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L'orazione come dialogo
amoroso col Padre Celeste


Si dice pia elevazione, ma è un modo semplificato di esprimersi, che suppone Dio lassù e noi quaggiù. Dunque sarebbe più giusto dire: rendersi conto che siamo immersi in Dio. Ma non è altrettanto facile da capirsi, se non viene spiegato debitamente. Siamo, dunque, al punto focale del messaggio. Anche adesso procureremo di sintetizzare al massimo la tematica così interessante e che a voce ha ricevuto dilucidazioni e ampliamenti notevoli, di buon effetto. Perciò, in questo breve articolo ci soffermeremo sulla natura dell'ORAZIONE, perché in proposito è così facile cadere in varie imprecisioni che poi, come al solito, creano difficoltà inutili nella sua applicazione pratica.

 
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Partiamo dalla definizione dell'Orazione, proposta dal Catechismo, ma derivata da San Tommaso D’Aquino: l'orazione é una pia elevazione dell'anima a Dio.

Il che vuol dire che in qualsiasi maniera mi elevo a Lui, o pensando, o parlando, o cantando, etc. mi elevo a Lui e quindi sono in orazione.

Va da sé che anche quando non ci penso esplicitamente, ma al mattino ho rinnovato l'intenzione di fare tutto secondo la Sua volontà, è lo stesso, cioè sono in orazione, anche se la mia mente sarà tutta applicata a far bene quello che sto facendo e che devo fare.

Se questo è vero, aveva ragione San Paolo della Croce, quando diceva alla nostra Lucia Burlini: la vostra orazione deve iniziare il primo di gennaio e terminare il trentuno dicembre. Sappiamo che lei doveva lavorare per vivere.

Si dice elevazione dell'anima a Dio, ma si sa che l'uomo non è solo anima, bensì anima e corpo.
 
Il che spiega perché la Chiesa faccia tanto assegnamento sui riti e le cerimonie religiose che coinvolgano tutto l'uomo nel dialogo col Padre Celeste.

Dunque tutto di noi deve elevarsi a Dio, perché resti vitalizzato dalla Sua presenza e illuminato dalla Sua luce.

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Vista così, l'orazione è l'occupazione più nobile dell'uomo e rappresenta il meglio della nostra esperienza di fede.

Compresa adeguatamente e vissuta costantemente, costituisce anche l'alimento più adatto al nostro sviluppo spirituale.

Mette a nostra disposizione energie sempre fresche e in grado di permetterci ogni impresa più ardimentosa e nobile, a lode del Signore.

Potremmo anche dire, in termini forse un po' troppo semplificati: vale più un grammo di orazione, che tonnellate di preghiere vocali, recitate meccanicamente (succede!).

Difatti,  la preghiera è il mezzo più adatto per elevarci a Dio.
 
È il mezzo, non il fine. E lo strumento, non l'opera.


Padre Bernardino Bordo
- Passionista -

 

AS VIAS DO ESPIRITO

mitação.....3.22 DA LEMBRANÇA DO INUMERÁVEIS BENEFÍCIOS DE DEUS.

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Imitação.....3.22
 
DA LEMBRANÇA DO INUMERÁVEIS
 BENEFÍCIOS DE DEUS.

 
Abrí, Senhor, o meu coração à vossa lei: ensinai-me a trilhar o caminho dos vosso mandamentos. Daí-me a graça de conhecer a vossa vontade e de, com grande reverência e diligênte consideraçao, relembrar os vossos benefícios, quere gerais, quer particulares, para qe possa render-vos dignas ações de graças.
Bem sei e confesso que não posso responder com devidos louvores ao menor do vosso benefício. Sou inferior a todos os bens que me haveis dado: quando considero a vossa majestade, desfalece meu espirito, diante de vossa grandeza.

THE WAYS OF THE SPIRIT

The Holy Family of Nazareth

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The Holy Family
of Nazareth

The liturgical proposals are mainly imitative. The Holy Family is the classical model offered and apparently an ordinary family: a worker, a humble woman and a child. They lived in a poor house, dug in the stone of the hill, mixed with the many others - leaned one on another - that shaped the little village of Nazareth. The worker, whose name was Joseph, was a carpenter of the village. Those who saw him working night and day, or those who met him in the street, bent under the weight of a board, could never be able to guess that he had frequent conversations with Angels and that he was in charge of the biggest matter in the human history: the Saviour.
 
 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Jueves Santo

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Jueves Santo

es una llamada de atención: para pasar a la Pascua eterna primero tenemos que cruzar el umbral de la generosidad y del amor.
-¿Nos inclinamos ante los pies que reclaman nuestro tiempo?
-¿Besamos las llagas de los que sufren? ¿Las conocemos o, simplemente, cerramos los ojos para no verlas?
-¿Es nuestra caridad universal o limitada, abierta o cerrada, divina o sólo humana?
-¿Está nuestro corazón sensible al sufrimiento o pendiente de la felicidad?


WEGE DES GEISTES

Auguri coreani!

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Buon Natale 2012
Riflessioni di
Padre Vincenzo Bordo
dalla Corea

 
L’unghia dell’alluce destro mi si e’ INCARNITA e da alcune settimane mi provoca un forte dolore a tutta la gamba. Penetrando nella cute, l’ha lacerata e fatta sanguinare copiosamente. Se una piccola insignificante unghia, incarnendosi, provoca una cosi’ grande sofferenza cosa avra’ significato per Gesu’, a Natale, INCARNARSI nella nostra umanità? Quale atroce ed incredibile tormento deve aver provocato in Lui questo grande e misterioso processo di unione con il nostro essere: mettere da parte la Sua sublime divinita’. Entrare nella nostra fragile vita. Farsi avvolgere da essa. Lasciarsi squarciare e sanguinare per amore. E questo solo perche’ dall’alto del suo beatifico trono ha VISTO e ASCOLTATO il grido della nostra sofferenza. Quel nostro straziante urlo non l’ha lasciato indifferente, lo haspinto ad abbandonare il suo felice e radioso paradiso ed entrare nella nostra carne per dare un senso, una risposta, un aiuto, la salvezza totale e integrale alla nostra povera e malconcia societa’.

Preghiere

Io sono con te

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Io ci sono con Te ... in Te

Dona riposo in Te, Signore,
a questa testa piena di mondo
e di parole.