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Me guiaste porque te
constituiste en mi esperanza

“El Señor nos conduce como guía, y nos lleva en sí como camino, y nos atrae a sí como patria. Nos conduce. ¿Por qué? Porque se constituyó en nuestra esperanza. ¿Cómo se constituyó en nuestra esperanza?

Oísteis que fue tentado, que padeció y resucitó; por lo mismo, se constituyó en nuestra esperanza. ¿Qué nos decimos cuándo leemos estas cosas? Dios no nos condena, pues por nosotros envió a su Hijo a ser tentado, a ser crucificado, a morir y a resucitar; Dios no nos condena, pues por nosotros no perdonó a su propio Hijo sino que le entregó por todos.

 
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Así se constituyó en nuestra esperanza. En Él contemplas tu trabajo y tu salario: el trabajo, en la pasión; el salario, en la resurrección. De este modo se constituyó en nuestra esperanza. Tenemos dos vidas: una la que actualmente vivimos, otra, la que esperamos. Aquella en la que vivimos nos es conocida; ignoramos la que esperamos.

 Lleva con paciencia la que vives y conseguirás la que aún no has conseguido. ¿Cómo la llevarás con paciencia? No dejándote vencer por el tentador. Cristo te mostró con sus trabajos, tentaciones, sufrimientos y muerte, la vida que actualmente vives; con su resurrección te mostró aquella en la que has de vivir.

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Sólo conocíamos al hombre que nacía y moría; desconocíamos al hombre que resucita y vive eternamente. Tomó lo que conocías y te manifestó lo que ignorabas.

Por eso se constituyó en nuestra esperanza en las tentaciones y tribulaciones. Oye al Apóstol que dice: “No sólo esto, sino que también nos gloriamos en las tribulaciones, sabiendo que la tribulación labra paciencia; la paciencia, probación; la probación, esperanza y la esperanza no confunde, porque la caridad de Dios ha sido difundida en nuestros corazones por el Espíritu Santo que nos ha sido dado”.

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Luego el que nos dio el Espíritu Santo se constituyó en nuestra esperanza, y por eso ahora caminamos en esperanza; pero no caminaríamos si no esperáramos…”
San Agustín,  Sobre el salmo 60, 4
Albina Moreno
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NADA TE TURBE

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AS VIAS DO ESPIRITO

OS FARISEUS, NA HISTÓRIA

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 OS FARISEUS,
NA HISTÓRIA

 

O artigo procedênte nos advirtiu que Escriba não correspondia necessariamente à Fariseu, por isso, agora, sabemos dar o senso exáto da frase evangélica:  "Ai de vós, escribas e fariseus, hipocritas, e outras  coisas semelhantes"  Escriba indicava a profissão e fariseu a corrente religiosa a que pertenciam.  Colocamos à luz o primeiro, agora nos ocuparemos do segundo, isto é, do fariseu, da corrente religiosa da qual vinha o apelido.
 

Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

The Holy Family of Nazareth

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The Holy Family
of Nazareth

The liturgical proposals are mainly imitative. The Holy Family is the classical model offered and apparently an ordinary family: a worker, a humble woman and a child. They lived in a poor house, dug in the stone of the hill, mixed with the many others - leaned one on another - that shaped the little village of Nazareth. The worker, whose name was Joseph, was a carpenter of the village. Those who saw him working night and day, or those who met him in the street, bent under the weight of a board, could never be able to guess that he had frequent conversations with Angels and that he was in charge of the biggest matter in the human history: the Saviour.
 
 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

TAMBIÉN YO, SEÑOR, QUIERO SALIR

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TAMBIÉN YO, SEÑOR, QUIERO SALIR
Cuando me digas “sal de ahí”
quiero dejar la fría losa que me inmoviliza
que me detiene en la oscuridad
y me recuerda que Tú ya no existes
que pregona que, la nada o el absurdo,
serán mis acompañantes para siempre.

 

WEGE DES GEISTES

Benedetta Bianchi Porro: verso la beatificazione

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Benedetta Bianchi Porro
Verso la beatificazione

Cara Venerabile Benedetta,
ho conosciuto la tua breve ma significativa esistenza tramite il libro che Graziella mi ha regalato: sono rimasta incantata dal tuo coraggio e sacrificio e debbo confessarti che ho pianto per Te, per me. Ogni giorno, specialmente alla sera, mi rivolgo a Te per avere, forza all'indomani. Spero tanto di incontrarti in un sogno per abbracciarti fisicamente.

Preghiere

Preghiera del Papa

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PREGHIERA DEL PAPA

Signore, sono il Papa.

Mi presento a Te, non come mi vedono gli uomini: il Dio in terra; la più alta autorità morale; l'uomo ascoltato ed acclamato da milioni di persone; il sicuro; l'infallibile; il dolce Cristo in terra! Mi presento per quello che sono: un povero uomo che dal momento della sua elezione ha cessato di essere se stesso per divenire Istituzione, Simbolo, tutto per gli altri e niente per se. lo devo misurare le parole perché il mio uditorio è l'umanità; non posso piangere in pubblico per­ché devo predicare la speranza; abito in una casa dorata: la mia prigione a vita.

In più la storia ha confuso il servo con il Padrone; il segretario col Direttore; il timoniere col Capitano. Gesù non ha dato le dimissioni da Capo della Chiesa, ma molti lo credono! Credono che io sia Lui, così mi chiedono miracoli, mentre io posso dire solo: "Coraggio... abbiate fede... !".

Ed io devo andare con i piedi di piombo per non avallare questo errore! Pochi si rendono conto che io cammino al buio come Abramo e che quando parlo ai potenti, sono nudo come Mosè davanti al Faraone. Se il 13 maggio non mi aves­sero sparato, molti ancora mi crederebbero invulnerabile. Quanti mi credono una Rocca mentre io mi sento in bilico su di una barca che fa acqua da tutte le parti e che talvolta è appestata dagli odori malsani che salgono dagli stagni della Chiesa! So che nella Tua Chiesa ci sono montagne di fedeltà e prati immensi di fiori e di aria pura, ma da me arrivano solo gli echi della Tua presenza santificatrice  e talvolta sono anche... filtrati!

Un giorno Gesù rimproverò Pietro perché respingeva i piccoli per far posto ai grandi, ma ora, dimmi, Signore, come debbo fare io che ho milioni di piccoli da difendere e da accarezzare, impastoiato come sono dagli impegni di Stato, dal Cerimoniale e dalla Diplomazia ?

Signore, io sono il Papa, ma il mio autista sta meglio di me. Fa che la gente comprenda che io sono il Tuo autista, così potrò dedicarmi di più ai Tuoi piccoli ed a me stesso. Signore, se anche per Te io sono il Papa, allora... ascoltami !

Se invece, anche per Te, sono solo un povero uomo, allora Ti prego... non lasciarmi solo al timone della barca. Come Pietro potrei addormentarmi..., fug­gire            tradirti..., ed allora che ne sarebbe di quelli che stanno su di essa o che ad essa sono aggrappati ? Come Gesù nel Getzemani, quante volte, solitario, sudo sangue immerso nell'angoscia per la responsabilità delle decisioni che sono costretto a prendere! Quanta tristezza per l'incomprensione dei miei più vicini collaboratori! Quanta paura di coloro che spiano la mia prima caduta per giudicarmi! Signore, se è vero che Tu sei sempre vicino ai poveri, ai soli ed agli angosciati... allora ti prego... stammi vicino !

Chi è più povero di me ?

Amen !