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Da Abramo ai giorni nostri

La leggenda della Vera Croce fonda le sue origini in Adamo. Si dice infatti che Adamo, ormai vecchio e prossimo a morire, chiede al figlio Seth di recarsi verso il Paradiso poiché giunto alla fine della sua vita mortale.
Il figlio di Adamo ottenne dall'Arcangelo Michele l'olio della misericordia come viatico per una morte più serena. In realtà l’Arcangelo gli consegna un ramoscello dell'albero della vita e invita a installarlo nella bocca di Adamo al momento della sua sepoltura.
Un’altra versione –al posto dell’arbusto- cita tre semi: uno di cedro, uno di cipresso ed uno di pino. Secondo questa leggenda dalla bocca del primo vivente germoglierà un grande albero che farà riscattare Adamo dalla sua antica colpa che comportò la cacciata dall’Eden.

Quell’albero fruttificò e crebbe molto. Il Re Salomone decide la costruzione del Tempio gerosolimitano ed ordina che l'albero, cresciuto sulla tomba di Adamo, venga tagliato ed impiegato per la creazione dell’erigendo santuario.

«Non c'era posto in cui potesse essere sistemato: o era troppo lungo o era troppo corto, e quando lo si tagliava della misura giusta sembrava così corto da non servire più. Per la rabbia gli operai lo presero e lo buttarono su di uno specchio d'acqua, perché servisse da passerella». [Iacopo Varazze]

La Regina di Saba -in visita a Salomone per dare ascolto alla sua sapienza- al momento di valicare la passerella realizzata da quel legno ormai a lungo inutilizzato, ha una illuminazione: quel legno sarà impiegato un giorno per la realizzazione della Croce di Gesù. Ma non è l’unica visione: il regno degli Ebrei sarebbe stato distrutto.
È così che il Re Salomone lo fa nascondere sotterra nella “piscina probatica”, cioè quella in cui si lavano gli animali prima del sacrificio.
Questa la storia della Croce di Cristo, tra mito e leggenda l’origine dell’albero dall’antichità a cui sarà appeso il Salvatore.

Al tempo di Gesù vennero i giorni del processo. Una trave riaffiora dalla terra. Quel legno verrà impiegato per costruire la vera Croce.
Quello strumento ligneo di morte pare scomparire dalla storia, finché dopo più di duecento ricompare la Croce.
Costantino -mentre guerreggia contro Massenzio- ha una visione: una croce luminosa con la scritta:

"In hoc signo vinces"

Imperatore mette il suo esercito sotto l'insegna della Croce ed esce vittorioso nella battaglia di Ponte Milvio. Questo fatto fa maturare nell’Imperatore la volontà di dare piena libertà ai cristiani ponendo così fine alle persecuzioni perpetrate verso i seguaci di Gesù.


Costantino desidera continuare nelle iniziative a favore dei cristiani e manda a Gerusalemme sua madre Elena per ricercare il legno della Vera Croce di Cristo proprio in Gerusalemme.
La madre dell’Imperatore –venuta a sapere che un ebreo di nome Giuda è l’unico ad esser a conoscenza il luogo esatto dove si trova la Croce- sottopone l'uomo a supplizio per spingerlo a parlare. Difatti Elena fa calare l’uomo chiamato Giuda in un pozzo a digiuno, senza pane né acqua. Dopo sette giorni l'ebreo decide di parlare. Giuda
rivela il vero punto in cui la Croce è stata a lungo custodita.


Ma la storia si complica oltremodo, difatti per sapere qual è la "vera" Croce interviene un evento miracoloso: il corpo di un giovane deceduto torna in vita non appena è toccato dal Sacro Legno della Passione.


Successivamente una porzione della Croce viene abbandonata a Gerusalemme, mentre un'altra viene trasportata a Costantinopoli.

Nell’anno 614 Cosroe -Re di Persia- resta colpito dal Sepolcro di Cristo e decide di portare con sé la Sacra Reliquia. È così che, dopo trecento anni dall’inizio della ricerca della Vera Croce operata dall’Imperatore Costantino, l’entusiasmo della Sacra Reliquia porta alla venerazione della Passione di Cristo Gesù Redentore. Infine l’Imperatore bizantino Eraclio riesce a riprenderla e a riportarla a Gerusalemme. 

Prof. Alessio Varisco
Storico dell'Arte

AS VIAS DO ESPIRITO

SEGUNDO DOMINGO DE PASCOA

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SEGUNDO DOMINGO DE PASCOA

27 ABRIL DE 2014

 

" A PAZ ESTEJA CONVOSCO "

 

UMA REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO

 

Essas são as palavras de Jesus em suas primeiras aparições nas comunidades dos discipulos. Seu primeiro anuncio e seu primeiro presente aos seus seguidores foram o desejo da paz. A paz é um dom de valor incalculável, podem faltar algumas coisas materiais mas é impossivel viver sem a paz. Jesus ressuscitado comunica a paz verdadeira que liberta o medo e infunde tranquilidade e confiança na missão. Os discipulos se alegram muitissimo pois descobrem que o Senhor está vivo. A paz e alegria são dons do Cristo Ressuscitado e com isso é reconhecido na comunidade. Deus Pai envia Jesus e agora Ele envia os seguidores.


Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

The Holy Shroud

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The Holy Shroud
From the studies of
Mons. Giulio Ricci,
Shroud researcher


The Shroud is a rectangular linen (m. 4,36 x 1,1), woven in a three-to-one herringbone twill composed of flax fibrils and is the most eloquent “corpus delicti” used by researchers to reconstruct the offensive event it shows: the death on the cross. The crucified man, before his death, has suffered under a particularly cruel flagellation, a crowning with thorns (first ever registered by researchers in a crucifixion), an upward gouge in the side caused by a spear penetrating into the thoracic cavity and at last shrouded, naked, in a linen without being previously washed and covered with resins. The integrity of the shroud testifies that the body it shrouded never knew the corruption; otherwise the shroud itself would have been damaged.
 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

UNIDOS A LA VIDA EN JESÚS

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UNIDOS A LA VIDA EN JESÚS

"Nosotros te seguimos, Señor Jesús, pero tú llámanos para que podamos seguirte. Nadie puede subir sin ti. Tú eres el camino, la verdad, la vida, la posibilidad, la fe, el premio. Acoge a los tuyos: tú eres el camino. Confírmalos: tú eres la verdad. Reavívalos: tú eres la vida.
Admítenos a aquel bien que deseaba ver David, habitando en la casa del Padre, cuando se preguntaba: «Quién nos mostrará el bien?», y decía: «Creo que veré los bienes del Señor en el país de la vida». Los bienes se encuentran allí donde está la vida eterna, la vida sin culpa.



WEGE DES GEISTES

COMO SE DEVE REFERIR TUDO A DEUS

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Imitaçaõ......3.9
 
COMO SE DEVE REFERIR TUDO A DEUS

 
Filho, se desejas ser verdadeiramente feliz eu devo ser o teu fim suprémo e ùltimo.
Com esta intenção purificar-se-á  o teu afeto, que, muitas vezes, se inclina para ti mesmo e para as criaturas. Porque, se, em alguma coisa te buscas a ti mesmo, cairá logo em tibieza e aridez. Refere, pois,todas as coisas a mim principalmente, porque sou eu quem tudo te deu. Cosidera cada coisa por si como derivada do sumo be: e, por isso, tudo se deve atribuir a mim, como à sua origem.




Preghiere

LA FORZA DELLA PREGHIERA

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LA FORZA DELLA PREGHIERA

 

La prima cosa che dobbiamo osservare quando preghiamo é conoscere la sua forza, la sua efficacia e abbandonarci interamente nelle mani del Padre. É avere la certezza che tutto quanto chiediamo al Signore, Lui ci ascolta e se non ci dà quello che desideriamo o pensare di avere bisogno, dobbiamo avere la certezza che il Signore ci esaudisce di una forma che a noi non é percepito il come. Dio non si dimentica di noi e quando ci collochiamo nelle sue mani Lui vede più avanti e vede quello che noi non possiamo immaginare per il nostro bene.