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D. Un mio cugino si è suicidato sparandosi alle tempia. Mi dicono che il vescovo interpellato dal parroco, ha negato la celebrazione della messa al funerale. Solo esequie il giorno appresso, la messa, si, ma senza la presenza della salma. Che pensarne?

R. Sono notizie molto strane e bisognerebbe appurarne quanto siano esatte. Si sa, che dopo il Concilio, è lasciata facoltà al vescovo di permettere i funerali anche per i suicidi nel caso che non ci siano motivi pastorali che lo dissuadano. Oggi in Italia generalmente si è molto comprensivi, visto che la prassi antica della Chiesa intendeva solo di dissuadere i fedeli da un gesto simile, non di condannare un morto! Poi si è considerato che, a quel modo, veniva penalizzata una famiglia, già tanto provata da un disgrazia del genere, non trovando nella Chiesa una Madre che viene incontro a chi soffre.

D. Sarò sempre saldo nella fede? Talvolta ne temo sul serio.

R. Ottimo e benefico timore. Fino a quando lo avvertirà, praticamente sarà impossibile deflettere dalla fede. Sarà sempre un dono di Dio, un dono fondamentale; ma anche conseguenza della sua adesione sincera.

D. Quando vado a confessarmi sento sempre tanta paura di non sapermi accusare.

R. Molto bene difatti si tratta di manifestare la sua coscienza al confessore. Così insegna la teologia morale della Chiesa. L’accusa vera è accaduta quando lei si è accorto di aver peccato e ha detto, magari dentro di sé: Signore che ho fatto!  Perdonami! O altro di simile. Quando lei va dal confessore esponga il suo stato interno (senza rompersi il capo, ma così con semplicità e fiducia) limitandosi alle colpe o mancanze commesse, perché chiedere consigli, allungare in analisi che accertino le causa da cui derivano è piuttosto ambito della direzione spirituale. Può anche farlo; ma non fa parte essenziale dei sacramento della Penitenza.
Riassumendo materia del sacramento è il peccato; ambito della direzione spirituale la sfera dei consigli da chiedere o una parola di conforto per proseguire sulle vie della santità.

AS VIAS DO ESPIRITO

" TEMPO DE JUBILOSA ALEGRIA "

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1°  DOMINGO DO ADVENTO
01 Dezembro 2013
Uma reflexão

" TEMPO DE JUBILOSA ALEGRIA "

Estamos recomeçando o Advento, tempo de jubilosa alegria, essa palavra que quer dizer "vinda" ou "chegada".  É o tempo da alegre expectativa da chegada de Cristo no Natal e sob essa influência é também preparação para a ultima chegada de Cristo, a vinda escatológica da Parusia. Esse olhar para o fim dos tempos é tema da primeira parte do advento, que vai do primeiro domingo até o dia 16 de Dezembro. Do dia 17 até o Natal é propriamente a preparação para a  chegada de Jesus no Natal: é esse tempo tão caracteristico de alegria e de celebração, a que, até hoje, se deu o nome de "Semana Santa do Natal."

THE WAYS OF THE SPIRIT

Miracles

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Miracles:
irrefutable proof of the
Divinity of the Messiah


The word miracle indeed means any phenomenon produced by a supernatural force because it escapes the usual laws of nature. It is also confirmed in the popular lexicon, when it is said: "I can not make miracles... I can not do the impossible!". Existence of John the Baptist were sad, studded with troubles and adversities. He will be placed in prison of Machaerus, because he had publicly rebuked Herod, who took possession of Herodias , his brother Philip's wife.

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

DOMINGO SEGUNDO DE PASCUA DE LA RESURRECCIÓN DEL SEÑOR Evangelio: Juan 20, 19-31

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DOMINGO SEGUNDO DE PASCUA DE LA RESURRECCIÓN DEL SEÑOR

Evangelio:  Juan 20, 19-31 


"Al anochecer de aquel día, el primero de la semana, estaban los discípulos en una casa, con las puertas cerradas por miedo a los judíos. Y en esto entró Jesús, se puso en medio y les dijo:
- «Paz a vosotros.»
Y, diciendo esto, les enseñó las manos y el costado. Y los discípulos se llenaron de alegría al ver al Señor. Jesús repitió:
- «Paz a vosotros. Como el Padre me ha enviado, así también os envío yo. »
Y, dicho esto, exhaló su aliento sobre ellos y les dijo:
- «Recibid el Espíritu Santo; a quienes les perdonéis los pecados, les quedan perdonados; a quienes se los retengáis, les quedan retenidos.»



WEGE DES GEISTES

DOMINGO DE LA SAGRADA FAMILIA

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DOMINGO DE LA SAGRADA FAMILIA
27 de diciembre de 2015. La Sagrada Familia - San Lucas 2, 41-52
¿QUÉ FAMILIA?


Hoy es el Día de la familia cristiana. Una fiesta establecida recientemente para que los cristianos celebremos y ahondemos en lo que puede ser un proyecto familiar entendido y vivido desde el espíritu de Jesús.
No basta defender de manera abstracta el valor de la familia. Tampoco es suficiente imaginar la vida familiar según el modelo de la familia de Nazaret, idealizada desde nuestra concepción de la familia tradicional. Seguir a Jesús puede exigir a veces cuestionar y transformar esquemas y costumbres muy arraigados en nosotros.
La familia no es para Jesús algo absoluto e intocable. Más aún. Lo decisivo no es la familia de sangre, sino esa gran familia que hemos de ir construyendo los humanos escuchando el deseo del único Padre de todos. Incluso sus padres lo tendrán que aprender, no sin problemas y conflictos.



Preghiere

Preghiera del Papa

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PREGHIERA DEL PAPA

Signore, sono il Papa.

Mi presento a Te, non come mi vedono gli uomini: il Dio in terra; la più alta autorità morale; l'uomo ascoltato ed acclamato da milioni di persone; il sicuro; l'infallibile; il dolce Cristo in terra! Mi presento per quello che sono: un povero uomo che dal momento della sua elezione ha cessato di essere se stesso per divenire Istituzione, Simbolo, tutto per gli altri e niente per se. lo devo misurare le parole perché il mio uditorio è l'umanità; non posso piangere in pubblico per­ché devo predicare la speranza; abito in una casa dorata: la mia prigione a vita.

In più la storia ha confuso il servo con il Padrone; il segretario col Direttore; il timoniere col Capitano. Gesù non ha dato le dimissioni da Capo della Chiesa, ma molti lo credono! Credono che io sia Lui, così mi chiedono miracoli, mentre io posso dire solo: "Coraggio... abbiate fede... !".

Ed io devo andare con i piedi di piombo per non avallare questo errore! Pochi si rendono conto che io cammino al buio come Abramo e che quando parlo ai potenti, sono nudo come Mosè davanti al Faraone. Se il 13 maggio non mi aves­sero sparato, molti ancora mi crederebbero invulnerabile. Quanti mi credono una Rocca mentre io mi sento in bilico su di una barca che fa acqua da tutte le parti e che talvolta è appestata dagli odori malsani che salgono dagli stagni della Chiesa! So che nella Tua Chiesa ci sono montagne di fedeltà e prati immensi di fiori e di aria pura, ma da me arrivano solo gli echi della Tua presenza santificatrice  e talvolta sono anche... filtrati!

Un giorno Gesù rimproverò Pietro perché respingeva i piccoli per far posto ai grandi, ma ora, dimmi, Signore, come debbo fare io che ho milioni di piccoli da difendere e da accarezzare, impastoiato come sono dagli impegni di Stato, dal Cerimoniale e dalla Diplomazia ?

Signore, io sono il Papa, ma il mio autista sta meglio di me. Fa che la gente comprenda che io sono il Tuo autista, così potrò dedicarmi di più ai Tuoi piccoli ed a me stesso. Signore, se anche per Te io sono il Papa, allora... ascoltami !

Se invece, anche per Te, sono solo un povero uomo, allora Ti prego... non lasciarmi solo al timone della barca. Come Pietro potrei addormentarmi..., fug­gire            tradirti..., ed allora che ne sarebbe di quelli che stanno su di essa o che ad essa sono aggrappati ? Come Gesù nel Getzemani, quante volte, solitario, sudo sangue immerso nell'angoscia per la responsabilità delle decisioni che sono costretto a prendere! Quanta tristezza per l'incomprensione dei miei più vicini collaboratori! Quanta paura di coloro che spiano la mia prima caduta per giudicarmi! Signore, se è vero che Tu sei sempre vicino ai poveri, ai soli ed agli angosciati... allora ti prego... stammi vicino !

Chi è più povero di me ?

Amen !