San Luca, che narra com piú precisione nel principio del libro degli Atti  la ascensione del Signore al Cielo resume questo misterio com la quale termina la presenza visibile di Gesú in terra.  Non era conveniente, ci dice San Tommaso di Aquino che Cristo dovesse rimanere in questa terra dopo la Ressurezione, ma che si innalsasse al cielo, anche se il suo corpo ressuscitato avesse gloria essenziale, la Ascensione al Cielo confere un aumento di gloria pela dignitá del posto da cui veniva. L'Ascensione del Signore suggerisce anche un'altra realitá: il Cristo che ci anima a questa tareffa del mondo ci aspetta in cielo. In altre parole la vita nella terra che noi tanto amiamo non é definitiva:" .... perché non abbiamo qui una cittá permanente, ma andiamo a procura di quella futura " ( Heb. XIII, 14 )   Cristo ci aspetta essendo pienamente cittadini della terra, in mezzo a tante difficoltá, ingiustizie e inconprensioni, ma anche in mezzo a allegrie e serenitá che dobbiamo sapere come figli amati di Dio. Qui termina la narrazione evangelica di San Luca.  Non ci sono parole umane capace di esprimere i sensi di ringraziamento, di amore e di corrispondenza che ci produce la contemplazione della vita di Cristo fra gli uomini. Possiamo gustare il resumo che ci offre l'autoritá della chiesa inquanto eleviamo a Dio il nostro desiderio di essere sempre piú fedeli discepoli e figli suoi. Crediamo nel Nostro Signore Gesú Cristo, il figlio di Dio. Lui é il verbo eterno nato dal Padre prima di tutti i secoli: Lui stesso abitó fra di noi pieno di grazia e di veritá, annunció e fondó il Regno di Dio, manifestandosi in Se stesso il Padre. Ci ha dato un comandamento novo di amarci l'uno con l'altro come Lui ci ha amato. Ci ha insegnato il cammino da percorrere che é il suo Vangelo: a sapere, essere mansi e poveri di spirito, tollerare i dolori con pazienza, havere sete della giustizia, essere misericordiosi,puliti di cuore, pacifici, saper soffrire le persecuzioni. Lui ha sofferto sotto Ponzio  Pilato, é l'agnello di Dio che tira i peccati dal mondo, é morto per noi cravato nella croce, ci ha portato la salvezza con il suo sangue redentore. Fu sepultato e ressuscitó per il suo proprio potere nel terzo giorno e elevandoci per la Sua Ressurezione a partecipare alla vita divina, che é la grazia: subí al cielo da dove ritornerá di novo, allora com la gloria per giudicare i vivi e i morti, ogni uno secondo i suoi propri meriti. Quelli che avranno risposto all'amore e alla pietá di Dio andranno per la vita eterna, ma quelli che non hanno risposto ai suoi comandamenti andranno al fuoco che non cessará mai. Per tutto questo ci ha lasciato detto e dobbiamo riflettere:  " io sono il cammino,  la veritá e la vita........"

THE WAYS OF THE SPIRIT

Festivity of All Saints

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Festivity of All Saints:
vision of Paradise


Our calendar reminds us every single day the name of one saint, which is equivalent to our name, "Feast Day". The Church gives very much importance to the feast of  All Saints that celebrates every year on the first day of November. This festivity reminds us the stupendous reality of the vision of paradise when the crowds of saints together with myriads of Angels live in the eternal vision the beatitude of God.
 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Jueves Santo… día de los Sacerdotes

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Jueves Santo… día de los Sacerdotes
Ven y sígueme te ha dicho el Señor:
“Quiero hacerte pescador de hombres”.
Agradece sinceramente su llamada
y responde con sinceridad a su invitación.
No tengas miedo de dejar tu barca
y empezar a caminar con Él.
Te invita a una aventura inmensa
y a ser para siempre un apóstol enamorado.


WEGE DES GEISTES

A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio». (Gv 1, 12)

PASSI, DIFFICILI
     del NUOVO TESTAMINTO


A quanti lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio». (Gv 1, 12)
Questa affermazione categorica è stata posta dall'evangelista Giovanni proprio all'inizio del suo Vangelo. Verosimilmente intendeva precisare una frase dell'apostolo Paolo che aveva già preso spazio nella mentalità della prima generazione cristiana:«Avete ricevuto uno spirito da figli adottivi» (Rom 8,15).
 Paolo l'aveva indirizzata alla comunità cristiana residente in Roma, verso la fine degli anni 50 e.v., ma, il concetto di figliazione adottiva lo aveva espresso già nell'altra sua lettera: quella ai Galati, di quattro o cinque anni prima (Gal 4, 5).

Questo fatto spiega perché quasi tutta l'epistolografia paolina e, fin dai primi tempi, la stessa liturgia proto cristiana, sia piena di riferimenti alla adozione a figli".

Ora più volte abbiamo ricordato ai nostri lettori che la S. Scrittura è il luogo primario della verità rivelata; ma per raggiungere ciò che realmente intendeva trasmettere lo scrittore ispirato, bisogna assolutamente tener conto del suo modo di esprimersi, dell'idea che si era fatta del mondo, tipica del contesto socio culturale dove viveva.
Paolo apostolo potrebbe aver frequentato le scuole ellenistiche a Tarso, sua città natale, e in seguito, di certo, quella biblica, sotto Gamaliel I, a Gerusalemme.

 Non aveva invece studiato diritto romano (anche se sapeva che un civis romanus non poteva essere flagellato  come seppe dichiarare davanti a chi stava per frustarlo!)

E pertanto non poteva sapere che l'adozione è una fictio juris, una finzione giuridica.

Ora S. Paolo tutt'altro intendeva dire che Dio avesse usato una finzione, nel chiamarci figli! Difatti, già al versetto appresso, scriveva espressamente: «Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio» (v 16). Non dice più figli adottivi. Lo Spirito Santo non può, certo, fingere!

Ecco, allora l'evangelista Giovanni proclamare solennemente che coloro i quali aveva¬no accettato il Verbo fattosi carne sarebbero diventati figli di Dio, non per titoli umani, ma perché «da Dio sono stati generati»( Gv 1, 13).

 E nella sua Prima lettera, ancora più categorico e dissuadente da ogni interpretazione diversa: « Vedete quale grande amore ci ha mostrato il Padre, da essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente!» (1 Gv 3, 1).

Quindi non figli adottivi, ma veri figli: figli per titolo di generazione, non di adozione! Il lettore doveva comprendere che il Padre ci aveva realmente generati nel Verbo.

In verità, anche Paolo con quel termine sfortunato  intendeva semplicemente distin¬guere la figliazione di Gesù da quella nostra.

Quella di Gesù, come avrebbe poi chiarito la Chiesa, è di Figlio di Dio per natura; noi per grazia. Cioè Lui è stato generato direttamente come Seconda Persona della SS. Trinità e Dio Lui stesso; noi per degnazione infinita del Padre, il quale ha allungato a noi, in una maniera che nessuna mente potrà mai scandagliare, la stessa figliazione e dignità del suo Unico Figlio, Gesù.


Preghiere

Preghiera del politico

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Signore, ho un sorriso che allontana...

Signore, sono un politico.


Lo so che è difficile riconoscermi, poiché è restato molto poco di quanto avevo quando ho iniziato a percorrere la via della politica. Allora ero pulito, sincero, schietto, avevo un sorriso aperto ed incoraggiante, mi commuovevo dinanzi alle necessità della povera gente e non vedevo l'ora di arrivare per aiutarla.
Ero certo che la politica andava male perché mancavo io, ma poi, con il mio arrivo, tutto sarebbe cambiato. Filibustieri, ladri, intrallazzatori, arrampichini, cacciatori di stipendi ed incompetenti avrebbero dovuto vedersela con me.