Mi sono lasciato prendere totalmente dalle persone, dai fatti e dai movimenti e stavo per tralasciare di comunicare con voi lontani, ma sempre vicini.E cose ed eventi da scrivere ne ho una montagna!
Oltre le novità nel Centro Giovanile ne ho anche trovate rilevanti nel bairo (quartiere) Vila Piloto. I problemi, la miseria, le malattie sono sempre tantissimi, ma trovo qualche abitazione piú decente, un pó di ordine in piú e una certa vita di quartiere. La presenza del Centro e della Scuola hanno contribuito moltissimo ai cambiamenti.
DALLA PRIMA LETTERA DI S.PAOLO DELLA CROCE ALLA VEN.LUCIA BURLINI 4 LUGLIO 1748
Dopo il silenzio di tanti anni, ho creduto mio obbligo di gratitudine di visitare con questa mia il vostro spirito ringraziandovi in primo luogo, in Gesù Cristo della grande carità con cui avete assistito ai nostri poveri religiosi abitanti nel sacro ritiro della Madonna del Cerro [ ..] Gesù che è il sommo datore d'ogni bene ricolmi sempre più il vostro spirito della pienezza delle sue grazie e doni celesti, per le fatiche, viaggi ed altri uffici di carità in cui vi siete impiegata per i miei e vostri fratelli in Gesù Cristo.
La Pentecoste era la seconda solennità ebraica, che vuol dire cinquantesimo, perché si celebrava 50 giorni dopo la Pasqua per ringraziare Dio della raccolta. Facciamo una fugace sintesi del nostro percorso con la Liturgia. Ricordi il mercoledì 12 Febbraio, le ceneri, quando iniziarono i quaranta giorni di revisione della nostra vita interiore, con impegno alla conversione, e arrivammo al 4 Aprile con quel grido di esultanza, Alleluia, perché Cristo risorto aveva sconfitto la morte? Poi gli ultimi quaranta giorni del corso della vita terrena del Messia, conclusi con l'Ascensione, ritorno definitivo al Padre, nei cieli. E, sempre con la liturgia, ora siamo alla Pentecoste.Come detto era la seconda solennità ebraica, che vuoi dire cinquantesimo, perché si celebrava 50 giorni dopo la Pasqua per ringraziare Dio della raccolta. Per noi cristiani, è la promessa di Gesù che per l'ennesima volta diventa realtà. La missione data agli apostoli era ostacolata dalle loro lacune, titubanze, timori, paure, incapacità... Ma Gesù aveva detto loro: "Non temete, vi manderò lo Spirito Santo che vi trasformerà...".
Guardo un bambino, una bambina in un passeggino o in braccio a papà e mamma. Guardo e penso: chi è? Perché e per chi ... è nato? Chi diventerà? Che ne sarà di questa creatura? Guardo e sogno tutto il possibile per lui e per lei. E dentro il sogno trovo quello che non si realizzerà mai e quello che, invece, avverrà.
Non vi è disgrazia, non vi sono catastrofi, non vi sono dolori, per quanto inauditi siano, che, quando si soffrono per amor di Dio, non si trasformino in corona di gloria e di speranza.
A cosa servono belle strade e aeroporti, begli edifici di tanti piani, se vengono costruiti con il sangue dei poveri, che non ne beneficeranno?
Ateo non è solo il marxismo, ateo pratico è anche il capitalismo. Questo divinizzare il denaro, questo idolatrare il potere, questo porre falsi idoli da sostituire al vero Dio. Viviamo tristemente in una società atea.
Si, un vero connubio indissolubíle: l'aver radicato, innestatu 0 meglio aver ricevuto il dona di innestarsí nella vita, dello stessa Autore della vita, non può che farti innamorare della stessa vita.
LA VITA MIA PADRONA
Seppellite in me, sensazloni, emozioni nate appena godute, scomparse, registrate .sul nastro dalla vita. Quante volte vorrei risentirle e il registratore non parla! I comandi per riascoltarmi non sono miei.
A palavra " Pascoa" tem origem dao termo Judeu " Peasch" que significa "passagem". Era a festividade anual cujo os ebreus celebravam a milagrosa passagem do mar vermelho, quando, depois de 430 anos de escravidåo no Egito , foram libertados por Moises. Os hebreus celebram ate' hoje esta recorréncia. Moises levou os Israelitas cruzando o deserto na direçåo da Palestina " a terra prometida", uma viajem que demorou 40 anos e foi cheia de dificuldades, pois, passar com uma caravana tåo povoada sobre campos e trilhas, criava brigas entre eles e os donos dos terrenos. Para evitar tudo isso Moises escolheu a estrada mais dura no deserto.
Para comemorar esta vjagem histórica pelo deserto, a Pascoa tinha
celebrada por cada família hebreia comendo alimentos e bebidas com
fortes sinais simbliócos. Os membros da família ficavam em pé com um pau
na måo, comendo um pernil de cordeiro assado e påo azimo ( porque os
hebreus deixando as pressas o Egito nåo tiveram o tempo sufuciente para o
påo levitar).O acompanhamento era representado da tres ervas amargas : aipo, alface e indivia, para comemorar os sofrimentos no Egito. Os
hebreus bebiam tambem vinagre, agua salgada ou suco de limåo e comiam o
Haroset, uma massa de fruta que lebrava a argamassa, que os escravos
hebreus tinham que preparar para as obras de alvenaria as quais
trabalhavam. No final comiam um ovo fervido como simbolo da
edernidade da vida, porque fisicamente tem uma superficie que nåo tem
nem início nem fim.
A Páscoa Cristå
A
Pascoa e' uma festividade celebrada pelos Criståos para comemorar a
ressureiçåo do nosso senhor Jesus cristo occorida no terceiro dia depois
a sua crucificaçåo no Calvário, assim como a descriçåo do Novo
Testamento. O domingo de Páscoa e' uma festividade móvel, pois a sua
data nåo e' estabelecida no calendário civil. o primeiro Concilio de
Nicea (325 d.c) estabeleceu que a Páscoa seria celebrada no primeiro
domingo após da lua cheia seguinte o equinocio da primavera ( 21 Março). Por isso a data da Páscoa e' sempre entre 22 Março e 25 Abril encluidos. A
páscoa e' procedida pela Quaresma, e' um tempo de 40 dias, de oraçåo,
jejum e peniténcia, que inicia quarta feira da cinzas e termina quinta
feira santa, o dia que Jesus celebrou a ultima ceia com os apostulos.
A
ultima semana da Quaresma e' a semana santa que inicia o domingo das
palmas e iclui quinta e sexta feira santa, o dia que Jesus foi
crucificado para os pecados do mundo. O Domingo de Páscoa celebra a resurreçåo de Jesus da morte, evento de salvaçåo para a humanidade. E'
interssante observar que a comida da Páscoa Cristå tem algums alimentos
do banquete judeu mas com um diferente e novo significado. O cordeiro e' Jesus sacrificado na cruz para a remissåo dos pecados e a redençåo da humanidade. O
ovo e' o simbolo da resurreiçåo: Jesus saiu da tumba na manhá do
Domingo de Páscoa, como um pintinho que quebra a casca do ovo onde e'
guardado e inicia a viver, assim nosso senhor saiu vivo da sua tumba. Sara Giudizi
Il cristiano ha nel cuore sempre un grande motivo di gioia: Cristo è risorto, ha sconfitto la morte ed ha dato a ciascuno di noi, sue creature, l'esultanza della nostra vita
A cura di Don Lucio Luzzi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore Tutte le persone sono chiamate a fare parte del Regno di Dio, perché " Dio vuole che tutti si salvino" ( 1 Tm 2.4) Come effetto, quelli che ignorano senza colpa il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa e amano Dio di cuore sincero e si sforzano sotto l'influsso della grazia per compiere la sua volontá manifestata per la loro coscienza, anche loro possono ricevere la salvezza eterna. Neppure la Divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza verso coloro che, senza colpa, non arrivarono alla conoscenza esplicito di Dio e si sforzano per vivere una vita retta.
Questa domanda risuona nel mondo da sempre. Persino i primi cristiani come testimoniano le sacre scritture aspettavano la seconda venuta nel primo secolo. Poi così invece non e avvenuto. Guerre e terremoti hanno dilaniato la terra soprattutto negli ultimi secoli. Tutto avrebbe fatto pensare per esempio allinizio e alla fine della seconda guerra mondiale che il tempo era prossimo, ma il mondo ha continuato ad esistere come prima e peggio di prima.
Questa è la storia di due alberi, compagni, per destino, in un piccolo bosco ai margini di un villaggio.
I due alberi vicini erano una giovane quercia e un vecchio pioppo tremulo; i due alberi si facevano ombra lun laltro, le loro radici e i loro rami si sfioravano, quasi ad intrecciarsi, ma laffetto del vecchio pioppo non si specchiava in quello della giovane quercia.
Facci capire che la tavola non sazia
se il cuore è vuoto di verità
Santa Maria, donna del pane, chi sa quante volte all'interno della casa di Nazareth hai sperimentato pure tu la povertà della mensa, che avresti voluto meno indegna del Figlio di Dio. E, come tutte le madri della terra preoccupate di preservare dagli stenti l'adolescenza delle proprie creature, ti sei adattata alle fatiche più pesanti perché a Gesù non mancasse, sulla tavola, una scodella di legumi e, nelle sacche della sua tunica, un pugno di fichi. Pane di sudore, il tuo. Di sudore, e non di rendita. Come anche quello di Giuseppe, del resto.
Già solo nel porsi davanti ad un problema complesso come questo, è d'obbligo procedere ad occhi bene aperti, non lasciandosi guidare da postulati istologici, o morfologici, per non cadere su di un terreno più magico sacrale che evangelico. Per i romani, eredi degli etruschi, parlare di verginità voleva, dire interessarsi alla condizione delle vestali, consacrate alla custodia del fuoco sacro, segno della perennità dell' Impero di Roma, e per questo, astrette alla rinuncia ad ogni attività sessuale, per tutto il tempo del loro servizio. Una prospettiva assolutamente pratica, che dalla sacralità sfociava su un contesto socio-politico.
Maria, per le felici ripercussioni dellimmacolato concepimento, che vita emotiva ebbe? Certamente intese tutto il suo mondo interiore far perno costante su colui che la mente illuminata da raggio superno le faceva vedere come il bene, lamore per essenza.
Se, ora, volessimo scoprire di quali armonie riservate potè usufruire il suo cuore di donna, dovremmo cominciare col prendere nota del fatto che amò come ogni altra madre il suo figlio, come ogni altra sposa lo sposo; amò parenti, amici, conoscenti, tutti; amò il creato nelle sue varie manifestazioni di grandezza e semplicità, ancora così lontane dal degrado ecologico moderno.
Outra orientação do Evangelho de Lucas é aquela do continuo chamamento à vigilância. Para entender os motivo de fundo do escriba, ou seja, mais exatamente do Divino Mestre, do qual refere a doutrina e os traços biograficos inconfondíveis, temos que ter presente as primeiras impressões que teve Jesus diante da situação socio-religiosa da sua gente. Se tratava de uma indigência apena imaginável, por um povo que vivia na miséria, resultante de uma atividade agricola totalmente arcaica, na linha de um pastoreio de forma a garantir um pouco mais que a sobrevivência, mais um tipo de pescaria limitada ao lago de Genezareth, com algum inicio de atividade financeira, reservada à classe dominante, sacerdotes e aos acólitos do templo. Eram esses os recursos de uma familia comum da sua terra.