Ulteriori news sulla missione
di Don Gigi a Tres Lagoas, Brasile
Che strana sensazione il tempo in Brasile! Sembra tanto (ci alziamo alle 5,30) e ti vola via, come gli uccelli che sorvolano loratorio. Non lafferri mai e ti domandi spesso: che cosa ho fatto oggi? Peró le giornate sono piene e quando terminano (ore 22,30) sei stanco che crolli sul letto.
A circa 400 km da Campo Grande, capitale del Mato Grosso, sorge Tres Lagoas, una cittadina di oltre 70.000 abitanti. Il suo nome nasce dalla presenza di tre laghetti che rendono più bello il luogo.
Nella notte del 19 novembre 2008, dopo un faticoso viaggio, sono "sbarcato" nel nord-est del Brasile, nella regione del Sergipe, il continente sudamericano con aerei ad alto sviluppo e con altre di immense povertà. Sono ospite del Vescovo della Diocesi di Proprià, una diocesi di 400.000 abitanti e con soli ventiquattro preti. La popolazione è in maggioranza cattolica, ma crescono sempre più numerose e svariate le sette religiose. Ho cercato di vivere al meglio la mia missione di fare concerti (in italiano!) e ho trovato grande attenzione ed entusiasmo in questa Chiesa semplice, umile e giova¬ne. L'immensità del Brasile permette di offrire solo qualche frammento della vita lì. Sono tornato sentendomi piccolo, ma con dentro il calore, non soltanto del sole estivo, ma dell'amore della gente, dei bambini e dei giovani.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Lentrata di Gesù nella città santa, Gerusalemme, assume, per esplicita iniziativa del Maestro divino il segno di una pubblica manifestazione della sua regalità messianica di fronte ai discepoli, alle folle ed agli avversari.E siamo arrivati alla settimana clou per i cristiani che, praticanti o meno, la chiamano la "Settimana Santa". Gesù era partito da Gerico il venerdì, arrivando la sera stessa a Betania, (lattuale El Avarie, cioè "villaggio di Lazzaro"), luogo di pace e di riposo, distante meno di tre chilometri da Gerusalemme. Il sabato lo passa in casa di Simone il lebbroso, dove la sera, durante la cena, venne una donna e versò il profumo sul capo di Gesù (Mc. 14,3). La domenica mattina si muove da Betania verso Betfage (lattuale Et Tùr) e disse a due dei suoi discepoli: Andate nel villaggio, che vi sta di fronte e subito, entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito; scioglietelo e conducetemelo.... E cominciano i preparativi per lingresso trionfale a Gerusalemme!
Se non fossi... caduto, per qualche giorno, dentro una casa di fratelli malati, l'AIDS, forse, sarebbe ancora un pensiero tanto lontano da me. Per qualche anno qualcuno ne ha parlato per vendere i suoi prodotti preventivi e ... preservativi da questa malattia. Riservata a drogati o omosessuali nell'immaginario comune, si na¬sconde invece dentro le case, nell'intimità, nella società, tra la gen¬te di cultura e tra i più sprovvisti umanamente, tra gli spacciatori o tra i turisti del piacere e delle avventure, tra persone inimmaginabili. Genitori che si contagiano tra loro per ignoranza o per incoscienza, giovani ingannati e usati. Come ha detto Papa Benedetto per l'Africa: non basta il profilattico a salvare dall'Aids. E ha pienamente ragione, p perché il problema riguarda la formazione totale dell'uomo e i comportamenti morali e umani che ne derivano per il bene stesso di ogni a persona.
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SANTA RITA da CASCIA La Santa avvocata dei casi impossibili
Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla: Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba.Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata.
TERZA DOMENICA DELLA QUARESIMA 23 MARZO 2014 Una riflessione sul Vangelo
Gesú chiede alla Samaritana: " Dammi da bere " ( Jo 4.7 ) Questa richiesta esprime l'amore di Dio per tutti gli uomini e vuole suscitare nel nostro cuore il desiderio del dono dell'acqua a vantaggio per la vita eterna ( v.14 ) é il dono dello Spirito Santo che fa dei cristiani veri adoratori capaci di pregare il Padre in " spirito e veritá " ( v.23 ) Solo questa acqua puó saziare la nostra sete del bene, della veritá e della bellezza ! Solo questa acqua irriga i deserti dell'anima inquieta e insoddisfatta in quanto non riposa in Dio. Dio ama l'essere umano e ha sete del nostro povero amore che stá in noi. Dio ha sete come noi abbiamo sete del suo spirito, della sua vita, della sua grazia, della sua gloria. Lui ha acqua abbondante, ma ha sete che noi la beviamo.
Questa sete di vivere conforme a quello che Dio ha pensato per noi, di
darci un appetito che costruisce realmente una esistenza piena di senso,
di contemplare tutte le cose con una visione purificata e discoprire lo
splendore di ogni creatura, é una sete esistenziale, é una
insoddisfazione dell'anima che non incontra senso fuori da Dio. É da
domandarci: come potrá consistere la felicitá dell'uomo nelle ricchezze
naturali e artificiali che sono sempre finite ? A una ricchezza sempre
si puó aumentare un'altra, come si puó vedere possiamo passare la vita
accumulando ricchezze senza saziarsi. Come potrebbe consistere la
felicitá dell'essere umano nei piaceri se questi sono appena un
principio di conoscimento ?
La lettura attenta del Vangelo ci indica
facilmente l'importanza dell'acqua per Giovanni. É solo in questo
Vangelo che noi leggiamo il racconto delle nozze di Cana, dove Gesú
trasforma acqua in vino ( cfr Jo 2,1-12 , nel capitolo seguente
incontriamo quella affermazione che sempre ci commuove: " chi non
rinasce dall'acqua e dallo spirito non puó entrare nel regno di Dio (Jo
3,5) dopo il passaggio che abbiamo meditato che ci riferisce l'incontro
di Gesú con la Samaritana ( Jo 4.42) era per il movimento dell'acqua
che gli infermi erano curati nella piscina di Betesda (cfr 5.1-18)
É
nel cuore di Gesú che noi incontriamo il vero riposo, la pace, i nostri
piaceri e la nostra felicitá. Allontanarsi da questo cuore buono e
misericordioso é uscire dal cammino della vera felicitá e camminare per
le cose insensate, é vivere una vita senza rumore e nelle tenebre piú
profonde che impediscono di levare una vita degna di essere vissuta
nella sua totalitá, sia spirituale che temporale.................... Dott. Alberto Rossini
Gesú si presenta come il Buon Pastore che conosce le sue pecore e si dona per
quelle che il Padre gli ha confidato e nessuno le tirerá dalle mani di
Dio. Con la sua missione terrena Gesú ha aperto
per tutti noi la porta della vita eterna, poi il dono della sua vita é
il dono dello Spirito Santo, la forza di Dio che rinnova le creature.
Essendo uno solo con il Padre e lo Spirito Santo, Gesú continua a essere
per noi Pastore che ci conduce per la vita
eterna, essendo Lui stesso il cammino, la veritá e la vita.
Questa domanda risuona nel mondo da sempre. Persino i primi cristiani come testimoniano le sacre scritture aspettavano la seconda venuta nel primo secolo. Poi così invece non e avvenuto. Guerre e terremoti hanno dilaniato la terra soprattutto negli ultimi secoli. Tutto avrebbe fatto pensare per esempio allinizio e alla fine della seconda guerra mondiale che il tempo era prossimo, ma il mondo ha continuato ad esistere come prima e peggio di prima.
Riflessione + video correlato
"I Santi: li giudicavano pazzi!"
E unavventura stupenda quella vissuta da San Giuseppe. E lunica al mondo per i fatti singolari che la compongono, eppure può diventare la storia esemplare che abbiamo da vivere anche noi.
La via da Lui percorsa si presenta come un modello del cammino di fede a cui è chiamato ogni cristiano e la Chiesa nel suo essere la Famiglia di Dio oggi, ispirata idealmente alla Santa Famiglia.
Non si poteva chiedere loro che arrivassero ad ammettere la risurrezione di Lei, al terzo giorno, a voler inseguire più da vicino questa riflessione teologica, giungeremmo a supporre che anche l assunzione di Maria sia avvenuta dopo quaranta giorni dalla sua risurrezione. Sempre come è accaduto per quella del Salvatore. Giunti a questo punto, però, è bene mettere un freno alla nostra pia curiosità, preferendo posizionarci su di un piano di sobria teologia ed evitando di teorizzare eccessivamente, senza un vero bisogno. Ci si rende come di trovarci davanti ad enunciati di fede, dei quali non si riesce mai a scandagliare adeguatamente i misteriosi fondali.
E strano che si sia predicato, scritto e parlato tanto sull IMMACOLATA CONCEZIONE e nella comunità cristiana siano ancora numerosi coloro che ne hanno unidea assai vaga. Molti fedeli, quando se ne celebra la Festa l8 dicembre, pensano allo splendore verginale di lei, mostrando di non saper distinguere Immacolata da Vergine. Altri si commuovono sinceramente, nel considerare e contemplare nella liturgia di quel giorno la purezza, anzi la castità. In questo caso siamo di fronte ad unaltra confusione, fra purezza, castità, e concezione immacolata.
Moltissimi Papi hanno raccomandato con bellissime parole questa preghiera mariana, il Santo Rosario. PIO XI diceva che, " fra le preghiere alla Madonna, il Rosario occupa il primo posto." Pio XII ci ha lasciato detto che " il Rosario é la sintesi di tutto il Vangelo, meditazione dei misteri del Signore, inno di lovoro, preghiera della famiglia, compendio della vita cristiana e maniera di ottenere favori celesti." Il Rosario é una preghiera evangelica che ci mostra le tappe fondamentali del misterio di Gesú Cristo, visto a partire dal punto di vista della Vergine Maria.
DOMINGO DE RAMOS 13 ABRIL 2014 UMA REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO
Nesse domingo inicia a Semana Santa como sendo uma grande oportunidade que a Igreja nos oferece para podermos estar unidos no mistério central da vida de Jesus. Poderemos acompanhar o sofrimento de Jesus e ao mesmo tempo nos alegrar com a sua gloria. Alguém procurará comprender o comportamento de Nossa Senhora, outros aquele de São José, outros a fidelidade de João, outros a suplica do bom ladrão, muitos comprenderão a divindade de Jesus como o soldado que estava aos pés da cruz, outros, finalmente, chorarão como o fez a Madalena.