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UN PADRE CELESTE CHE AMA ANCHE I PECCATORI

 

Nel rivelare il vero volto di Dio, nella sua soave paternità, Gesù dovette fare i conti con una stratificazione religiosa, che proveniva da lontano.

 


 

Israele si era abituato come ad un ritornello severo: che Dio premia i buoni, ma stermina gli empi.

 

 Se aprite qualsiasi salmo vi trovate davanti a questa impostazione di rapporti con la divinità.

 

 

 

Per noi cristiani è pedagogia di Dio,con un popolo assai primitivo che andava preparato non solo ad accogliere il suo Figlio, ma a servigli da base di lancio della piena rivelazione.

 

Nei discorsi di Gesù, cambiava tutto.

 

 

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Sentirgli dire che il Padre "fa sorgere il suo sole e fa piovere sui giusti e sugli empi” ( cf. Mt. 5. 45), che si fa più festa in cielo per un peccatore che si converte, più che per novantanove giusti che non hanno bisogno di far penitenza (cf Lc 15.7);

 

 

 

ascoltare la parabola del pubblicano al tempio, che viene accolto favorevolmente dal Padre, mentre il pio e tronfio fariseo viene sconfessato (cf. Lc 18.9 - 14), suonava come una sfida all' insegnamento dei saggi d'Israele.

 

 

 

Più grave ancora, quando lo videro entrare nella casa di noti peccatori, mangiare con essi, accettare una peccatrice ai suoi piedi.

 

 

 

Non ebbero più dubbi: e lo bollarono come “amico dei pubblicani e dei peccatori” (Mt. 11.19).

 

 

 

In sostanza, il  Salvatore stava rivelando una cosa che stentiamo ad accettare anche noi, dopo due mila anni di luce evangelica, che, cioè il Padre è talmente buono e maternamente comprensivo, da dare la netta impressione di amare, cioè di prendersi cura, più di un Peccatore che di un giusto.

 

 

 

 Per i "maestri della Legge", era uno scandalo, una specie di istigazione a delinquere ...

 

 

 

Invece (anche se è estremamente difficile comprenderlo), si trattava di uno dei punti più luminosi, profondi e originali del Vangelo.

 

 

 

E voleva dirci che il Padre ci ama, non perché siamo buoni noi (ammesso che lo fossimo davvero), ma perché è buono lui;

 

anzi non può fare a meno di amarci, perch頓Dio è amore” (1 Gv. 4.8): e o ama, o non è Dio !

 

 

 

Pertanto, verso un figlio malvagio, e perciò miserabile, la sua premura aumenta, nell'intento di riportarlo a saggezza, a virtù e, così salvarlo.

 

Niente ci può convincere meglio dell'analogia di una madre che dei due o tre figli ne ha uno, mettiamo, con un difetto cardiovascolare.

 

Cercherà ogni informazione, impegnerà tutti i suoi averi, ma porterà questo suo figlio in capo al mondo, pur di ridonargli perfetta salute.

 

 Chi la vedrà affannarsi così penserà che ami più questo tiglio malato che i due sani;

 

e difatti tutte le sue premure sono per questo: allo scopo di portarlo alla pari degli altri due sani.

 

Non si tratta, certo, di preferenze indebite, di disamore verso gli altri due. 

 

 

 

 “Questo tuo fratello era perduto e si è ritrovato” (Lc 15.32), cioè ha riacquistato salute e gioia di vivere.

 

 

 

 

Così griderà il Padre del figliol prodigo e noi dovremo rintracciare proprio in quella parabola, il mistero di questa paternità che rivela una finezza di tatto, una tenerezza essenzialmente materna.

Sentirgli dire che il Padre "fa sorgere il suo sole e fa piovere sui giusti e sugli empi” ( cf. Mt. 5. 45), che si fa più festa in cielo per un peccatore che si converte, più che per novantanove giusti che non hanno bisogno di far penitenza (cf Lc 15.7); ascoltare la parabola del pubblicano al tempio, che viene accolto favorevolmente dal Padre, mentre il pio e tronfio fariseo viene sconfessato (cf. Lc 18.9 - 14), suonava come una sfida all' insegnamento dei saggi d'Israele. Più grave ancora, quando lo videro entrare nella casa di noti peccatori, mangiare con essi, accettare una peccatrice ai suoi piedi. Non ebbero più dubbi: e lo bollarono come “amico dei pubblicani e dei peccatori” (Mt. 11.19). In sostanza, il Salvatore stava rivelando una cosa che stentiamo ad accettare anche noi, dopo due mila anni di luce evangelica, che, cioè il Padre è talmente buono e maternamente comprensivo, da dare la netta impressione di amare, cioè di prendersi cura, più di un Peccatore che di un giusto. Per i "maestri della Legge", era uno scandalo, una specie di istigazione a delinquere ... Invece (anche se è estremamente difficile comprenderlo), si trattava di uno dei punti più luminosi, profondi e originali del Vangelo. E voleva dirci che il Padre ci ama, non perché siamo buoni noi (ammesso che lo fossimo davvero), ma perché è buono lui; anzi non può fare a meno di amarci, perché “Dio è amore” (1 Gv. 4.8): e o ama, o non è Dio ! Pertanto, verso un figlio malvagio, e perciò miserabile, la sua premura aumenta, nell'intento di riportarlo a saggezza, a virtù e, così salvarlo. Niente ci può convincere meglio dell'analogia di una madre che dei due o tre figli ne ha uno, mettiamo, con un difetto cardiovascolare. Cercherà ogni informazione, impegnerà tutti i suoi averi, ma porterà questo suo figlio in capo al mondo, pur di ridonargli perfetta salute. Chi la vedrà affannarsi così penserà che ami più questo tiglio malato che i due sani; e difatti tutte le sue premure sono per questo: allo scopo di portarlo alla pari degli altri due sani. Non si tratta, certo, di preferenze indebite, di disamore verso gli altri due. “Questo tuo fratello era perduto e si è ritrovato” (Lc 15.32), cioè ha riacquistato salute e gioia di vivere. Così griderà il Padre del figliol prodigo e noi dovremo rintracciare proprio in quella parabola, il mistero di questa paternità che rivela una finezza di tatto, una tenerezza essenzialmente materna.


VIDEO CORRELATO
CANTO PER CRISTO

AS VIAS DO ESPIRITO

QUINTO DOMINGO DO TEMPO COMUM

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QUINTO DOMINGO DO TEMPO COMUM
09 FEVEREIRO 2014
 
UM PENSAMENTO

A palavra de Deus nesse quinto domingo do tempo comum nos convida a refletir sobre o compromisso cristão. Aqueles que forem interpelados pelo desafio do Reino não podem remetter-se à uma vida comoda e instalada, nem refugiar-se numa religião ritual e feita de gestos vazios: mas tem de viver de tal forma comprometidos com a transformação do mundo para que se tornem uma luz que brilha na noite do mundo e que aponta no sentido desse mundo de plenitude que Deus prometeu aos homens, o mundo do Reino No Evangelho Jesus exorta seus discipulos a não se instalarem na mediocridade, no comodismo, no " deixa andar"  e pede-lhes que sejam o sal que dá sabor ao mundo e que testemunha a perenidade e eternidade do projeto salvador de Deus, também os exorta a serem uma luz que aponta para o sentido da realidade eterna, que vence a escuridão do sofrimento, do egoismo, do medo, e que conduz ao encontro de um Reino de liberdade e de esperança.


THE WAYS OF THE SPIRIT

It's Christmas

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A true joy of the hearth

Five centuries before the coming of Jesus, the king of Babylon (today Baghdad) invaded Israel and deported all its inhabitants to Mesopotamia. Then the prophet Isaiah’s voice raised high; he turned to people and encouraged them: “… After waiting for a long time, the salvation came at last. For us as well, from 20 centuries onwards, Christmas comes every year, as synonymous, often unaware, of joy, peace and family time.
These feelings are showed through lightings, decorations, Christmas tree, presepe, gifts and evenings spent in the family. For the believers, the Christmas joy is the same joy announced by the Angels to the shepherds in the holy night“.
 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Adorar al Padre cuidando a los crucificados

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Adorar al Padre cuidando
 a los crucificados

“Había encima un letrero en escritura griega, latina y hebrea: ‘Este es el Rey de los judíos”.  Tenemos delante algo inaudito y desconcertante: Jesús ejerce su realeza desde la cruz. ¿Cómo puede alguien reinar sin tener el poder? La realeza de Jesús es puesta a prueba en la debilidad. Tremenda paradoja en la que nuestra fe está llamada a madurar. Jesús está callado, habla la cruz de un reino donde todos sirven y todos son servidos, donde nadie en más ni menos que nadie. Se burlan los soldados, se burla un malhechor. No entienden esa manera suya de amar hasta el extremo, no entienden a ese Dios al que Jesús ha anunciado por todos los caminos. ¿Será posible que nuestra sociedad, herida, indignada y en lucha, se acerque a Jesús en esta hora?

WEGE DES GEISTES

La Chiesa di San Salvatore in Onda

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La Chiesa di
San Salvatore in Onda


La Chiesa di “San Salvatore in Onda“ è situata lungo l’odierna via dei Pettinari a Roma ed è stata edificata su alcuni ritrovamenti archeologici che non sono stati studiati in maniera completa e definitiva pertanto anche la loro ubicazione topologica antica è abbastanza incerta. Da alcuni studi preliminari che sono stati fatti  si è ipotizzato  che la strada che si muoveva dal Campo Marzio e conduceva al Ponte di Valentiniano ora Ponte Sisto, era perfettamente in asse con la strada che si percorre attualmente.

Preghiere

Stella del nostro mar

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Stella del nostro mar
Stella del nostro mar chiara e secura,
che 'l sol del paradiso in terra ornasti
del mortal sacro manto, anzi adombrasti
col vel virgineo tuo sua luce pura;
chi guarda il gran miracol, più non cura
 del mondo vile, e i vani empi contrasti
sdegna dell'oste antico, poi ch'armasti
d'invitta alta virtù nostra natura.