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"Mi leverò e andrò da mio padre..."

Sinceramente, la conversione del giovane scapestrato non fu motivata dal rimpianto dell'amore verso il padre. Nello stato miserevole dove si era ridotto, non era più capace di sentimenti così nobili. Sentitelo come lo dice con sfacciata ingenuità: "Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza ed io qui muoio di fame!" (Lc 16,17). E' egoismo banale, ma realista. E' lo stomaco vuoto, non la coscienza, che muove la testa a riflettere. Quindi l'azione frenante e poi di richiamo del padre non avevano ottenuto un effetto confortante. Il giovane rimaneva sempre all'interno delle sue tendenze egocentriche, senza chiedersi: "Ma mio padre che penserà di me?". Il dolore con cui mi ha salutato sarà diventato condanna? Mi riaccetterebbe così indegno come sono? Niente: vede solo servi a pancia piena e lui a sbadigliare per la fame... Peggio di così?

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Eppure qualcosa si stava muovendo anche in lui, nella direzione giusta: intanto ammetteva di aver sbagliato i calcoli. Le tre motivazioni che lo aveva indotto a far quella figura snaturata col padre - ricerca di totale autogestione - desiderio di allontanarsi - portarsi dietro tutte le sue cose, si erano azzerate. Lo squallore in cui si era ridotto, aveva avuto un suo sfogo positivo.

Il Padre si accontenterà di questo accenno di resipiscenza, per continuare e intensificare l'opera del suo salvataggio. Ancora un po' più di fame, di senso di abbandono e lo strano porcaretto arriverà al punto. Una forza improvvisa, dietro la visione della casa perduta e ora illuminata di una luce più nitida, lo spingerà alla decisione: "Mi leverò e andrò da mio padre..." (v 19).
II disgraziato aveva avvertito con esattezza la spinta derivata a lui dal padre, ma come faceva a dire: "Mi leverò" e, peggio ancora, "Andrò da mio padre"? Gesù narrava che era andato in "un paese lontano": come sperava di coprire quelle centinaia, chissà migliaia di chilometri, lui, così smunto, morto di fame? Anzi il solo dire: "Mi leverò", mi alzerò su doveva rappresentargli qualche problema, se la languidezza lo aveva ridotto al punto da non capire che da quelle misere carrube non poteva ricavare la forza di tornare a casa sua...

Queste considerazioni provengono, ovviamente, dalla nostra analisi, attenta quanto si vuole, ma sempre approssimativa, nella sua ricostruzione dei fatti. Il Padre celeste vedeva ben altro in quel figlio sventurato. La luce che aveva brillato in quella mente debilitata dalla denutrizione era partita da lui; quella speranza di potersi alzare e affrontare un viaggio sicuramente disastroso (non tenendo conto di qualche non inverosimile incontro con i briganti, particolarmente di notte!) proveniva dalla stessa sorgente. La vittoria dell'amore paterno sulla scelleratezza del figlio si era andata profilando per grado, senza violentare l'autonomia dell'interessato, aiutandolo, anzi, a ripercorrere ritroso le varie tappe del suo degrado, senza mortificarne la fiducia in se stesso.

Sempre così si rivela il tatto materno, meravigliosamente delicato e rispettoso, con cui il nostro caro Padre ci segue nell'evolversi della nostra vita, fra sbandamenti che, per suo intervento, rientrano indenni, e ricadute da cui ci si riprende con un vigore che non scaturisce né dalla nostra saggezza o esperienza personale, né dalle risorse della nostra volontà, quasi mai in grado di arrivare ad una decisione definitiva.

 

AS VIAS DO ESPIRITO

Imitação..... 3.57 COMO O HOMEM NÃO DEVE DESANIMAR, QUANDO CAI EM ALGUMAS FALTAS.

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 Imitação..... 3.57
 
COMO O HOMEM NÃO DEVE DESANIMAR, QUANDO CAI EM ALGUMAS FALTAS.

 
 
 
Filho, mais me agradam a paciência e a humildaden nos revéses que muita consolação e fervor na prosperidade.
Por que te intistece tão pequena coisa que disseram contra ti ?  Ainda que fosse maior, não te devias molestar.
Agora deixa-a passar: não é a primeira nem coisa nova, nem será a ultima, se muito viveres.
É bastante forte, enquanto não te sucede alguma adversidade.


THE WAYS OF THE SPIRIT

YOU ARE MY FAITH

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YOU ARE MY FAITH

Oh Jesus, people usually think that the faith in You was born by miracles done in the roman Palestine. Those miracles caused only astonishment and they only made  believable your message.
It was the way in which you introduced yourself and explained your thinking that was unusual.
It is easy to point out limits, defects and faults in Moses, David and in the Prophets.
In You, Jesus, everything is majestic and brightly without any ostentation.
In You everything is human an lovable.

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

¿JESÚS, DONDE VIVES?

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¿JESÚS, DONDE VIVES?

¿Pero tú ahora dónde habitas? ¿Puedes darme tu dirección?
“ESTOY EN MEDIO DE USTEDES, MI VIVIENDA ES TU IGLESIA EN TU PAÍS, EN TU BARRIO, EN TU CALLE”



¿Pero yo no he visto nunca tu placa, tu matrícula, con los días y las horas en que recibes, para solicitar una entrevista?
“PUEDES VENIR EN CADA MOMENTO, A CADA HORA; SIEMPRE ME ENCONTRARÁS A TU DISPOSICIÓN"



WEGE DES GEISTES

"Io sono il pane vivo della vita"

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XVIII^ domenica del
Tempo Ordinario

"Io sono il pane vivo della vita;
chi viene a me non avrà più fame"

PENSIERO DELLA DOMENICA
+ VIDEO CORRELATO

In questa domenica la Liturgia ci propone un brano del  Vangelo di Giovanni (6.24-35) dove la folla, entusiasta per i miracoli compiuti da Gesù, è in cerca di Lui, che forse era andato verso Cafarnao: ...lo trovarono di là dal mare e gli dissero: Rabbì, quando sei venuto qua?.
Gesù rispose loro: “In verità in verità vi dico: voi mi cercato non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quel pane e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di Lui, il Padre, ha messo il suo sigillo”.

Preghiere

VISITA AL SANTISSIMO SACRAMENTO

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VISITA AL SANTISSIMO SACRAMENTO

A ricevere la Santa Comunione, sotto la specie del pane e del vino, l'unione fisica con Gesú é identica per tutti quanti ricevono il suo Corpo e Sangue, ma non produce in tutti il suo vero effetto. La meglio disposizione per ricevere Gesú Sacramentato é l'amore a Dio e ai nostri fratelli e sorelle senza il quale non puó avere unione: é necessario un amore autentico, sincero,desiderio e pieno consentimento di cosa stiamo facendo, anche se nei limiti della nostra fede. La propria liturgia impone ai fedeli, nutriti del sacramento pasquale, a vivere di accordo con la pietá e esprimere nella vita quello che riceviamo per la fede.