Se andrai in Brasile, ed io te lo auguro di tutto cuore, farai una esperienza dolcissima al contatto con la gente, ma soprattutto con i bambini e ragazzi.
Quando giro tra le casette baracche attraverso stradine polverose o fangose incontro la festa, la gioia.
Come ha visto, non era facile incontrarci. Certo, avrai potuto sapere anche altri particolari che rendono piuttosto amari questi ultimi anni della mia vita. Sento una grande riconoscenza del grande dono che mi hai fatto col trascorrere una preziosa ora in un colloquio che non potrò facilmente dimenticare.
La prima volta ti marchia in fondo all'anima: vomiti, ti accartocci, ti si spacca il petto eppure, in quello stesso istante, ti sembra di stare in paradiso.
La droga uccide le emozioni, cancella l'ansia, gli affanni, il dolore. Non senti fame, freddo, solitudine. Poi l'effetto svanisce e ti resta questa cosa nella testa, questo posto dove vuoi tornare.
Ci pensi e ci ripensi e se la cerchi ancora sei spacciato. Ti rifai e sei di nuovo in mezzo agli angeli.
Ma dura meno.
Dura troppo poco e ti ritrovi d'un botto sulla terra, con tutti i tuoi problemi che ti aspettano e questo chiodo già fisso nella testa. La cerchi ancora... ancora... ancora.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Gesù nei suoi viaggi apostolici, sempre a contatto con folle oceaniche che volevano vedere di persona le sue qualità taumaturgiche, ha dovuto fare fronte anche a categorie di persone ostili che vigliaccamente si presentano a Lui, come agnelli, e pongono domande che per la folla sono dolci, buone e molto interessanti. Il Cristo risponderà sempre da par suo; a volte li smaschera per la loro perfidia, ma soprattutto approfitta per dare a tutti un vero insegnamento. E un dottore della legge questa volta che gli chiede: "Chi e il mio prossimo?". La domanda poteva essere compromettente data la visione ristretta che i Giudei avevano del prossimo. Gesù risponde con una magnifica parabola, la cui intuitiva evidenza non permetteva obiezioni. E la grande parabola della misericordia: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. . .".
Lucia visse con lo sguardo e il cuore incessantemente rivolti allo sposo Crocifisso. Stupenda e fraterna la sua relazione con i Passionisti del ritiro del Cerro nel comune di Tuscania.
Quando essi vi giunsero, non trovarono nulla in casa.
A San Paolo della Croce, che, dopo aver condotto il gruppetto di Religiosi si accingeva a ripartire per prepararsi alla imminente Missione di Viterbo, il superiore rivolse il lamento che li lasciava soli, in tanto disagio.
Mi sono lasciato prendere totalmente dalle persone, dai fatti e dai movimenti e stavo per tralasciare di comunicare con voi lontani, ma sempre vicini.E cose ed eventi da scrivere ne ho una montagna!
Oltre le novità nel Centro Giovanile ne ho anche trovate rilevanti nel bairo (quartiere) Vila Piloto. I problemi, la miseria, le malattie sono sempre tantissimi, ma trovo qualche abitazione piú decente, un pó di ordine in piú e una certa vita di quartiere. La presenza del Centro e della Scuola hanno contribuito moltissimo ai cambiamenti.
Sulla mia salute e quanto mi è accaduto, posso attestarle quanto segue:
Il 12 agosto 1998 ho subito il primo intervento per un cistoma ovario, e tutto si è rimesso a posto.
LA MISSIONE SPECIALE DI PIETRO " Vangelo: Luca 22-28.34 "
IL Nostro Signore Gesú aveva annunciato a Pietro che avrebbe avuto una missione specialissima fra tutti gli apostoli: quella di essere pietra di appoggio come fondamento della sua chiesa futura. " Tu sei Simone, figlio di Govanni, e sarai chiamaoa Cefas (che significa pietra)" gli disse Gesú al margine del fiume Giordano. Piú tardi, in Cesarea, dopo la sua professione di fede nella divinitá del Redentore, Cristo tornó a dirgli che sarebbe una pietra, della sua missione di dare forza alla chiesa:" .... e io ti dico che tu sei Pietro e su questa pietra edificaró la Mia Chiesa e le porte dell'inferno non prevalgono contra di essa" (Mt 16.18)
Ora, in questo momento tanto importante che approssima la sua morte e
istituì il sacrificio della nuova alleanza,il Signore rinnova a Pietro
la promessa della primizia. La fede di Pietro, anche alla sua caduta,
non puó diminuire perché appoggiata sulla efficacia della preghiera del
proprio Signore al Padre. Gesú concede a Pietro un privilegio che é
allo stesso tempo personale e intrammissibile. Pietro negherá il Signore
nella casa del Sommo Pontefice ma non perderá la sua fede. Anche se
Pietro doveva soffrire certe questioni aveva nascosto in sè il
seme della fede.
Questo si deve intendere non solamente a Pietro ma
anche ai discepoli che stavano presenti, affinché fossero fortificati da
Pietro. Effettivamente, con la preghiera del Signore, Pietro non perde
la sua fede, si alzó dalla sua fragilitá e confermó i suoi fratelli e
cosí é stato la pietra angolare della chiesa. La preghiera di Gesú si
compí non solo in Pietro ma anche nei suoi successori. Questa é
ineffabile fede nel Romano Pontefice , successore di Pietro, e rimane
inviolabile come veritá di fede e che sta garantita per il carisma della
infallibilitá. La fede di Pietro rimane intatta secondo la promessa
del nostro Divino Salvatore.
Ma l'infallibilitá con che il Divino
Redentore ha voluto dotare la sua chiesa in questione di dottrina di
fede o costumi si estende tanto quanto si estende il deposito della
Divina Rivelazione, che si deve religiosamente osservare e esporre. Per
questo, quando il Sommo Pontefice parla ex-cathedra ha quella
infallibilitá di che il Redentore Divino ha dato alla sua chiesa. Il
supremo potere del Romano Pontefice e la sua infallibilitá non é una
invenzione umana , perché ha per base la volonta fondamentale di Cristo.
Nessuno nella chiesa gode per se stesso del potere assoluto, inquanto
uomo, poi nella chiesa non ci é altro lider se non Gesú Cristo e Lui ha
voluto costituire un Vigario como Romano Pontefice (Papa) per la sua
sposa pellegrina in questa terra. L'amore al Romano Pontefice ha di
essere in noi una formosa passione di rispetto, stima e di amore,
perché in Lui vediamo il proprio Cristo nella terra....
Messaggio di S. E. Mons. Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo, al Santo Padre Francesco
Beatissimo Padre, nel momento in cui Ella, come Vescovo di Roma, inizia il Suo supremo Ministero di Successore dellApostolo Pietro e di Pastore universale della Chiesa, la Diocesi di Viterbo si unisce alla gioia profonda di tutta la Comunità ecclesiale, che accoglie il dono grande di un Pontefice che ha ricevuto dal Signore il compito di confermare i fratelli nella fede.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
Gesú é stato un giudeo, falegname umile, che solo fece il bene e frattanto fu condannato e crocifisso, ma con questo ha marcato profondamente la storia della umanitá intera. Alcuni lo classificano come un saggio, altri, come Maestro o Profeta. Come é stato possibile che questo uomo povero e che viveva in una piccola cittá disprezzata in Israele, che mai ha scritto un libro o lasciato scritto fa parte di una elite, non era militare, scrittore, dottore o artista non procuró imporre per la sua forza i suoi insegnamenti e fosse l'uomo piú conosciuto, piú amato e ammirato della storia umana ?
Ancora un'annotazione, prima di chiudere questo capitolo. Quale senso hanno, oggi, tre fra gli attributi più cari alla devozione mariana: vergine, pura, casta? Si tratta di puri sinonimi, o si riferiscono a virtù più spiccatamente presenti nella figura della madre di Cristo? La domanda non merita di essere considerata pleonastica: le ambiguità della terminologia religiosa hanno la loro radice nell'effettiva difficoltà di distinguere correttamente concetti e parole, quando si riferiscono all'area delle realtà spirituali. Inoltre, su questo argomento specifico, non ci si cautela mai a sufficienza, allo scopo di non ferire la suscettibilità del credente, mentre gli si vuole offrire un contributo di luce che dilati il suo orizzonte interiore.
Se il nostro modo di descrivere situazione rientranti con difficoltà nei soliti schemi biografici ci desse lidea che, dunque, la Madonna abbia davvero camminato sui fiori, le faremmo un torto che non merita in alcun modo: la definiremmo una donna passiva, una Creatura introversa che avrebbe pigramente annullato la propria personalità. Al contrario, troviamo di Lei sul Vangelo, segni ben chiari di perfetta auto-comprensione e d'intraprendenza. Il lettore credente ne ricava la netta convinzione che tutto le sia costato, come a noi e anche di più, per quanto attiene alla vita giornaliera; e che ogni suo progresso nella saggezza e nel conservarsi libera da qualsiasi vincolo estraneo sia stato effetto di un impegno consapevole, costante.
L'appellativo di laico, deriva dalla consapevolezza dei primi cristiani di appartenere tutti al popolo di Dio (laico dal greco laos, che vuol dire, appunto, popolo). Era stato dissacrato negli ultimi due o tre secoli, usandolo per alludere a movimenti, partiti e stampe che in un modo o in un altro, si contrapponevano alla Chiesa. Un giornale o un partito laico, una iniziativa, o un movimento laico avevano sempre un significato inconfondibile. A volere essere sinceri fino in fondo, bisogna aggiungere che si era arrivati a tanto, anche per un'accentuata clericalizzazione della comunità ecclesiale.
QUINTO DOMINGO DE PASCOA 18 MAIO 2014 UMA REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO
A liturgia desse domingo nos convida a refletir sobre a Igreja, comunidade que nasce de Jesus e cujos membros continuam o caminho de Jesus dando testemunho do projeto de Deus para conosco. O Evangelho define a Igreja como comunidade de discipulos que seguem o caminho de Jesus, caminho de obediência ao Pai e de dom da vida aos irmãos. Os que acolhem essa proposta e aceitam viver nessa dinamica tornam-se Homens Novos, que possuem a vida na plenitude e que entregam a familia de Deus, a familia do Pai, do Filho e do Espirito Santo.