Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
Guardo un bambino, una bambina in un passeggino o in braccio a papà e mamma. Guardo e penso: chi è? Perché e per chi ... è nato? Chi diventerà? Che ne sarà di questa creatura? Guardo e sogno tutto il possibile per lui e per lei. E dentro il sogno trovo quello che non si realizzerà mai e quello che, invece, avverrà.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Di fronte alluomo posseduto dal demonio, Gesù dice: Taci! Esci da quelluomo. Nei Vangeli si fa spesso riferimento alla città di Cafarnao. In questa cittadina della Galilea vi era una guarnigione romana guidata da un pio Centurione ed un posto di dogana il cui funzionario era Levi - Matteo. Gesù lasciata la sua Nazareth va ad abitare a Cafarnao, in casa di Pietro, e da buon ebreo il sabato entra nella sinagoga e si mise ad insegnare: Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava come uno che ha autorità e non come gli scribi. Allora un uomo, che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: "Che centri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il Santo di Dio!. E Gesù lo sgridò: Taci ed esci da quelluomo. E lo spirito immondo straziandolo e gridando forte, uscì da lui (Mc 1,21-23).
SANTA RITA da CASCIA La Santa avvocata dei casi impossibili
Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla: Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba.Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata.
Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
Il titolo appare subito quasi.. .impertinente: Quando si ama, non si dice mai troppo. E come non amare la Chiesa, se è nostra Madre e Maestra? - Prendiamo le cose con calma. Seguendo questi `percorsi di una fede in cerca di consapevolezza', poco alla volta ci si faciliterà anche la scoperta di nuova luce, per un inserimento più efficace della fede nel pensiero e nella vita. Il tema che svolgeremo ci presenterà l'immagine di Chiesa che dobbiamo avere sempre davanti, come punto di riferimento di tutta la nostra esperienza religiosa. Intanto, per mettere in chiaro da quali presupposti si parte, dobbiamo constatare che oggi si parla più di Chiesa, che di Cristo, più di Chiesa come istituzione che come sacramento di Salvezza.
In questo modo si rischia dì ritrovarci sulla linea dei rabbini dei
tempi di Gesù, i quali pensavano che Dio s'interessasse esclusivamente
d'Israele e non di tutta l'umanità, che l'uomo dovesse esistere a
servizio della Legge di Mosè, non la Legge di Mosè a servizio della
Salvezza dell'uomo, come avrebbe tuonato, un giorno Gesù. Succede
nelle trasmissioni radio televisive, nella pubblicistica cristiana,
negli incontri a medio e alto livello, perfino in alcune formule di
preghiera: Preghiamo per la S. Chiesa, lavoriamo per la Chiesa,
soffriamo con la Chiesa perchè sta incontrando gravi persecuzioni ecc.
Un
momento. Non vogliamo dire che la cosa non sia buona, anzi lodevole, in
sé: ma semplicemente far notare come questo modo di esprimersi sembri
presupporre che Dio pensi solo alla Chiesa, che Cristo sia morto in
croce solo per la Chiesa e non per tutta l'umanità. Un esempio: Si è
pensato per secoli che se uno fosse morto fuori della Chiesa si sarebbe
perduto. Il che è vero, nel caso di un rifiuto cosciente e non in quelli
di pura ignoranza, o di situazioni non imputabili all'individuo. Gesù
dice che sarà condannato solo chi respingerà consapevolmente la Salvezza
offerta da Dio ( cf Mc 16, 16).
La teologia cattolica insegna che la
Chiesa è strumento sacramentale di salvezza per tutta l'umanità presente
e futura, e perché no? anche passata, (in un certo senso che ci
capiterà di chiarire). Non vi sembra un'affermazione stupenda, soprattutto esatta? Appunto:
strumento, cioè mezzo - non fine. Il fine di ogni progetto di salvezza
del Padre, in Cristo, resta sempre la salvezza dell'umanità.
Questa
visione della Chiesa non è affatto riduttiva, quasi non meriti la
considerazione di cui è fatta segno da parte dei fedeli. Tutt'altro. La
ricchezza che essa conserva nel suo cuore, serve ad alimentare quella
dei suoi figli per portarli alla "piena maturità di Cristo" e a
chiamarvi altri, perché presto si identifichi con l'umanità intera.
Nel mondo moderno che va alla deriva, il Cristianesimo ha unancora di salvezza: Maria. Nei secoli dove la Chiesa si trovava immersa dalle tenebre delleresia, una Stella luminosa ha sempre indicato la via da seguire: Maria.
Signore, tu sei amante della vita!
Anzi, Tu sei la vita.
E tutto quello che esiste
è bellezza nel giardino del mondo,
è gioia nel cuore dell'uomo,
è canto della terra e del cielo.
La speranza Non bastano le parole per insegnare la dottrina del Signore
Ciò che convertì i primi cristiani fu la vita di coloro che la mettevano in pratica, il comportamento confermato dalla carità, il richiamo alla gioia e alla pace che lentamente permetteva di penetrare nel mistero della grazia che è lessenza della vita cristiana. Linvito alla universale semplicità è molto importante ed è ancora più importante dimostrare con fatti e parole che in questa epoca in alcune circostanze, una qualsiasi persona afflitta da difetti e debolezza può vivere ugualmente una vita cristiana nella grazia allontanando le tentazioni e accontentandosi di poco.
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In effetti, la prima domanda che uno si pone, davanti ad un'antica icona bizantina della Dormizione, quando vede uscire dal corpo disteso sul letto, la figura di Lei in direzione obliqua verso il cielo, è questa. Si tratta della sua anima che esce a quel modo, o è tutta lei, anima e corpo, che il monaco del monte Athos vuole rappresentare con moduli così poco convincenti?
LA FORZA DELLA PREGHIERA
La prima cosa che dobbiamo osservare quando preghiamo é
conoscere la sua forza, la sua efficacia e abbandonarci interamente nelle mani
del Padre. É avere la certezza che tutto quanto chiediamo al Signore, Lui ci
ascolta e se non ci dà quello che desideriamo o pensare di avere bisogno,
dobbiamo avere la certezza che il Signore ci esaudisce di una forma che a noi
non é percepito il come.Dio non si dimentica
di noi e quando ci collochiamo nelle sue mani Lui vede più avanti e vede quello
che noi non possiamo immaginare per il nostro bene.