
Problemi pastorali di attualità
la gioventù è stata sempre
la stagione delle crisi di fede

Così ai tempi della preistoria, così nelle prime comparse della civiltà, così nelle religioni antiche, così nei secoli che ci hanno preceduto di recente e così anche oggi.
Dunque, un problema insolubile per la pastorale cristiana?

Insolubile no.
Grave, sì; ma da non demonizzare, dando cioè per scontata l'inutilità di tentarne una soluzione conveniente. Non potendolo affrontare in questa sede, proviamo solo a portarci sopra qualche riflessione, per chi intendesse tentarne un maggiore approfondimento.
1 Anzitutto con i giovani, specialmente quelli di oggi, la crisi religiosa non è tanto crisi di pratica cultuale, come Messe, sacramenti ecc. quanto crisi di fede. Cioè stanno vacillando le fondamen¬ta di ciò che, fin lì, aveva fatto da base alle loro prime esperienze di vita.

2 Questa crisi, a sua volta è derivata dalle prime difficoltà incontrate nel prendere una più piena consapevolezza del proprio essere e del proprio agire. Vi si sono aggiunti anche i nuovi orizzonti culturali nei quali si vanno inoltrando, senza una preparazione sufficiente, ritrovandosi smarriti e incapaci di una vera autonomia di pensiero e di scelte opzionali.
3 Vi hanno influito e continuano ad influire amicizie promiscue, miraggi di benessere e di successo immediato, proposti dalla società moderna con mass media dichiaratamente impostati su massificazione del pensiero umano e su proposta di parametri e modelli comportamentali privi di ogni valore morale.
4. Gravi responsabilità su questo, gravano su genitori, preoccupati prioritariamente, anzi quasi esclusivamente, della propria professionalità, del prestigio e proventi finanziari che ne derivano, più che della formazione morale e religiosa da dare ai figli.











