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I santoni d'Israele non danno credito a Gesù, perchè Galileo...

Questa frase apparentemente strana, fa parte di un discorso che Gesù fece, per dimostrare ai discepoli del Battista che lui era il Messia atteso dal popolo.

Lo aveva dimostrato, elencando le opere rivelatrici del potere taumaturgico: ciechi che rivedono, morti che risuscitano...

Così, concludeva Gesù, fortunato chi vuol capire e non ne prende motivo di rifiutarmi, ma di accettarmi.

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Per capire la forza del termine "scandalizzarsi" bisogna rifarsi al termine greco, usato dal Vangelo: Scandalon, che significa ostacolo sulla strada, che impedisce di proseguire il cammino.


Per noi, dare scandalo, si riferisce quasi esclusivamente alla castità; ma si è di ostacolo, di scandalo agli altri, anche con la superbia, l'avarizia e ogni altro vizio che influenza sul male i fratelli...


Gesù, dunque, alludeva al fatto che,per molti di coloro che andavano da lui, il suo stesso modo di fare, di insegnare, di comportarsi, rappresentava un motivo di non credere che lui fosse veramente l'Atteso liberatore.

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I semplici ci credevano le persone rette sopratutto: ma gli altri, i santoni, i papaveri del sinedrio, l' intellighenzia d'Israele si ostinava a non dargli credito, perché era Galileo (mentre il Messia doveva essere giudeo, di stirpe davidica) perché insegnava che anche gli stranieri erano fratelli loro (mentre gli ebrei erano razzisti) perché dava di Dio un' immagine paterna, estremamente diversa da quella data da Mosè e dalla tradizione giudaica...

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l Divino Maestro ribadiva che questo "scandalo" non era imputabile a lui, ma alla volontà salvifica del Padre: Fortunato colui che lo avesse finalmente capito...

Un invito a desistere dalla loro ostinazione, dagli avversari che lui amava sempre come amici e fratelli.

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