
(Una canzone: d'amore)
Abitare la città
Anche tu, Signore, ne hai fatto l'esperienza.
Hai conosciuto le città:
per Gerusalemme hai perfino pianto,
per altre hai provato amarezza,
città infedeli e infelici.
Avrai pensato spesso a Babele,
spazio della confusione e del disordine.

Hai cantato inni alla Gerusalemme celeste,
segno di armonia, di giustizia e di pace,
casa e patria del compimento.
E hai messo in evidenza come si può passare
da Babele a Gerusalemme:
Ninive, la città grande che si converte
l'hai additata come "segno" per tutti.
Le città di oggi!
"Queste nostre benedette-maledette città!"

che dà gioia allo stare assieme
ma dove meccanismi perversi del cuore
producono conflitti, odi, lacrime e morte.
C'è un tessuto di relazioni dove fiorisce la vita,
la tenerezza e la comunione,
da richiamare
per te e per noi, Nazareth, Cana, Betania.
Signore,
anche nella città germoglia l'amore;
nel rumore si può ascoltare il silenzio;
come negli altri si può incontrare l'Altro.
Abitare la città - lo hai insegnato tu
significa essere "cittadini di due città",
avere una duplice appartenenza,
senza riduzioni né opposizioni,
ma con una "esistenza paradossale"
che nelle pieghe del tempo coltiva l'eterno,
e nella fedeltà alla terra cammina verso il cielo.
Lorenzo CHIARINELLI
Vescovo





