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EPIFANIA
06 Janeiro 2014
" ...... e Lhe ofereceram presentes. "
Uma reflexão


Epifania significa teofônia, ou seja, Manifestação Divina. São Mateus traz uma magnifica narração da visita dos magos a Belém, guiados pela luz de um astro luminoso, que é o principio da realização profetica de Isaias. É por isso que os magos, que não eram reis,acabam confundidos com os reis de que fala o profeta e nos nossos presépio figuram caravanas  de camelos e dromedários.  O núcleo substancial de toda a narração de Mateus é o universalismo do Reino de Deus inaugurado por Cristo.

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O Evangelho é destinado a todas as nações do mundo. É o próprio Mateus que vai finalizar seu evangelho com a missão de ir para todo o mundo, fazendo discipulos do Senhor batizando as pessoas em nome do Pai, do Filho e do Espirito Santo e recomendando a eles em observar tudo quanto o próprio Senhor ordenou.
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Os estudiosos do Evangelho, desde sempre, foram descobrindo simbolismos para os presentes oferecidos pelos magos. Ofereceram Ouro, porque Jesus é o Rei: ofereceram Incenso, porque Jesus é Deus, a quem se eleva o incenso de nossas suplicas: ofereceram Mirra, porque Jesus é homem verdadeiro, precisando da mirra para embalsamar seu corpo. Poderiam complementar o simbolismo desses presentes assim: O  Ouro é a  nossa fé, que deve ser pura e perseverante, como o ouro purificado no crisol: Incenso seria a  nossa oração que sobe perfumada da planicie desse mundo para a altura da eternidade:  Mirra seriam os  sacrificios e dores, inseparáveis da condiçõa humana em que vivemos, enquanto não surge a luz do ultimo dia.
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Para os dias atuais seria otimo fazer uma comparação. O Ouro seriam as leis que governam nossos estados, enquanto inquietos em busca da estabilidade da harmonia da justiça e da paz: o Incenso seria o nosso ideal de convivência, que se espande em direção de todas as fronteiras, procurando superar todas as limitações e a Mirra seria o simbolo de todas as lutas para tornar a vida uma conquista de cada dia. Em Cristo encontraremos a vitoria e isso acontecerá se formos generosos e cheios de confiança no poder do Divino Rei, que os magos foram adorar em Belém...........
Dott.Alberto Rossini
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AS VIAS DO ESPIRITO

Magnificat


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Magnificat


A minha alma enaltece o Senhor e o meu Espirito exulta de alegria em Deus, meu Salvador, porque olhou para a condição humilde de sua serva.De fato, de hoje em diante, todas as gerações me chamarão de bem-aventurada, pois o Omnipotente fez coisas grandiosas em mim.









Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

Hail Mary

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Hail Mary

Hail Mary full of grace
The Lord is with thee;
Blessed art thou among women
And blessed is the fruit
Of thy womb Jesus


 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

La Leyenda de la Vera Cruz de Cristo

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La Leyenda de la
Vera Cruz de Cristo

La Leyenda de la Verdadera Cruz tiene su origen en Adán. Se dice que Adán cuando ya era viejo y se acercaba ya la hora  de su muerte, le pidió  a su hijo Set que le llevase al Paraiso porque había llegado al final de su vida mortal. El hijo de Adán conseguió del Arcángel San Miguel el aceite de la misericordia como viático para una muerte más serena. En realidad, el Arcángel entrega  una rama del árbol de la vida y le invita a colocarlo en la boca de Adán en el momento de darle sepultura.

 

WEGE DES GEISTES

XXXIII DOMENICA T.O./C 13 Novembre 2016-

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XXXIII DOMENICA T.O./C

13 Novembre 2016-


Viviamo il presente nel timore del Signore

La Liturgia di questa domenica ci parla della fine del mondo, ma non di dà delle indicazioni temporali. Vuole istillare in tutti speranza e fiducia.
La paura e la timidezza sono estranee allo spirito cristiano, che quando è autentico è al riparo da ogni ingiustizia.
Nella prima lettura il profeta Malachia dice che “ il giorno del Signore” è quello del suo ritorno; giorno rovente per i malvagi, ma pieno di sole radioso per i giusti.
Nel passo del Vangelo di Luca (21,5-19)  viene presentata la fine di Gerusalemme, sarà allora la fine di un mondo, ma ancora non sarà la fine.
Nel tramonto del mondo e della storia, quel che conta è la persevernza nella fede.



Preghiere

Preghiera del Papa

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PREGHIERA DEL PAPA

Signore, sono il Papa.

Mi presento a Te, non come mi vedono gli uomini: il Dio in terra; la più alta autorità morale; l'uomo ascoltato ed acclamato da milioni di persone; il sicuro; l'infallibile; il dolce Cristo in terra! Mi presento per quello che sono: un povero uomo che dal momento della sua elezione ha cessato di essere se stesso per divenire Istituzione, Simbolo, tutto per gli altri e niente per se. lo devo misurare le parole perché il mio uditorio è l'umanità; non posso piangere in pubblico per­ché devo predicare la speranza; abito in una casa dorata: la mia prigione a vita.

In più la storia ha confuso il servo con il Padrone; il segretario col Direttore; il timoniere col Capitano. Gesù non ha dato le dimissioni da Capo della Chiesa, ma molti lo credono! Credono che io sia Lui, così mi chiedono miracoli, mentre io posso dire solo: "Coraggio... abbiate fede... !".

Ed io devo andare con i piedi di piombo per non avallare questo errore! Pochi si rendono conto che io cammino al buio come Abramo e che quando parlo ai potenti, sono nudo come Mosè davanti al Faraone. Se il 13 maggio non mi aves­sero sparato, molti ancora mi crederebbero invulnerabile. Quanti mi credono una Rocca mentre io mi sento in bilico su di una barca che fa acqua da tutte le parti e che talvolta è appestata dagli odori malsani che salgono dagli stagni della Chiesa! So che nella Tua Chiesa ci sono montagne di fedeltà e prati immensi di fiori e di aria pura, ma da me arrivano solo gli echi della Tua presenza santificatrice  e talvolta sono anche... filtrati!

Un giorno Gesù rimproverò Pietro perché respingeva i piccoli per far posto ai grandi, ma ora, dimmi, Signore, come debbo fare io che ho milioni di piccoli da difendere e da accarezzare, impastoiato come sono dagli impegni di Stato, dal Cerimoniale e dalla Diplomazia ?

Signore, io sono il Papa, ma il mio autista sta meglio di me. Fa che la gente comprenda che io sono il Tuo autista, così potrò dedicarmi di più ai Tuoi piccoli ed a me stesso. Signore, se anche per Te io sono il Papa, allora... ascoltami !

Se invece, anche per Te, sono solo un povero uomo, allora Ti prego... non lasciarmi solo al timone della barca. Come Pietro potrei addormentarmi..., fug­gire            tradirti..., ed allora che ne sarebbe di quelli che stanno su di essa o che ad essa sono aggrappati ? Come Gesù nel Getzemani, quante volte, solitario, sudo sangue immerso nell'angoscia per la responsabilità delle decisioni che sono costretto a prendere! Quanta tristezza per l'incomprensione dei miei più vicini collaboratori! Quanta paura di coloro che spiano la mia prima caduta per giudicarmi! Signore, se è vero che Tu sei sempre vicino ai poveri, ai soli ed agli angosciati... allora ti prego... stammi vicino !

Chi è più povero di me ?

Amen !