
un ideale, per una causa e sopportano non pochi incomodi o perdite. La
speranza é il nuovo nome della vita, dell'allegria e dell'ideale, é la
sorpresa che fa cambiare la storia dando contorni inusitati e apre
orizzonti mai visti. La piú fedele delle tutte le compagne é la
speranza e se perdiamo questa non abbiamo piú niente , poi muore la
vita, muore l'ideale, si perde la meta del nostro esistere.
Dalla
speranza nasce la caritá e allora l'essere umano saprá cosa significa
l'essere umano che é la píú distinta e differenziale caratteristica.
Vivere la speranza, il cui figlio é l'incontro con il prossimo, il cui
frutto é la caritá e la cui ereditá é la pace, questa pace che solo puó
venire da Dio, poi Dio é pace e speranza in questo mondo tanto
tribolato. In mezzo alle ombre e luci, allegria e tristeza c' é sempre
la speranza nel Nostro Padre che non ci lascia mai camminare soli, ci
accompagna, ci sollieva e ci indica che solo Lui é la nostra speranza,
in Lui dobbiamo mettere tutta la nostra speranza per il nostro bene
spirituale e temporale, solo in Lui....
Il Vangelo del Nostro Signore Gesú ci presenta la figura di amministratore infedele, um uomo che ha aprofittato del proprio mestiere per rubare al suo padrone. É stato un semplice amministratore ed ha agito come padrone. Dobbiamo comprendere che i beni materiali sono buoni per sè stessi perché provengano dalle mani di Dio, pertanto abbiamo il dovere di amarli. Frattanto non possiamo "adorarli" come se fossero un Dio e fare di essi uno scopo della nostra esistenza. Dobbiamo essere staccati da loro.
Dopo Dio e Maria SS. non vi é, sia in cielo che in terra, chi piú si interssi della nostra salvezza sia spirituale che temporale e chi per conseguenza noi dobbiamo tanto riverire maggiormente dell'angelo custode. Datosi esso per nostra guida,per nostro compagno e difesa fino dal principio della nostra esistenza non ci abbandona mai finché l'anima nostra non sia ritornata al Padre. Egli é dappertutto con noi, ci consola nelle afflizioni, ci difende dai pericoli spirituali e temporali, ci illumina nei dubbi e ci soccorre in tutti i bisogni.
Signore, tu sei amante della vita!
Anzi, Tu sei la vita.
E tutto quello che esiste
è bellezza nel giardino del mondo,
è gioia nel cuore dell'uomo,
è canto della terra e del cielo.
Facci capire che la tavola non sazia
se il cuore è vuoto di verità
Santa Maria, donna del pane, chi sa quante volte all'interno della casa di Nazareth hai sperimentato pure tu la povertà della mensa, che avresti voluto meno indegna del Figlio di Dio. E, come tutte le madri della terra preoccupate di preservare dagli stenti l'adolescenza delle proprie creature, ti sei adattata alle fatiche più pesanti perché a Gesù non mancasse, sulla tavola, una scodella di legumi e, nelle sacche della sua tunica, un pugno di fichi. Pane di sudore, il tuo. Di sudore, e non di rendita. Come anche quello di Giuseppe, del resto.
BEATO IL GREMBO CHE TI HA PORTATO E IL SENO CHE TI HA ALLATTATO.
" Vangelo: Luca,11.27 "
Una riflessione
In quel tempo, mentre Gesú parlava, una donna della folla alzó la voce e Gli disse:" Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato" Gesú gli rispose: " Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano "
Com queste parole Gesú non respinge la lode appassionata che quella donna semplice dedicava a sua madre, bensí la accetta e va oltre, spiegando che Maria Santissima é benedetta, sopratutto, per il fatto di essere stata buona e fedele nel compiere la parola di Dio. A volte noi cristiani ci crediamo nella predestinazione cosí come credono altre religioni. No ! Noi cristiani crediamo che Dio ha in serbo per noi una meta di felicitá.
Più volte, mi sono pemesso d'introdurre il lettore nel mio mondo riservato, presentandoglielo come dominato dallimmagine di Maria, fin dagli anni della fanciullezza. Ora, oso aggiungere qualcos' altro, pur sapendo di rischiare qualche ripetizione, perchè convinto che un certo modo di ripetere equivale a ribadire ciò che riteniamo di particolare importanza. Affondando, dunque, nei ricordi personali più lontani, trovo che il mio primo puntare gli occhi e la mente infantili su di una immagine della Madonna, ebbe per oggetto un quadro riproducente la figura di lei, con accanto Giuseppe, suo sposo e, in mezzo a loro due, Gesù, ragazzetto ormai di una decina danni.
FESTA DE TODOS OS SANTOS DEUS NOS QUER TODOS SANTOS UMA REFLEXÃO
" Nós vos damos graça, Deus Omnipotente,....que assumis vosso imenso poder e reinais.... Chegou o momento de julgar os mortos, de dar a recompensa aos vossos servos, aos profetas, aos santos, aos que temem vosso nome, pequenos e grandes. Eles venceram, graças ao sangue do Cordeiro e ao testemunho que deram (Ap 11.17/18) "É esta a atitude espiritual que devemos ter em vista desta grande solenidade da Igreja: nós, cristãos, somos um povo que caminha olhando para o amanhã da eternidade, sem descuidar de nossas tarefas na terra, mas consciêntes que não é aqui a nossa morada permanente, pois ela é transitoria.