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Una Chiesa a volte
semi addormentata?

Ci scrive un giovane prete
e trascriviamo integralmente

Ho sognato una Chiesa semi addormentata: inerte pastoralmente, di fronte a una mentalità moderna completamente laica. C’è bisogno di una catechesi nuova per l’uomo moderno che brancola nel buio. Ed ho sognato come testimonianza di fede tante processioni ai vari Santi, solenni soprattutto nell’apparato esteriore, come retaggio di una fede medioevale, ma non più come testimonianza vissuta. Ho sognato Vescovi paludati con mitria e pastorale, riscuotere sempre applausi ed inchini. Ho sognato una Chiesa semi addormentata nella testimonianza di fede vissuta quotidianamente.


Raffigurazione di
simbolo episcopale

“Sono addolorato, - ha detto Papa Francesco - pregate per gli abitanti della Sardegna, duramente colpita”.


Papa Francesco in
meditazione e preghiera


Ed il nostro contributo consiste nel recitare alla Madonna una Ave Maria per quei poveracci che hanno perduto tutto…

E sognavo che ci sentivamo tutti solidali con un semplice scontato segno di preghiera...

All’improvviso ho sognato che il Papa, come primo concreto esempio, prelevava una cospicua somma del bilancio annuale attivo dello Ior (Istituto per le Opere di Religione = Banca  del Vaticano) e diceva con forza a tutti i cardinali e vescovi: “… anche voi fate lo stesso con il contributo personale di ognuno…”.


Un'immagine del Torrione Niccolò V,
sede vaticana dello IOR


Ho sognato che i Vescovi di ogni regione si riunivano di urgenza e la stessa cosa imponevano, nel nome di Cristo, ad ogni singolo prete.


Vescovi in assemblea

Ho sognato i cappellani militari che, di fronte ai dati certi extrapolati nella trasmissione di Italia Uno / Mediaset “Le Iene” – sono 177 i cappellani militari in Italia, tutti dal primo giorno di servizio, subito con il titolo di capitano dell’esercito (Ufficiale), che costano allo Stato 17 milioni di euro all’anno) - invece di rimanere muti, avessero detto “ ...diamo anche noi una cospicua parte del nostro stipendio mensile come testimonianza concreta per i fratelli che soffrono nel dolore".


Fotogramma del servizio
prodotto da "Le Iene"


Ed ho sognato che io, prete giovane, insieme ad altri centinaia di confratelli, partivamo per la Sardegna, disponibili anche al lavoro materiale di emergenza come testimonianza concreta di fraternità autentica.


Un'immagine della Sardegna
martoriata dal tifone


Quando mi sono svegliato sono rimasto sconvolto; gran parte del sogno equivaleva ad una amara realtà, di una Chiesa a volte semi addormentata.

Ho fatto le mie preghiere quotidiane mattutine ed ho ripetuto dal breviario ”…Signore tu solo hai parole di vita eterna…” e mi è venuto in mente il Suo comando ”... qualunque cosa farete ad un bisognoso, l’avrete fatto a me…”


Gesù è il Signore

La Chiesa siamo ciascuno di noi:
non bastano constatazioni amare e critiche…


Ma la mia testimonianza quotidiana
e concreta di fede vissuta, quale è?

Soltanto se ciascuno di noi attua quotidianamente in pratica il Vangelo, può avere  pace e serenità nel proprio animo!


Don Mario

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AS VIAS DO ESPIRITO

Imitaçaõ....2.5 DA CONSIDERAÇÃO DE SI MESMO

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Imitaçaõ....2.5
 
         DA CONSIDERAÇÃO DE SI MESMO

 
Não podemos confiar muito em nós, porque nos faltam, frequentemente, a graça e o discernimento. Pouca é a luz que existe em nós, e, facilmente, a perdemos por negligência.
De ordinário não avaliamos também a extensão da nossa cegueria interior. Muitas vezes obramos mal e pior nos desculpamos. Às vezes nos move a paixão e cuidamos que é zelo. Reeprendemos nos outros pequenas faltas e desculpamos as nossas mais graves.

THE WAYS OF THE SPIRIT

Imitação......3.40 COMO O HOMEM DE SI MESMO NADA TEM DE BOM E DE NADA PODE GLORIAR-SE


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Imitação......3.40
 
COMO O HOMEM DE SI MESMO NADA TEM
 DE BOM E DE NADA PODE GLORIAR-SE

 
Senhor: que é o homem para que dele vos lembreis: que é o filho do homem para que o visiteis ?
Que merecimento tinha o homem para que lhes désseis a vossa graça ?
Senhor, de que podia queixar-me, se me desamparesseis ?
Que posso eu, com justiça objetar, se não me concedeis o que vos peço ?
Certamente posso pensar e dizer com verdade:Senhor, nada  sou e nada posso, nada tem de bom em mim, falta-me tudo, tendo sempre para o nada. Se não for por vós amparado e inteiramente fortalecido, logo me torno tíbio e dissipado.


LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

La Fiesta de la Misericordia: domingo 3 de abril

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La Fiesta de la Misericordia:

 domingo  3 de abril
De entre todas las formas de la devoción a la Divina Misericordia reveladas por Sor Faustina, ésta es la que tiene mayor importancia. El Señor Jesús habló por primera vez del establecimiento de esta fiesta en Plock en 1931, cuando comunicó a Sor Faustina su deseo de que pintara la imagen: “Deseo que haya una Fiesta de la Misericordia. Quiero que esta imagen que pintarás con el pincel sea bendecida con solemnidad el primer domingo después de la Pascua de Resurrección; ese domingo debe ser la Fiesta de la Misericordia” (Diario, 49).

WEGE DES GEISTES

Il regalo più bello

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Per te anziano, infermo,
al tramonto della vita

Vorrei vestirmi  da Babbo Natale, e stare vicino a te, come se fossimo amici da sempre. Se pensi alla tua infanzia, certamente il Natale aveva  un sapore ed un calore particolare! Tu eri felice nella gioiosa speranza che Babbo Natale portasse qualche regalo per rendere, almeno per un  po’ di giorni meno amara la tua vita che, con tanta dignità, percorrevi nella  miseria.

Preghiere

PERCHÉ E COME PREGARE ? Un pensiero

PERCHÉ  E  COME   PREGARE  ?
          Un pensiero


La preghiera come dialogo com Dio é un bene sommo, essendo una vera intimitá con Lui stesso. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono schiariti cosí anche l'anima che é tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Non deve essere frattanto una preghiera fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore e non deve essere circonscritta a determinati tempi e ore ma fiorire continuamente notte e giorno. Non bisogna innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera. Occorre che anche quando siamo occupati in altre faccende sia nella cura verso i poveri sia in altre attivitá inpreziosite magari dalla generositá verso il prossimo, abbiamo il  desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall'amore divino come da sale, tutto diventi cibo gostosissimo al Signore dell'universo. Possiamo godere continuamente di questo vantaggio, anzi, per tutta la vita se a questo tipo di preghiera dedichiamo il piú possibile del nostro tempo. La preghiera é la luce dell'anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l'uomo. L'anima elevata per mezzo suo in alto fino al cielo abbraccia il Signore con amplessi ineffabili.  La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio  e allo stesso tempo rende felice l'anima perché appaga le sue aspirazioni, dovendo essere una preghiera autentica e non sole parole meccaniche.   Essa é um desiderio di Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini ma prodotto di una grazia divina. Di essa l'Apostolo dice: " non sappiamo pregare come conviene, ma lo spirito santo intercede per noi con gemiti inesprimibili."( Rom. 8.26b)  Se il  Signore da a qualcuno tale modo di pregare é una richezza da valorizare  e un cibo celeste che sazia l'anima. S elo ha gustato si accende il desiderio celeste per il Signore come un fuoco ardente che infiamma l'anima. Dobbiamo abbellire la nostra casa di modestia e umiltá mediante la pratica della preghiera e rendere splendida la nostra abitazione con la luce della giustizia e ornare le pareti con opere buone come una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose collocare la fede e la magnimitá ponendo ogni cosa in alto sul fastigio la preghiera e decoro di tutte le cose.  Solo cosí prepariamo al Signore una degna demora e cosí lo accoglieremo  in splendida reggia e  cosí trasformerai la tua anima in un tempio della sua presenza...........