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Non vi è disgrazia, non vi sono catastrofi, non vi sono dolori, per quanto inauditi siano, che, quando si soffrono per amor di Dio, non si trasformino in corona di gloria e di speranza.
A cosa servono belle strade e aeroporti, begli edifici di tanti piani, se vengono costruiti con il sangue dei poveri, che non ne beneficeranno?
Ateo non è solo il marxismo, ateo pratico è anche il capitalismo. Questo divinizzare il denaro, questo idolatrare il potere, questo porre falsi idoli da sostituire al vero Dio. Viviamo tristemente in una società atea.
Latteso tra le genti è nato. Il Redentore è tra noi. Abbiamo un modello di vita da osservare e da seguire: Lui, solo Lui, lAmore, lo specchio della vita, lancora di salvezza nel giorno della morte. Guardiamo questa Donna umile e pia, rispondere serenamente allinvito dellAngelo: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù» (Lc 1,28-31). Gesù, il Salvatore, venne a noi da una Madre, vergine e umile, per insegnarci che la verginità è la strada del Suo passaggio in mezzo a noi. «O beata virginitas!».
Gesù alla donna: "Và e d'ora in poi non peccare più"
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ricordate la tentazione di inizio Quaresima? Rinviare la nostra conversione ...tanto a Pasqua cè tempo....E questo periodo di revisione e riconciliazione si va esaurendo. La Liturgia di questa V domenica di quaresima ci sollecita ad un recupero salutare ed indispensabile per la nostra anima, presentandoci la misericordia infinita di Dio. I soliti, insopportabili Scribi e Farisei, che seguono Gesù con fini perversi, lo chiamano con una espressione bugiarda di rispetto: Maestro, questa donna è stata colta in fragrante adulterio; ora Mosè nella legge ci ha comandato di lapidare tali donne (per esattezza questa norma riguardava una fidanzata infedele), che ne dici? E questo dicevano per avere di che accusarlo. Secondo il loro astuto piano, qualunque risposta avrebbe compromesso Gesù. E Lui chinatosi, col dito scriveva in terra; probabilmente faceva solo dei segni sulla polvere; era un contegno di disimpegno, usato dai rabbini, per dimostrare la noncuranza di quanto veniva loro chiesto.
Attaccatissimo alla sua terra, Oies, Val Badia, in Alto Adige, lascia tutto e tutti e parte per Shantung, una provincia cinese con 12 milioni di abitanti, e solo 158 cristiani.
Non sa parlare cinese, ma Lui dice: la lingua che tutti comprendono è lamore.
Incontra persecuzioni, torture, prigionia, ma è tanto lamore per questo suo popolo pagano, che nella lettera inviata ad un amico il 9 Febbraio 1892 dice:
"In quanto a me amo sempre i miei cari cinesi e non ho altro desiderio, se non di vivere e morire con loro Io sono ormai più cinese che tirolese e voglio restare cinese ancora in paradiso .
Il VALORE DELLA S.EUCARISTIA NELLA NOSTRA VITA. UNA RIFLESSIONE
Il valore della S.Eucaristia nella nostra vita é grandissimo, efficace e fortezza per la nostra missione che Gesú ci ha affidato. In un momento della celebrazione della S.Messa é consacrato il vino dove si trova il proprio sangue di Gesú, come é consacrato il pane dove si trova il suo proprio corpo, é in questo momento che stá presente lo Spirito Santo che agisce con il suo potere e la sua gloria. Tutta la celebrazione della S.Messa, dall'inizio alla fine, é um momento di grazia, onore e adorazione, un momento divino poi facciamo tutto questo per onore e gloria del Signore e per questo non dobbiamo mancare in nessuna maniera alla S.Messa principalmente alla Domenica che é il giorno del Signore e nei giorni dei Santi stabiliti dalla chiesa.
In quel tempo il tetrarca Erode sentí parlare di certi avvenimenti di Gesú e non sapeva cosa pensare , perché alcuni dicevano che Giovanni era risorto dai morti e altri dicevano che era apparso Elia e altri ancora dicevano che era risorto uno degli antichi profeti. Erode diceva: Giovanni lo ho fatto decapitare, chi é dunque costui, del quale sento dire tante cose ? E cercava di vederlo. Il desiderio di Erode di vedere Gesú esce dalla curiositá. Si parlava molto di Gesú dei miracoli che realizzava lungo il suo cammino.
Molte persone parlavano di Lui. L'atteggiamento di
Gesú ricordava al popolo diverse figure di profeti. Ma essendo solo una
semplice curiositá questo desiderio non ha importanza . Tanto é vero
che quando Erode Lo vede non gli causa una grande impressione:" (Lc
23-8.11) Il suo desiderio svanisce vedendoLo faccia a faccia perché
Gesú si rifiuta a rispondere alle sue domande. Questo silenzio di Gesú
rivela Erode quale uomo corrotto e depravato. Tutti noi, come Erode,
certamente abbiamo sentito, qualche volta, il desiderio di vedere Gesú,
ma non abbiamo piú il Gesú in carne e ossa, come ai tempi di Erode,
tuttavia abbiamo altre presenze di Gesú, come essendo: in primo luogo la
tradizione della sua e nostra chiesa ha fatto del giovedi di ogni
settimana un giorno speciale di vedere Gesú nella Eucaristia.
Sono
molti i luoghi dove stá esposto Gesú Eucaristico. L'adorazione
eucaristica é una forma essenziale per trovarci con il Signore. Nel
Tabernacolo é presente il vero tesoro che sta sempre ad aspettarci, non
si trova lí per sè ma per noi tutti. Nel secondo caso, possiamo
riferirci a un canto popolare che dice:" É con noi e non lo conosciamo.
Gesú é presente in tanti fratelli nostri che sono stati marginati, che
soffrono e non hanno nessuno voglia di vederli " Nella sua Enciclica
"Dio é Amore" il Santo Padre Emerito Benedetto XVI dice: " L'amore verso
il prossimo, fondato su un amore verso Dio, é anzitutto un dovere per
ogni fedele, ma lo é pure per la comunitá ecclesiale"
Cosí, dunque,
Gesú ci sta aspettando a braccia aperte e ci riceve in qualsiasi
condizione che viviamo o siamo perché il suo amore verso di noi tutti é
infinito e conosce la nostra condizione umana. É cosa bellissima
avvicinarsi a Lui per sentire l'allegria della sua presenza........
La tragedia della giovane famiglia tedesca, avvenuta nelle acque del Lago di Bolsena il 18/05/07, ci tocca ancora di più in considerazione della nostra vicinanza territoriale al luogo della disgrazia.
Nella mente di molti Don Giosy è un prete che passa notte e giorno a suonare la chitarra e a comporre canzoni. Spesso che mi incontra nella vita di tutti i giorni...dice: «ma la chitarra dov'è?». La chitarra, sta molto a casa, a riposo, e ha una parte relativa nella mia vita.
Chi poi mi incontra ai concerti, pensa spesso a un uomo di copertina e di successo.
E qui vi dirò, che mi viene molto da sorridere. Scrivere canzoni, lavorare mesi in sala d'incisione, cantare e comunicare sul palcoscenico, stringere mani, guardare occhi, rispondere al telefono e al cellulare e su Internet, accogliere tanti sms, ecc... Sono tutte voci del verbo "essere uomo e prete. Un giornale mi ha accusato di "cantare come dico Messa". Ho fatto i complimenti al giornalista. Magari riuscissi a rendere il mio cantare una S. Messa, un prolungamento di essa. Sarei felice se il mio cantare accendesse una piccola scintilla di Dio.
Dio, lo so, non ti dovrei scrivere perché sono ateo e non credo che tu esista, ma ho scritto un po a tutti e nessuno mi ha mai risposto e ho pensato di rivolgermi anche a te. Dio, siamo i cattivi e colpevoli per sempre, siamo gli ergastolani ostativi ad ogni beneficio, quelli che devono vivere nel nulla di nulla, a marcire in una cella per tutta la vita. Dio, diglielo tu agli umani che la pena dovrebbe essere buona e non cattiva e che dovrebbe risarcire e non vendicare.Dio, lergastolano ostativo non vive, pensa di sopravvivere, ma in realtà non fa neppure quello, perché lergastolo tiene solo in vita.
Già solo nel porsi davanti ad un problema complesso come questo, è d'obbligo procedere ad occhi bene aperti, non lasciandosi guidare da postulati istologici, o morfologici, per non cadere su di un terreno più magico sacrale che evangelico. Per i romani, eredi degli etruschi, parlare di verginità voleva, dire interessarsi alla condizione delle vestali, consacrate alla custodia del fuoco sacro, segno della perennità dell' Impero di Roma, e per questo, astrette alla rinuncia ad ogni attività sessuale, per tutto il tempo del loro servizio. Una prospettiva assolutamente pratica, che dalla sacralità sfociava su un contesto socio-politico.
L'appellativo di laico, deriva dalla consapevolezza dei primi cristiani di appartenere tutti al popolo di Dio (laico dal greco laos, che vuol dire, appunto, popolo). Era stato dissacrato negli ultimi due o tre secoli, usandolo per alludere a movimenti, partiti e stampe che in un modo o in un altro, si contrapponevano alla Chiesa. Un giornale o un partito laico, una iniziativa, o un movimento laico avevano sempre un significato inconfondibile. A volere essere sinceri fino in fondo, bisogna aggiungere che si era arrivati a tanto, anche per un'accentuata clericalizzazione della comunità ecclesiale.
"Il Signore ha fatto cose grandiose in me " Luca 1.49
Dopo il Concilio Vaticano Secondo cominciamo a cogliere i frutti dell'equilibrio e della forza dello Spirito, presente nella storia del popolo di Dio e della umanitá in tutto il suo contesto. Una delle espressioni di questo sembra essere la riscoperta della modernitá e attualitá di Maria. Movimenti sociali, politici e religiosi guardano verso Maria con rinnovato interesse alla luce delle nuove realitá della nostra storia. I movimenti femministi vedono in Maria una donna forte, sicura e capace, una giovane che riflette prima di prendere decisioni, capace de assumere per conto proprio il destino della vita senza necessitare di consigli o approvazioni di nessuno, neppure del proprio marito.
Um dos problemas mais difíceis de desatar, a respeito das aparições do Ressuscitado, é aquele referente às manifestações prometidas por Ele, no mesmo momento da Ressureição, e reservadas à Galileia. Iniciamos no dizer que, tudo somado, tão somente Marcos e Mateus, a referir essa promessa bastante singular. Marcos escreve assim, apresentando o próprio momento da aparição: O anjo do Sepulcro disse para as mulheres: "Ide e digam aos seus discipulos e a Pedro, que os precede na Galileia: lá voces o verão, como ele vos disse" ( Mc 16.7).