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 Un uomo di nome Zaccheo
voleva vedere Gesù

(Lc. 19,1-10)


PENSIERO DELLA DOMENICA
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Entrato in Gerico, Gesù attraversava la città. Ed ecco un uomo, chiamato Zaccheo, che era sovrintendente degli esattori del fisco e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non ci riusciva a causa della folla perché era piccolo di statura. Corse dunque avanti e per poterlo vedere salì sopra un sicomoro perché doveva passare di là. Quando Gesù arrivò sul posto, alzò lo sguardo e gli disse: “Zaccheo, presto vieni giù perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Egli discese in fretta e lo accolse con gioia in casa. E tutti, vedendo ciò, incominciarono a mormorare dicendo: “E’ andato ad alloggiare in casa di un peccatore”.
 
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Una raffigurazione
dell'incontro tra
Gesù e Zaccheo


Ma Zaccheo, fattosi avanti, disse al Signore: “Ecco, Signore, la metà dei miei beni la dono ai poveri e a quelli che ho frodato restituisco il quadruplo”.

Disse allora Gesù a lui: "Oggi in questa casa è entrata la salvezza, perché anche lui è figlio di Abramo. Il figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto".

Nella Liturgia odierna ritorna per l’ennesima volta il tema della misericordia, perché Dio è misericordia infinita inesauribile e perché noi uomini siamo massimamente bisognosi di misericordia.

Dio che ci ha creati in un atto di amore, ci ricrea giorno per giorno in un incessante atto di misericordia col quale ripara la nostra debolezza, perdona le nostre colpe, ci redime dal male.

La prima lettura di oggi è presa dal Libro della Sapienza (11,22-12,2).

I manoscritti greci chiamano questo libro “Sapienza di Salomone”.

E’ stato scritto in greco da un autore assai esperto della lingua: ma non è Salomone. Il vero autore è sconosciuto; l’insistenza per tutto ciò che riguarda l’Egitto potrebbe far pensare ad un ebreo di Alessandria.

“Hai compassione di tutti, perché puoi tutto, dimentichi i peccati degli uomini perché si convertano. Poiché Tu ami tutte le cose esistenti, non disprezzi nulla di quanto hai creato”(  Sap. 11,23-24 ).

La conversione di Zaccheo a Gerico è l’ultimo episodio del viaggio di Gesù a Gerusalemme.

Dobbiamo sapere che Gerico era la sosta obbligata per i pellegrini che provenivano dal nord attraverso la Perea. Vale a dire un cittadina di frontiera e di collegamento per il commercio con i paesi sud-orientali.

Noi siamo subito portati ad accentuare gli aspetti negativi di questo Zaccheo, uomo ingiusto.

E invece è per noi il segno di una conversione coraggiosa, piena, totale; è bastata la presenza e la bontà misericordiosa del Signore per illuminare la coscienza di un uomo senza scrupoli, impelagato nei soldi, avvezzo ai guadagni ingiusti.

Ma da parte di Zaccheo c’è stata una buona disponibilità che lo ha aperto alla grazia; il desiderio sincero di vedere, di incontrare Gesù.

Anche Sant' Agostino diceva: “Timeo Deum transeuntem” ovvero "Temo Dio che passa ed io non accolgo le sue proposte, che sono di vera vita, di salvezza".

Quante occasione, Signore, nella vita dove la tua infinita misericordia prevale sempre sulla mia natura inclinata al male.

Fammi capire Signore, che tu sei e sarai sempre misericordioso verso di me: perché vuoi il mio bene, la mia salvezza.

Don Lucio Luzzi
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AS VIAS DO ESPIRITO

29° Domingo do Tempo Comum

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29° Domingo do Tempo Comum
19 Outubro 2014
Uma reflexão

 A liturgia desse domingo do tempo comum  nos faz refletir à respeito como devemos equacionar a relação entre a realidade de Deus e as realidades desse mundo. Diz-nos que Deus deve ser nossa prioridade e que a Ele devemos subordinar toda nossa existência, mas avisa-nos também que Deus nos convoca a um compromisso efectivo com a construção do mundo.


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Imitação......3.40 COMO O HOMEM DE SI MESMO NADA TEM DE BOM E DE NADA PODE GLORIAR-SE


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Imitação......3.40
 
COMO O HOMEM DE SI MESMO NADA TEM
 DE BOM E DE NADA PODE GLORIAR-SE

 
Senhor: que é o homem para que dele vos lembreis: que é o filho do homem para que o visiteis ?
Que merecimento tinha o homem para que lhes désseis a vossa graça ?
Senhor, de que podia queixar-me, se me desamparesseis ?
Que posso eu, com justiça objetar, se não me concedeis o que vos peço ?
Certamente posso pensar e dizer com verdade:Senhor, nada  sou e nada posso, nada tem de bom em mim, falta-me tudo, tendo sempre para o nada. Se não for por vós amparado e inteiramente fortalecido, logo me torno tíbio e dissipado.


LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

DOMINGO 12 DEL TIEMPO ORDINARIO

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DOMINGO 12
 DEL TIEMPO ORDINARIO


Evangelio: Lucas 9, 18-24
Una vez que Jesús estaba orando solo, en presencia de sus discípulos, les preguntó: - « ¿Quién dice la gente que soy yo?» Pedro tomó la palabra y dijo:   «El Mesías de Dios.» Y, dirigiéndose a todos, dijo: - «El que quiera seguirme, que se niegue a sí mismo, cargue con su cruz cada día y se venga conmigo. Pues el que quiera salvar su vida la perderá; pero el que pierda su vida por mi causa la salvará.»  “Y vosotros, ¿quién decís que soy yo?” Esta es la pregunta más esencial e importante que nos hace Jesús. Si le seguimos, nos importa saber quién es Él. Si nos atrae su forma de vivir, necesitamos saber de dónde le nace todo. Jesús nos invita a mirarle por dentro, a descubrir el misterio que lo habita.

WEGE DES GEISTES

EUCARISTIA: VOCE DI DIO NEL SILENZIO.


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EUCARISTIA: VOCE DI DIO NEL SILENZIO.

Poco prima di consumare il sacrificio espiatorio che vincerebbe la morte e il peccato Gesú volle riunirsi con i suoi discepoli nel Cenacolo e lí celebrare la grande festa  che ricordava l'antica unione dicendo: " Ho desiderato ardentemente cenare con voi questa Pasqua, prima di soffrire ( Luca 22.15 )  Lui sapeva che in breve ritornerebbe dal Padre, ma non lascerebbe orfani i suoi amici, perché rimarrebbe eucaristicamente in tutti gli altari del mondo intero, desiderando con ardore celebrare la nuova con ognuno dei suoi figli. É stata con questa intenzione che instituí la Sacra Eucaristia  nell'ultima cena.  .........................

Preghiere

LA FORZA DELLA PREGHIERA

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LA FORZA DELLA PREGHIERA

 

La prima cosa che dobbiamo osservare quando preghiamo é conoscere la sua forza, la sua efficacia e abbandonarci interamente nelle mani del Padre. É avere la certezza che tutto quanto chiediamo al Signore, Lui ci ascolta e se non ci dà quello che desideriamo o pensare di avere bisogno, dobbiamo avere la certezza che il Signore ci esaudisce di una forma che a noi non é percepito il come. Dio non si dimentica di noi e quando ci collochiamo nelle sue mani Lui vede più avanti e vede quello che noi non possiamo immaginare per il nostro bene.