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Chi le ha fatte?
 
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Sappiamo che il Salvatore s'intese inviato dal Padre, per radunare tutti suoi figli in una fraternità sincera e attiva. Niente di più giusto, di più desiderabile. E, intanto, ad ogni pagina del Vangelo ci si rende conto che, trascorsa una prima fase del suo magistero con piena adesione da parte delle folle e una certa tolleranza da quella dei padroni della religiosità ebraica, si scatena progressivamente una ostilità irriducibile che, alla fine, sfocerà nel rigetto e nella condanna di Gesù.
 
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Coloro che ritennero Gesù un trasgressore della Torah (Legge di Mosè) e della prassi religiosa furono gli hakamim o dottori della Legge, di estrazione farisea, e la casta sacerdotale, in prevalenza della corrente sadducea.

I primi avevano in mano il diritto d'insegnare nelle due scuole che conosciamo: la beth ha sofer, come scuola primaria e la beth ha midrash, per chi desiderava diventare dottore della Legge (hakam).


Più, naturalmente, sinagoga e tempio.

Questi responsabili della cultura religiosa giudaica fecero presto ad intuire, e quindi convincersi, che il profeta di Nazareth non solo insegnava cose del tutto estranee al loro progetto didattico, ma al momento opportuno li sconfessava.

E rinfacciava loro di fuorviare il popolo dalla vera via cui tendevano la Legge e i profeti.

Essi reagirono in mille modi contro di lui, cercando di infastidirlo, metterlo in imbarazzo e così delegittimarlo, di fronte alla gente.

Visto che non riuscivano a nulla, preferirono intimidire le folle, facendo pressione sulla loro adesione e sollecitando numerose ispezioni da parte di emissari del gran Sinedrio di Gerusalemme.

Il secondo schieramento è rappresentato dai sadducei.

Gli stessi scrittori ebrei del tempo li descrivono avidi di potere e di denaro, come gente che aveva reso il tempio e la capitale religiosa un'impresa finanziaria formidabile.

Uno di questi, Filone, era sicuro che quel torrente di ricchezze sarebbe stato eterno, come, a suo avviso, sarebbe stato eterno il tempio di Gerusalemme.

Questi faraoni del culto avevano avuto prove sufficienti che il rabbi di Nazareth ce l'aveva anche contro di essi e, come succede sempre quando si ha torto, dettero di piglio ai provvedimenti disciplinari e, all'ultimo, allestirono un processo basato sul falso e la sopraffazione, attraverso il quale giunsero a condannarlo a morte...

Ora ci sarà più facile scendere ad un esame accurato delle contestazioni elevate da queste due correnti religiose israelitiche contro Gesù e il modo prudente, ma energico con cui egli le affrontò.

Padre Bernardino Bordo
- passionista -
 
 

AS VIAS DO ESPIRITO

Domingo de Pascoa 07 Abril 2015

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Domingo de Pascoa
07 Abril 2015

Uma reflexão

A liturgia desse Domingo de Pascoa celebra a Ressureição de Nosso Senhor Jesus Cristo  e nos garante que a vida na plenitude resulta de uma existência feita dom e serviço em favor dos irmãos.  A Ressureição de Cristo é o exemplo concreto que confirma tudo isso.  A primeira leitura apresenta o exemplo de Cristo que "passou pelo mundo fazendo o bem" e que, por amor a todos nós se deu à morte: por isso Deus O ressuscitou.  Os discipulos, testemunhas dessa dinamica, devem anunciar o caminho a todos os homens. 


THE WAYS OF THE SPIRIT

Did the Virgin Mary really die?

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Did the Virgin Mary
really die?


The very first question that arises staring at an ancient Byzantine icon of the Dormition representing the Virgin Mary’s body laying on a bed and Her figure raising above it, it’s if this picture, painted by a Mount Athos monk, indented to represent, with such a little convincing patterns, only Her Soul or Her entire Body as well. A religious inexperienced viewer would have his attention attracted by the abstract symbolism, while the pious viewer looking for cheap experiences would be contradicted by the archaic verism of the Virgin laying on a bed on the verge on expiring, like an ordinary woman.