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QUARTA DOMENICA DELL'AVVENTO

22 DICEMBRE 2013
UN PENSIERO

É NATALE !  Il PRESEPIO

San Francesco idealizzó il presepio in un piccolo locale chiamato Greccio, nella notte di Natale, tre anni prima della sua morte. Quanto fu bello  il bosco in quella notte illuminato da fiaccole portate dal popolo della vicinanza e con i frati cantando musiche celestiali !
Fu celebrata la s.messa insieme al bove e all'asino e con la paglia nella mangiatoia.  San Francesco, che era diacono, cantó il Vangelo con voce forte, dolce, chiara e sonora e la paglia del presepio rimase riservata come medicinale alle bestie ammalate,  come ci racconta la tradizione locale e molte cure si realizzarono.
Da Greccio il presepio contaminó il mondo intero e oggigiorno é sempre píú amato nelle chiese e nelle case per non esser giorno  dimenticato il Bambino di Betlem di Giudá, anche se oggi il commercio materializza il Natale. Ogni figura del presepio ricorda elementi che apparsero nella nascita del Bambino, come: la mangiatoia con la paglia, il bove e l'asino, i pastori con le loro capre, Maria e Giuseppe, il Divino Bambino, gli angeli cantando " Gloria a Dio nell'alto dei cieli" la stella brillando in cielo e lá, in una curva lontana, una caravana di re-magi che si approssimano sempre di piú a quella piccola stalla.




Le parole del Profeta Michea ci narrano: " E tu, Betlém di Efrata, tanto piccola fra le  principali cittá di Juda, da te nascerá per me Colui che avrà potere di dominare in Israele." Dalla  piccola cittadina di Betlem, nella quale tutto é piccolo e umile, é nato il Nostro Signore e Salvatore.  Se le grandezze del mondo avessero qualche valore, Gesú sarebbe nato in un palazzo, servito e riverito da tutti gli impiegati, ma Lui non ha voluto dimostrare nessun valore di tutte queste cose. É nato povero e ha vissuto povero e anche morto spogliato di tutto nell'alto di una croce. " Per voi si é fatto povero, Lui che era ricco per farvi ricchi per mezzo della sua povertá. (2 Cor.8.9)


Si puó dire che una delle lezioni piú vive del Natale é quella che ci insegna di amare le piccole cose e essere umili  per arrivare alla vera grandezza. Qui stá anche l'umiltá della Vergine Maria che é la maggiore di tutte le creature. Lei stessa canta nel suo canto di onore in casa di Elisabetta:" L'Onnipotente ha fatto in me grandi cose (Lc l.49 )... continua dicendo che " tutte le generazioni l'avrebbero chiamata di Beata."


Per tutto questo il Natale é una data che parla molto al cuore dei piccoli, non solo dei bambini, ma di tutti i piccoli e umili, come: i poveri, gli umili operai, i favellati e tutti coloro che sono posti al margine della societá. Questi nostri fratelli non si devono abbattere della loro povertá, ricordandosi sempre della loro dignitá di figli di Dio e che guardino al presepio, dove nel freddo della notte di Betlém  c’ era il Bambino-Dio, il Re e Signore del cielo e della terra, il nostro fratello maggiore che ha voluto assumere a se la nostra condizione umana per un giorno partecipare alla gloria della Risurrezione e vivere eternamente insieme a Lui........
Dott.Antonio Rossini (Brasil)