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"Gesú ci chiama a essere santi."


Una riflessione



Gesú  chiede la santitá ai suoi discepoli. L'unico Santo é Dio,della cui santitá partecipano persone  e cose. Santitá consiste in consacrare e dedicare qualche cosa a Dio, escludendo degli usi profani: in questo senso dice Geremia:"  Prima che tu fossi uscito dal seno materno io ti ho santificato, ti ho costituito profeta per le nazioni "(Geremia 1.5)  La consacrazio a Dio consiste perfezione o santitá del dono consacrato. Di qui che una persona consacrata deve avere la santitá morale e esercitare le virtú morali.  Le due cose, consacrazione e perfezione, chiede Gesú ai suoi discepoli perché necessitano per compiere la loro missione soprannaturale nel mondo.  "Io mi consacro per loro....." 
 

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Queste parole vogliono dire che Gesú Cristo, che ha assunto i peccati degli uomini, si consacra al Padre per mezzo del suo sacrificio nella croce.  Per questo tutti i cristiani sono santificati: "  Gesú, per santificare il popolo con il suo sangue, ha sofferto fuori della cittá. ( Heb 13.12)   In veritá, dopo la morte di Cristo l'uomo, mediante il battesimo, si torna figlio di Dio partecipante della naturezza divina  e capace di conseguire la santitá alla quale é stato chiamato, ma per questo bisogna essere fedeli ai suoi comandamenti e lontani dalle cose mondane che impediscono la veritá rivelata......
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AS VIAS DO ESPIRITO

Santa Zita

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Santa Zita
Leiga, padroeira
dos domesticos
(1218 - 1278)


Santa Zita, nasceu em 1218 em Monsagrati, nos arredores da cidade de Lucca, Toscana, Italia, no seio de uma familia muito devota. A sua irmã mais velha entrou no convento de Cister e um seu tio foi eremita e morreu com fama de santidade. Filha de camponeses, aos 12 anos foi trabalhar como empregada doméstica na casa de uma rica familia e aí permaneceu durante 48 anos ou seja até morrer.
 
Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

THE FEAST OF THE DIVINE MERCY

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in inglese
THE  FEAST OF THE DIVINE MERCY
                                                                                            
 During the course of Jesus' revelations to  Saint Faustina on the Divine Mercy He asked on numerous occasions that a feast day be dedicated to the Divine Mercy and that this feast be celebrated on the Sunday after Easter. The liturgical texts of that day, the 2nd Sunday of Easter, concern the institution of the Sacrament of Penance, the Tribunal of the Divine Mercy, and are thus already suited to the request of Our Lord. This Feast, which had already been granted to the nation of Poland and been celebrated within Vatican City, was granted to the Universal Church by Pope John Paul II on the occasion of the canonization of Sr. Faustina on 30 April 2000.

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

La Fiesta de la Misericordia: domingo 3 de abril

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La Fiesta de la Misericordia:

 domingo  3 de abril
De entre todas las formas de la devoción a la Divina Misericordia reveladas por Sor Faustina, ésta es la que tiene mayor importancia. El Señor Jesús habló por primera vez del establecimiento de esta fiesta en Plock en 1931, cuando comunicó a Sor Faustina su deseo de que pintara la imagen: “Deseo que haya una Fiesta de la Misericordia. Quiero que esta imagen que pintarás con el pincel sea bendecida con solemnidad el primer domingo después de la Pascua de Resurrección; ese domingo debe ser la Fiesta de la Misericordia” (Diario, 49).

WEGE DES GEISTES

Madre Teresa di Calcutta (3^ parte)

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Dai pensieri di Madre Teresa 

Preghiera per la pace

Gesù,
conducimi dalla morte alla vita,
dalla menzogna alla verità;
conducimi dalla disperazione alla speranza,
dalla paura alla verità;
conducimi dall’odio all’amore,
dalla guerra alla pace.
Fa che la pace riempia i nostri cuori,
il nostro mondo,
il nostro universo.

Preghiere

A MARIA, DONNA BELLISSIMA

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A MARIA, DONNA BELLISSIMA
Restituiscici ad ansie
di incontaminate trasparenze



Santa Maria, donna bellissima, attraverso te vogliamo rin¬graziare il Signore per il mistero della bellezza.
 Egli l'ha disseminata qua e là sulla terra, perché, lungo la strada, ten¬ga deste, nel nostro cuore di viandanti, le nostalgie insop¬primibili del cielo.
La fa risplendere nella maestà delle vette innevate, nel¬l'assorto silenzio dei boschi, nella forza furente del mare, nel brivido profumato dell'erba, nella pace della sera.
Ed è un dono che ci inebria di felicità perché, sia pure per un at¬timo appena, ci concede di mettere lo sguardo nelle feritoie fugaci che danno sull'eterno.