Un anno fa ho avuto un impulso nuovo nella mia vita di sacerdote. La chiamerei quasi una... chiamata. La morte in un incidente stradale di tre ragazzi insieme mi ha posto la domanda: e tu che fai? Vuoi fermare, per quello che puoi, la morte? Vuoi mobilitare i giovani a non morire dentro e fisicamente e a scegliere la vita? Mi sembrarono le domande nuove di un'ordinazione sacerdotale in tarda età.
Mi sono lasciato prendere totalmente dalle persone, dai fatti e dai movimenti e stavo per tralasciare di comunicare con voi lontani, ma sempre vicini.E cose ed eventi da scrivere ne ho una montagna!
Oltre le novità nel Centro Giovanile ne ho anche trovate rilevanti nel bairo (quartiere) Vila Piloto. I problemi, la miseria, le malattie sono sempre tantissimi, ma trovo qualche abitazione piú decente, un pó di ordine in piú e una certa vita di quartiere. La presenza del Centro e della Scuola hanno contribuito moltissimo ai cambiamenti.
Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
IV Domenica di qauaresima / C Questo tuo fratello è tornato in vita"
"Questo tuo fratello
è tornato in vita"
PENSIERO DELLA DOMENICA
E' impressionante l'intensa attività di Gesù, nei suoi tre anni di vita pubblica, per tutte le strade della Palestina. Guarigioni,
prodigi miracolosi, aiuto ai diseredati, risposte concrete ad ogni
richiesta di aiuto; ma soprattutto il Suo insegnamento.
Doveva trasmettere una dottrina eterna ad un uditorio in prevalenza analfabeta e in parte critico e ostile.
Da grande pedagogo, unico e
inimitabile nella storia, trasmetterà alla sua gente, le grandi verità,
prevalentemente con il metodo delle parabole.
Attaccatissimo alla sua terra, Oies, Val Badia, in Alto Adige, lascia tutto e tutti e parte per Shantung, una provincia cinese con 12 milioni di abitanti, e solo 158 cristiani.
Non sa parlare cinese, ma Lui dice: la lingua che tutti comprendono è lamore.
Incontra persecuzioni, torture, prigionia, ma è tanto lamore per questo suo popolo pagano, che nella lettera inviata ad un amico il 9 Febbraio 1892 dice:
"In quanto a me amo sempre i miei cari cinesi e non ho altro desiderio, se non di vivere e morire con loro Io sono ormai più cinese che tirolese e voglio restare cinese ancora in paradiso .
Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
Sulla mia salute e
quanto mi è accaduto, posso attestarle quanto segue:
Il 12 agosto 1998 ho subìto il primo intervento per un
cistoma ovarico, e tutto si è rimesso a posto. Ma lentamente: fino ad agosto del 1999. A questo
punto si era reso necessario un nuovo intervento, che è stato rimandato al 19
settembre, perché era richiesta una gastroscopia, per fastidi che avvertivo al
fianco sinistro. Alla gastroscopia è risultata una grossa ulcera, in un brutto
punto dello stomaco. Per cui, il primario del reparto chirurgia di Carbonia mi
ha parlato di un grosso intervento. Così mi hanno asportato tutto lo stomaco,
insomma l 'apparato digerente.
In quel tempo il tetrarca Erode sentí parlare di certi avvenimenti di Gesú e non sapeva cosa pensare , perché alcuni dicevano che Giovanni era risorto dai morti e altri dicevano che era apparso Elia e altri ancora dicevano che era risorto uno degli antichi profeti. Erode diceva: Giovanni lo ho fatto decapitare, chi é dunque costui, del quale sento dire tante cose ? E cercava di vederlo. Il desiderio di Erode di vedere Gesú esce dalla curiositá. Si parlava molto di Gesú dei miracoli che realizzava lungo il suo cammino.
Molte persone parlavano di Lui. L'atteggiamento di
Gesú ricordava al popolo diverse figure di profeti. Ma essendo solo una
semplice curiositá questo desiderio non ha importanza . Tanto é vero
che quando Erode Lo vede non gli causa una grande impressione:" (Lc
23-8.11) Il suo desiderio svanisce vedendoLo faccia a faccia perché
Gesú si rifiuta a rispondere alle sue domande. Questo silenzio di Gesú
rivela Erode quale uomo corrotto e depravato. Tutti noi, come Erode,
certamente abbiamo sentito, qualche volta, il desiderio di vedere Gesú,
ma non abbiamo piú il Gesú in carne e ossa, come ai tempi di Erode,
tuttavia abbiamo altre presenze di Gesú, come essendo: in primo luogo la
tradizione della sua e nostra chiesa ha fatto del giovedi di ogni
settimana un giorno speciale di vedere Gesú nella Eucaristia.
Sono
molti i luoghi dove stá esposto Gesú Eucaristico. L'adorazione
eucaristica é una forma essenziale per trovarci con il Signore. Nel
Tabernacolo é presente il vero tesoro che sta sempre ad aspettarci, non
si trova lí per sè ma per noi tutti. Nel secondo caso, possiamo
riferirci a un canto popolare che dice:" É con noi e non lo conosciamo.
Gesú é presente in tanti fratelli nostri che sono stati marginati, che
soffrono e non hanno nessuno voglia di vederli " Nella sua Enciclica
"Dio é Amore" il Santo Padre Emerito Benedetto XVI dice: " L'amore verso
il prossimo, fondato su un amore verso Dio, é anzitutto un dovere per
ogni fedele, ma lo é pure per la comunitá ecclesiale"
Cosí, dunque,
Gesú ci sta aspettando a braccia aperte e ci riceve in qualsiasi
condizione che viviamo o siamo perché il suo amore verso di noi tutti é
infinito e conosce la nostra condizione umana. É cosa bellissima
avvicinarsi a Lui per sentire l'allegria della sua presenza........
La vera tristezza non è quando, la sera, non sei atteso da nessuno al tuo rientro in casa, ma quando tu non attendi più nulla dalla vita. E la solitudine più nera, la soffri non quando trovi il focolare spento, ma quando non lo vuoi accendere più. Quando pensi, insomma, che la musica è finita. E ormai i giochi sono fatti.
La vita allora scorre piatta verso un epilogo che non arriva mai.
Maria è la più santa delle creature proprio perché tutta la sua vita appare cadenzata dai ritmi gaudiosi di chi aspetta qualcuno.
Già il contrassegno iniziale con cui il pennello di Luca la identifica, è carico di attese: Promessa sposa di un uomo della casa di Davide. Fidanzata, cioè.
STORIA DEL CULTO - PREGHIERA
+ INNO DI LODE in video
Il culto della Croce, strumento della nostra redenzione, si è molto diffuso nella Chiesa; la Croce è adorata e riceve omaggi, che non si concedono ad altre reliquie e le feste della Santa Croce rivestono particolare splendore. Non era la Croce considerata dagli antichi come il supplizio più terribile e più infamante?. Era allora cosa frequente vedere un ladro o uno schiavo messo in croce e ciò che di questo supplizio indirettamente conosciamo ci permette di valutarne latrocità.
Nella preghiera che presenta al Padre, prima della sua
passione, morte e resurrezione, Gesú chiede per l'unita di quanti lo seguono.
Stare uniti a Gesú e in Gesú , vivere in comunitá, peró non é questione di
accettare teorie o ideologie ma camminare nello stesso cammino che gestisce la
comunione, amore concreto che Lui manifesta al mondo, amore che unisce al Padre
e dilata su tutti noi.
Il proprio Figlio é espressione concreta e suprema
dell'amore di Dio per il mondo: l'amore di Colui che invia il Figlio con la
missione di entrare totalmente e per intero, approssimandosi dalle persone per
toccarlo e curare le loro ferite, accogliere e dare una vita nuova. Gesu vuole
che tutti conoscono questo amore che non ha fine e che si manifesta specialmente
per mezzo del testimonio di unione dei suoi seguaci.
L'immagine di cui si serve la donna, incapace di tenere soloper sé le emozioni che stava provando, tende
a corporeizzarsi, ?no a raggiungere la tenerezza allo stato puro, tipico dei
momenti estatici.
Del discorso di Gesù, come si è detto, non cè da giurare
che avesse compreso i contenuti più profondi; dei miracoli poteva aver ammirato
la straordinarietà; ma del fascino arcano che si sprigionava dalla sua persona
nessuno, in quella occasione, era rimasto dolcemente ferito più di lei.
Maria, per le felici ripercussioni dellimmacolato concepimento, che vita emotiva ebbe? Certamente intese tutto il suo mondo interiore far perno costante su colui che la mente illuminata da raggio superno le faceva vedere come il bene, lamore per essenza.
Se, ora, volessimo scoprire di quali armonie riservate potè usufruire il suo cuore di donna, dovremmo cominciare col prendere nota del fatto che amò come ogni altra madre il suo figlio, come ogni altra sposa lo sposo; amò parenti, amici, conoscenti, tutti; amò il creato nelle sue varie manifestazioni di grandezza e semplicità, ancora così lontane dal degrado ecologico moderno.
Ancora un'annotazione, prima di chiudere questo capitolo. Quale senso hanno, oggi, tre fra gli attributi più cari alla devozione mariana: vergine, pura, casta? Si tratta di puri sinonimi, o si riferiscono a virtù più spiccatamente presenti nella figura della madre di Cristo? La domanda non merita di essere considerata pleonastica: le ambiguità della terminologia religiosa hanno la loro radice nell'effettiva difficoltà di distinguere correttamente concetti e parole, quando si riferiscono all'area delle realtà spirituali. Inoltre, su questo argomento specifico, non ci si cautela mai a sufficienza, allo scopo di non ferire la suscettibilità del credente, mentre gli si vuole offrire un contributo di luce che dilati il suo orizzonte interiore.
Deus nos ama e quer nossa
felicidade, pois bem conhece como niguém como funciona nossa mente e
nosso estado emocional. Ele nos deixou, através seu Filho Nosso Senhor
Jesus Cristo, a receita, a dica,a regra numero um para podermos
relacionar de forma harmoniosa, sem atritos, sem brigas, sem violências
com aquilo que mais nos for necessário na convivência humana, a PAZ. A
paz verdadeira, expôntanea e constante, para que possamos nos amar
sempre e sempre uns aos outros....