Si, un vero connubio indissolubíle: l'aver radicato, innestatu 0 meglio aver ricevuto il dona di innestarsí nella vita, dello stessa Autore della vita, non può che farti innamorare della stessa vita.
LA VITA MIA PADRONA
Seppellite in me, sensazloni, emozioni nate appena godute, scomparse, registrate .sul nastro dalla vita. Quante volte vorrei risentirle e il registratore non parla! I comandi per riascoltarmi non sono miei.
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta?. Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari.
E Cristo che chiede conversione e continua lotta contro il male.
Siamo abituati sempre a rimarcare laspetto del Messia buono, misericordioso ed erroneamente lo consideriamo accondiscendente.
Il vero Maestro deve insegnare con autorità; ed è per questo che Gesù alloccorrenza è drastico, deciso, anche duro.
Non ha impostato la sua missine sul buonismo, ma ha dato direttive sicure, anche se le vie da percorrere sono molto ardue e faticose.
Non ha mai sostituito la ferma volontà con il pietismo.
Ha premesso: ... Io sono la via, la verità e la vita.. e ci ha messo davanti ad un bivio: ...se volete seguirmi, queste sono le mie condizioni..
In occasione del compleanno (16 aprile) del Santo Padre Benedetto XVI nonchè della ricorrenza del suo sesto anno di pontificato (19 aprile) Don Lucio insieme a Roberto, webmaster e video editor di viedellospirito.it, hanno ideato, creato ed inviato al Papa un canto di meditazione in dvd, tratto dalla suggestiva versione musicale di "Madonna, Schwarze Madonna" del cantautore altoatesino Oswald Sattler dedicata alla Madonna Nera di Altötting (Marienlied von Altötting). Il Santo Padre, bavarese e molto devoto alla Madonna Nera della ridente città a 90 km da Monaco di Baviera, dopo aver ricevuto e visionato il nostro video ci ha riempito di gioia rispondendo, attraverso la Segreteria di Stato, e sopratutto inviando a Don Lucio, a tutti i collaboratori del nostro portale cattolico e a tutti i parrocchiani, dei quali Don Lucio è guida spirituale da oltre 50 anni a Canino (VT), la sua paterna benedizione apostolica.
Che fare? Resistere ancora all'impeto che non riesce più a contenere e tende a sollevarla in alto, in direzione di un Crocifisso a dimensione naturale?
DON TONINO BELLO: NON UN MITO, MA... UN MITE ( Il Vescovo don)
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta? Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari. Arrivato a Molfetta, mi venne ad aprire un bambino. Non era o meglio era uno dei piccoli figli che il Vescovo don ospitava nella sua casa Vescovile: famiglie senza casa o disagiate.
Mestieri spregevoli al tempo di Gesù (seconda parte)
Ci eravamo ripromessi di riprendere questo discorso interessante, per chi desidera conoscere l'ambiente socio culturale, dove il Salvatore ha svolto la sua opera di redenzione. Stavamo ragionando dei mestieri malfamati e ci si rendeva conto che erano molti, troppi, e per ragioni futili, talvolta ridicoli. Si comprende, ad es. come fossero bollati i giocatori d'azzardo e gli usurai; ma per i tessitori è diverso. Venivano guardati come gente di male affare, perché, dicevano, con l'occasione del commercio di tessuti, prendevano contatti equivoci con donne...
E li squalificavano, perfino nei diritti sociali, ed es. quello di poter testimoniare in un processo. Difatti
raccontavano come un atto di grande clemenza, quello in cui gli scribi
di Gerusalemme, poco dopo i tempi evangelici, accettarono la
testimonianza di due tessitori, che abitavano presso la Porta
sterquilina, dalla quale si andava alla Geenna, o valle dell'Hinnon...Alla
stessa stregua venivano trattati gli orefici, i pettinatori di lino, i
venditori ambulanti, i sarti, i flebotomi, i capi di bagni.
Facilmente
dovevano trattare con donne: non bisognava lasciarli soli con esse,
sentenziava il Talmud. E si aggiungeva severi: "Tra essi non si scelga
né un re, né un sommo sacerdote", per dire: Non si dia loro alcun posto
di autorità. Ecco perché i rabbini non compaiono mai ad esercitare mestieri simili, pur essendo tutti dediti all' artigianato. Si
è detto del tessitore di lino. Sappiamo che andava peggio per le
acconciatrici di capelli, o parrucchiere. Venivano trattate da
peccatrici pubbliche. L'esempio più straordinario, quello di Maddalena,
che non vuol dire donna di Magdala", ma acconciatrice di capelli. Sàlvati cielo!
Siccome,
però, come si è detto, altro era l'opinione teorica e altro il
trattamento pratico, poteva succedere benissimo che, in un caso o in un
altro, si passasse sopra a queste preclusioni. Sapete che
Maddalena poté entrare dentro la casa di un fariseo puritano della
Galilea, un certo Simone, e ungere i piedi al divino Maestro. In teoria,
ciò era severamente proibito
Quanto ai medici, dei quali ci
siamo già occupati, c'è da ribadire che l'opinione creata dai rabbini
nei loro riguardi era negativa. E tuttavia il saggio ebreo d'Egitto, che scrive il cosidetto libro del Siracide, fa di loro un buon elogio.
La Chiesa nascente accetta il medico Luca: gli affida la salute dell'apostolo Paolo e approva il vangelo da lui scritto. Al
contrario, vale la pena di segnalare in quali termini li inquadra
Marco, quando descrive la scena dell'emorroissa: " Da dodici anni era
affetta da emorragia e aveva molto offerto per opera di molti medici,
spendendo tutti suoi averi, senza nessun vantaggio, anzi peggiorando"
(Mc 5,25-26). Notate quel " molto sofferto da parte di quei
"molti medici", quell' avervi speso "tutti i suoi averi" e quella triste
conclusione "anzi peggiorando" il suo stato di salute. Marco,
evidentemente, risente ancora dell'opinione peggiorativa del suo popolo
verso i medici del suo tempo, (meno fortunati, come si vede, dei nostri
sanitari!...)
VIDEO CORRELATO SE QUALCUNO HA DEI BENI IN QUESTO MONDO
"Ti ringrazio,Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai saggi e le hai rivelate ai piccoli " ( Mt-11-25 )
Da dove parte il cammino di San Francesco FINO a Cristo ? Parte nel guardare Gesú crocifisso. Lasciarci guardare da Lui nel momento in cui ci dona la vita per noi e ci attrae a Lui. Francesco fece questa esperienza di modo particolare nella piccola chiesa di San Damiano pregando davanti il crocifisso. In quel crocifisso Gesú non appare morto, ma vivo. Il sangue scorre dalle ferite delle mani e dei piedi, ma quel sangue esprime vita,
Messaggio di S. E. Mons. Lino Fumagalli, Vescovo di Viterbo, al Santo Padre Francesco
Beatissimo Padre, nel momento in cui Ella, come Vescovo di Roma, inizia il Suo supremo Ministero di Successore dellApostolo Pietro e di Pastore universale della Chiesa, la Diocesi di Viterbo si unisce alla gioia profonda di tutta la Comunità ecclesiale, che accoglie il dono grande di un Pontefice che ha ricevuto dal Signore il compito di confermare i fratelli nella fede.
Grazie a te, donna - madre, che ti fai grembo dell'essere umano nella gioia e nel travaglio di un'esperienza unica, che ti rende sorriso di Dio per il bimbo che viene alla luce, ti fa guida dei suoi primi passi, sostegno della sua crescita, punto di riferimento nel successivo cammino della vita.
E' così consolante intuire che l'aspetto più intimo dell'assistenza materna di Maria in nostro favore passa esattamente attraverso queste stesse linee; fin dalle prime fasi del cammino verso Dio.
Tutti sanno che in esse anche una difficoltà di scarsa importanza potrebbe scoraggiarci, spingendoci al punto di partenza, rappresentato da quello che, sotto sfumature diverse, viene chiamato momento di conversione, o primo vero incontro con Cristo.
Una riflessione Una delle piú dolci veritá della nostra fede é il mistero dell'assunzione di Maria Santissima in corpo e anima al cielo. La "piena di grazia" che mai ha peccato non poteva stare soggetta alla corruzione della carne. É una grande veritá di fede che la Madonna stia unita alla Santissima Trinitá. Lei contempla, nella luce della gloria divina, tutti e ognuno dei suoi figli nelle ore delle allegrie e delle sofferenze,in tutti i nostri passi. Sorge cosí in noi di forma spontanea e naturale il desiderio di procurare l'intimitá con la Madre di Dio, che é pure nostra madre, di convivere con Lei come si convive con persone a noi care, visto che sopra di essa non ha trionfato la morte, ma sta in corpo e anima insieme a Dio Padre, con il suo figlio Gesú e lo Spirito Santo e intercede sempre per noi senza stancarsi. I
Maria, per le felici ripercussioni dellimmacolato concepimento, che vita emotiva ebbe? Certamente intese tutto il suo mondo interiore far perno costante su colui che la mente illuminata da raggio superno le faceva vedere come il bene, lamore per essenza.
Se, ora, volessimo scoprire di quali armonie riservate potè usufruire il suo cuore di donna, dovremmo cominciare col prendere nota del fatto che amò come ogni altra madre il suo figlio, come ogni altra sposa lo sposo; amò parenti, amici, conoscenti, tutti; amò il creato nelle sue varie manifestazioni di grandezza e semplicità, ancora così lontane dal degrado ecologico moderno.
Para a comprensão exáta de um texto precisa partir da personalidade do escritor, do seu ambiênte, da sua familia e da sua posição socio - cultural. Tratandose, portanto, de um personagem que viveu dois mil anos atrás, seria ingênuo querer obter documentos referenciais em comparação com alguns do nosso tempo.
The word Easter is derived from the Jewish term Pesach which means Passover. It was the yearly festival commemorating the miraculous Red Sea crossing when Moses set free the Jews from Egyptian slavery lasted 430 years. Today Jews still celebrate this festival.
Domingo 6º del Tiempo Ordinario. Evangelio: Marcos 1,40-45
En aquel tiempo, se acercó a Jesús un leproso, suplicándole de rodillas: "Si quieres, puedes limpiarme". Sintiendo lástima, extendió la mano y lo tocó, diciendo: "Quiero: queda limpio". Hoy, el Evangelio nos invita a contemplar la fe de este leproso. Sabemos que, en tiempos de Jesús, los leprosos estaban marginados socialmente y considerados impuros. La curación del leproso es, anticipadamente, una visión de la salvación propuesta por Jesús a todos, y una llamada a abrirle nuestro corazón para que Él lo transforme.
Porque buscas repouso, se nasceste para o trabalho ? Dispõe-te mais para a paciência que para as consolações: antes para levar a cruz que para a alegria. Que homem mundano não aceitaria, de boa vontade, as consolações e alegrias espirituais, se as pudesse conseguir? Na verdade, as consolações espirituais excedem todas as alegrias do mundo e todos os deleites da carne. Porque todas as delicias do mundo são vãs ou torpes e somente às do espirito são suaves e honestas, geradas pelas virtudes e por Deus infundidas nas almas puras. Mas ninguém pode, à medida de seus desejos, gozar dessas divinas consolações porque a tentação não cessa por muito tempo.