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Gesù’ ci ha insegnato
 ad avere piena fiducia nel  Padre


Nessuno ha potuto garantirci, meglio di Gesù, sul nostro destino risolutivo, l'eternità beata e sui mezzi indispensabili per raggiungerla. Ebbene, egli ha precisato che questa speranza dobbiamo riporla non in lui, ma nel Padre che lo ha mandato. O, più aderente al dettato giovanneo: ad avere lui, Gesù, come garante del Padre: " Non si turbi il vostro cuore: Abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me" ( Gv 14, 1). Qui il termine fede ha il senso più pieno di fiducia, di speranza.. Sono innumerevoli le volte, in lui il Salvatore richiama i discepoli a fidarsi dell'assistenza amorevole del Padre, prendendo lo spunto dalle circostanze che capitano, lungo le peregrinazioni missionarie alle quali li portava.. Qui Con la stessa testimonianza personale e con l'insegnamento proposto, con la consueta gradualità che imponeva la limitatezza della mente di chi gli andava dietro, stimolò in tutte le maniere a riporre ogni speranza necessaria a vivere, su Colui che ce l'ha donata.

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Affrontare una missione tanto colma di pericoli, per il solo fatto che doveva sconfessare un po' tutto un insegnamento rabbinico su cui la classe dirigente del suo popolo aveva posto ogni suo interesse di prestigio e di investimento.

Richiamare alla "conversione" nel senso di “cambiamento di rotta” ad un pubblico che da qualche secolo non sentiva altro che insegnamenti in senso inverso, costituiva un azzardo che poteva diventare temerareità pericolosa.

Ebbene, Gesù l'affrontò coraggiosamente: " Colui che mi ha mandato è con me e non mi ha lasciato solo" ( Gv 8, 29)


Così fino alla grande crisi dei discepoli, al processo, alla condanna a morte si fidò fino all'ultimo respiro: Padre nelle tue mani, riconsegno il mio spirito ( Lc 23 46), mentre lo stavano insultando proprio a causa di questa sua fiducia, secondo loro del tutto delusa: "Ha confidato in Dio: lo liberi ora...! (Mt 27,43).

Quando, perciò, aveva insegnato a chi lo seguiva, di riporre ogni sua speranza nel Padre, non esponeva una dottrina astratta: era la sua vita il suo esempio che diventava parola.

Il Padre, e l'abbandono a lui, nelle piccole e grandi evenienze della vita costituiva, nella sua dottrina, il perno su cui può muovere l'avventura terrena di ogni uomo, se non vuole girare a vuoto, perdendo il suo senso genuino.


La fiducia stessa, da riporre in lui, Gesù era esattamente la via per giungere a quella nel Padre. La speranza che poniamo in Maria "spes nostra" ha senso, come invito a porla dove la pose lei stessa, la Madre di Gesù e nostra.

Molto più quella che riponiamo, e giustamente, nei santi: sempre e solo come un “momento”, un mezzo che faciliti, attraverso il loro esempio e la loro intercessione a riporre ogni nostra speranza nel Padre nostro celeste che si prende cura di noi (cf 1Pt 5, 7).


Quanto andremo esponendo in questa rubrica ce ne darà prove a sufficienza.

AS VIAS DO ESPIRITO

SOLENIDADE DA NOITE DE NATAL

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SOLENIDADE DA NOITE DE NATAL
24 DEZEMBRO 2014
UMA REFLEXÃO


A liturgia dessa Noite de Natal nos fala de um Deus que ama os homens e por isso não os deixa perdidos e abandonados a percorrer o caminho do sofrimento e da morte, ma envia " um menino" para lhes apresentar uma proposta de vida e liberdade. Esse menino será  a luz para o " o povo que andava nas trevas"


THE WAYS OF THE SPIRIT

THE FEAST OF THE DIVINE MERCY

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in inglese
THE  FEAST OF THE DIVINE MERCY
                                                                                            
 During the course of Jesus' revelations to  Saint Faustina on the Divine Mercy He asked on numerous occasions that a feast day be dedicated to the Divine Mercy and that this feast be celebrated on the Sunday after Easter. The liturgical texts of that day, the 2nd Sunday of Easter, concern the institution of the Sacrament of Penance, the Tribunal of the Divine Mercy, and are thus already suited to the request of Our Lord. This Feast, which had already been granted to the nation of Poland and been celebrated within Vatican City, was granted to the Universal Church by Pope John Paul II on the occasion of the canonization of Sr. Faustina on 30 April 2000.

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Jesucristo, Rey del universo

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Jesucristo, Rey del universo
- Evangelio: Juan 18,33-37
“Con que, ¿tú eres rey? Tú lo dices: soy Rey. Yo para esto he nacido y para esto he venido al mundo; para ser testigo de la verdad…Todo el que es de la verdad, escucha mi voz”.

En esta Solemnidad vemos un Reino esparcido y repartido por los campos. Es un Reino que, con el Rey que lo rige, nos enseña un trono que sin palabras lo dice todo: la cruz.
 Un Rey que, sin palabras, lo hace todo con su presencia, su mirada y su testimonio. Cristo Rey, entre otras cosas, nos invita a dar la vuelta un poco al día a día de nuestra existencia.
 No podemos decir “Tú eres Rey” si, a continuación, nosotros no le rendimos nuestras capacidades, no le ofrecemos nuestras habilidades o le negamos nuestra voz en esas situaciones que reclaman nuestro testimonio y nuestro respaldo.


WEGE DES GEISTES

I TRE GRUPPI

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I TRE GRUPPI che si muovono intorno a Gesù 

Per una conoscenza più ravvicinata di Gesù, occorre farsi un'idea più esatta dei suoi collaboratori, perché Egli volle che, alla salvezza dell'uomo contribuisse l'uomo stesso e, almeno quel poco che poteva fare da sé, lo avesse fatto. Magari insieme a lui: ma doveva farlo. E fu solo un atto di fiducia; non una necessità.

Così ci troviamo di fronte alla schiera dei veri seguaci impegnati e non dei semplici simpatizzanti della sua missione profetica. Ci è capitato più volte, di affermare che attorno a Gesù si trovano tre Gruppi concentrici: quello degli Apostoli - quello dei Discepoli - quello delle cosidette Pie Donne.

 Dobbiamo saperne, qualcosa di più, perché l'opinione comune del popolo cristiano privilegia solo il primo, cioe gli Apostoli, ignorando la presenza degli altri due gruppi e il loro apporto fondamentale all'impianto dell'opera di Cristo, sia durante la sua vita, che dopo la Pentecoste.

 

Preghiere

Preghiera di san Bernardo


Preghiera a san Bernardo

Vergine madre, figlia del tuo Figlio,

umile ed alta più che creatura,
termine fisso d’eterno consiglio.

Tu se’ colei che l’umana natura

nobilitasti sì, che il suo Fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore

per lo cui caldo nell’eterna pace
così è germinato questo fiore.