Quante volte abbiamo bisogno di una parola di incoraggiamento e di consolazione, quando sembra che tutto vada storto. Benedetta insegna ad amare il Signore ed il prossimo, anche nelle condizioni più estreme.
Una lettera inviata ad una sua ex insegnante, ormai paralizzata, ci mostra una gioia profonda che, lei gravemente ammalata, cerca di trasmettere ad una compagna di sventura:
Io sono serena lo stesso, perché è Dio che mi ha voluto così che ci ha voluto così. Non temiamo, Signorina. Siamo cadute nelle Sue mani...
Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
In occasione del compleanno (16 aprile) del Santo Padre Benedetto XVI nonchè della ricorrenza del suo sesto anno di pontificato (19 aprile) Don Lucio insieme a Roberto, webmaster e video editor di viedellospirito.it, hanno ideato, creato ed inviato al Papa un canto di meditazione in dvd, tratto dalla suggestiva versione musicale di "Madonna, Schwarze Madonna" del cantautore altoatesino Oswald Sattler dedicata alla Madonna Nera di Altötting (Marienlied von Altötting). Il Santo Padre, bavarese e molto devoto alla Madonna Nera della ridente città a 90 km da Monaco di Baviera, dopo aver ricevuto e visionato il nostro video ci ha riempito di gioia rispondendo, attraverso la Segreteria di Stato, e sopratutto inviando a Don Lucio, a tutti i collaboratori del nostro portale cattolico e a tutti i parrocchiani, dei quali Don Lucio è guida spirituale da oltre 50 anni a Canino (VT), la sua paterna benedizione apostolica.
Il buon pastore ci guida alle sorgenti della gioia
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Stiamo percorrendo il ciclo B dellanno Liturgico che ci propone ogni domenica un brano del Vangelo di Marco. In quello odierno levangelista chiama per la prima volta i collaboratori di Gesù con lappellativo di Apostoli. Li aveva mandati a compiere qualche missione nei paesi vicini ed al ritorno ... riferiscono tutto quello che avevano fatto ed insegnato!. Sono entusiasti, raccontano, parlano, parlano, sono indaffarati e non avevano più neanche il tempo di mangiare . Ed ecco subito la paterna premura di Gesù venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po . Lunico modo per sottrarsi alla folla fu questo: partirono in barca da Cafarnao e con una traversata di circa 10 chilometri raggiunsero Betsaida Giulia nella parte nord della sponda orientale di Tiberiade, salendo poi sopra una altura.
SANTA MONICA Madre di Santo Agostino Esempio di Madre e di Sposa
Una riflessione
Santa Monica é conosciuta fra i cattolici per essere stata la madre del Santo di Hispona, Santo Agostino, che con grande difficoltá conseguí, per la sua perseveranza nella preghiera e nella caritá, la grazia di vedere suo figlio convertirsi al cattolicesimo. Uno dei piú grandi valori di questa Santa Madre é stata la fiducia nella preghiera. Quanti di noi cristiani possiamo dire che abbiamo la stessa fiducia che ebbe Santa Monica nella preghiera ? Abbiamo molte volte fiachezza in pregare e lasciamo la preghiera sempre in secondo piano durante il giorno.
Latteso tra le genti è nato. Il Redentore è tra noi. Abbiamo un modello di vita da osservare e da seguire: Lui, solo Lui, lAmore, lo specchio della vita, lancora di salvezza nel giorno della morte. Guardiamo questa Donna umile e pia, rispondere serenamente allinvito dellAngelo: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù» (Lc 1,28-31). Gesù, il Salvatore, venne a noi da una Madre, vergine e umile, per insegnarci che la verginità è la strada del Suo passaggio in mezzo a noi. «O beata virginitas!».
SANTA RITA da CASCIA La Santa avvocata dei casi impossibili
Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla: Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba.Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata.
Forse, nella recita del Simbolo, alla Messa della domenica, non abbiamo ancora fatto caso che vi si nominano due persone umane, in un contesto rigido di fede, come è il simbolo Niceno-costantinopolitano, ma lo sono tutti gli altri dove appare solo il nome delle Tre Divine Persone: Padre,Figlio (che incarnandosi prenderà il Nome di Gesù) e Spirito Santo; il nome delle due persone umane è quello di Maria SS. (nacque da Maria Vergine) e di Pilato (patì sotto Ponzio Pilato).
Sapete che si parla sempre di Gesù. A voler essere nazionalisti, ci
sarebbe di che inorgoglirsene: Pilato è un romano, un italiano, oriundo
del Sannio. Penso che v'interesserà un parola, su questo personaggio. Anzitutto
la questione di fondo: Se i Simboli cristiani ripetono sempre il suo
nome, è perché Pilato, essendo il rappresentante di Roma nella Giudea,
significava per i primi cristiani l'aggancio del Cristianesimo a Roma,
alla grande storia; per cui il Vangelo non doveva apparire una favola,
un mito,ma il racconto storico di un personaggio storico, suddito di
Roma (direbbe il nostro Dante: Di quella Roma, per cui Cristo è
romano.}.
Quindi, fare il suo nome, era come rendere concreto tutto il discorso di fede.
Dal lato storico:
Cominciamo con il nome: PILATO deriva da "Pilum", cioè giavellotto, dardo. PONZIO
è il prenome (noi, parlando di cognome, diciamo una sciocchezza,
perché "cognomen" vuol dire sempre "nome"). I romani usano il "pre-
nome, cioè la parola messa davanti al nome di persona, per indicare il
suo casato, la sua famiglia. Lo sanno i grammmatici. Tornando a
Pilato, già possiamo capire che il prenome Pontius, Ponzio, lo indicava
della famosa famiglia romana dei Ponzi, che avevano regnato sui Sanniti,
prima che fossero vinti e inglobati da Roma.
Difatti nella
famosa sconfitta subita dai romani alle "forche caudine", quando i
legionari dovettero passare, nudi, curvando la schiena (1), sotto
strane"forche", i vincitori Sanniti erano comandati dal famoso Pontius
Telesinus. Appunto,un lontano proavo del nostro Pilato. Una volta
che Roma si prese la rivincita su di essi, i loro capi, i Ponzi, furono
condotti a Roma e messi in condizione onorifica di equites, cavalieri.
Questa
origine di Ponzio Pilato viene confermata dal temperamento e
personalità che appaiono dai Vangeli, e anche dagli storici ebrei (che,
però, lo hanno giudicato secondo i loro canoni vendicativi... ). Lo
vediamo energico, brusco nei, modi, ma retto; di poche parole
scultoree, giusto fino a piccarsi davanti alla spraffazioni; generoso e
non venale. Francamente, per un preside romano d'oriente, c'era di che
stupirsene.
. Aveva in moglie la giovane Claudia Procula, nipote di
Augusto per parte della madre Giulia, sposa dell'imperatore di quel
tempo, Claudio Tiberío.
In questo frammento del Vangelo di Matteo dobbiamo riflette sopra quanto espresso nel "credo" e che risulta molto confortante. "Credo nella comunione dei Santi". Tutti i santi, dalla Vergine Maria, che sono giá passati alla vita eterna, formano una unitá: sono la Chiesa dei Beati a chi Gesú loda: " Beati i puri di cuore perché vedranno Dio"( Mt,5.8) Allo stesso tempo sono in comunione con noi. La fede e la speranza non possono unirci perché loro godono giá della visione eterna di Dio: ma ci unisce invece l'amore che non passa mai ( 1 Cor.13.13) : questo amore che ci unisce con loro allo stesso padre, allo stesso Cristo Redentore e allo stesso Spirito Santo.
Ultimi auguri natalizi di Padre Bernardino Bordo prima della partenza per il cielo
La fede della Chiesa mi dice che sei nato da Maria Vergine, e io capisco che non si tratta solo di essere nato da Lei, perché nel suo grembo verginale sei stato generato per opera dello Spirito Santo.
Da ciò ne deriva che, eccetto l'opera del padre umano, sostituita da
quella dello Spirito Santo, tutto il resto che hai accettato, nei nove
mesi di gestazione e nello stesso atto di nascita, lo hai accettato per
ritrovarti nelle medesime condizioni in cui mi sono trovato io.
La misericordia ha un significato particolare nella crescita spirituale di Benedetta, che trova nei primi anni '60 una svota, con l'apporto di Nicoletta e di Mons. Elios Mori. Benedetta era in qualche modo frenata nelle sue alte e limpide aspirazioni dalla paura di essere inadeguata, di avere dei limiti eccessivi, come un aquila che non riesce a distendere le sue ali in volo alto, costretta a zampettare in qualche modo, appesantita, sulla terra. Le lettere di quegli anni rivelano infatti che era piena di scrupoli, sentendosi frenata per i suoi limiti spirituali ed anche fisici. Vorrei, ma non posso sembra essere il suo stato danimo. In una lettera che scrive a Nicoletta il 9 ottobre 1960 troviamo chiaramente il problema e la soluzione che si delinea: Capisco (e mi è in specialmodo difficile ) che prima di tutto devo accettarmi così come sono, miserella e mediocre e impotente, affidandomi a Lui. E come potrei, in caso contrario, sopportare me stessa e la realtà di tutti i giorni?
MARIA VERGINE UNA LAICA DALLE INIZIATIVE IN PRIMA PERSONA
Per comprenderlo nella maniera più sintetica e precisa possibile. Torniamo al noto episodio di Maria che va da Elisabetta e prolunga la sua presenza presso di lei per circa tre mesi ( Lc l, 39-56). E ricco di elementi che fanno al nostro assunto e ci dispenserà dal presentarne altri, dove la stringatezza del dettato evangelico non incoraggia ad andare oltre, nella ricerca Maria, appena terminato il colloquio con il messaggero cele- ste, ripensa attentamente a quanto ha ascoltato e si sofferma su quel nome di donna, Elisabetta, che Gabriele ha presentato come sua parente: unica creatura umana entrata nel discorso, durante quel dialogo, da cui sarebbe dipesa la salvezza di tutta lumanità. E riflette: Sta diventando madre a quella sua età avanzata: dovranno sorgerle problemi di assistenza assai riservata. Andrà anche per questo.
E strano che si sia predicato, scritto e parlato tanto sull IMMACOLATA CONCEZIONE e nella comunità cristiana siano ancora numerosi coloro che ne hanno unidea assai vaga. Molti fedeli, quando se ne celebra la Festa l8 dicembre, pensano allo splendore verginale di lei, mostrando di non saper distinguere Immacolata da Vergine. Altri si commuovono sinceramente, nel considerare e contemplare nella liturgia di quel giorno la purezza, anzi la castità. In questo caso siamo di fronte ad unaltra confusione, fra purezza, castità, e concezione immacolata.
Secondo la tradizione della Chiesa, appena morto Gesú sulla croce, Giovanni avrebbe preso Maria a abitare con lui, assumendola come madre, in una cittá chiamata Efeso. Prima che Maria venisse a morire, si intenda questa morte non come consequenza del peccato, perché Maria mai peccó, Maria rimase fedele al suo figlo amato. Maria morí e é assunta in Gerusalemme e si puó dire che fu velata nel monte Sion, in Gerusalemme, e levata per essere sepulta al lato del Monte degli Ulivi, tumulo questo che s'incontra vuoto, ovviamente, e che puó essere visitato pure oggi.
12 de Outubro Nossa Senhora da Conceição Padroeira do Brasil
Nossa Senhora da Conceição Aparecida é um título católico dedicado à Maria. Mãe de Jesus de Nazaré.0 seu Santuario localiza-se na pequena cidade de Aparecida, no Estado de S.Paulo, Brasil, e sua gandiosa festa nacional comemora-se anualmente no dia 12 de Outubro. Nossa Senhora Aparecida é a padroeira do Brasil. A sua história tem inicio em 1717 quando chegou na cidadezinha de Guaratinguetá, São Paulo, a noticia de que o Conde de Assumar. Dom Pedro de Almeida e Portugal, governador da então capitania de S. Paulo e Minas de Ouro, iria passar pela povoação a caminho de Vila Rica, atual cidade de Ouro Preto, Minas Gerais. Desejosos de obsequia-lo com a comida do melhor peixe, os pescadores Domingos Garcia, Filipe Pedroso e João Alves lançaram suas redes na àgua do Rio Paraíba do Sul no dia 12 de Outubro.