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Per la catechesi
 Il paganesimo antico e
 la irreligiositá di ggi.


É un minore male il  paganesimo antico o la irreligiositá moderna ?  Se consultiamo la storia e esaminiamo attentamente le condizioni religiose e morali del mondo pagano, notiamo subito che tali condizioni erano molto piú gravi e tristi di quelle che constatiamo nei giorni nostri, facendo la dovuta distinzione.  Dalla parte religiosa é notissimo che il concetto di un único Dio e il culto verso di Lui era pressoché scomparso nei popoli che non possedevano, come Israele, una divina rivelazione.  Sia in Roma come in Grecia, i miti idolatrati non si limitavano piú a divinizzare gli elementi della natura, ma alzavano anche templi e altari agli Dei che personificavano il vizio e anche le passioni piú vergognose.
 



Soltanto alcuni individui, dotati di grande ingegno, avevano saputo elevarsi con il loro pensiero e al di sopra della cosmologia professata nei miti piú antichi, erano giunti, confusamente, al concetto di Dio Supremo e Rettore di tutte le cose: ma il loro sapere era rimasto quasi rinchiuso come un tesoro accessibile solo a pochi privilegiati discepoli, senza che il patrimonio della veritá contenuto negli errori non pochi, nelle loro dottrine, potesse di alcun modo influire sulla mentalitá religiosa e morale dei loro popoli.  Se dal campo della pura religione ci portiamo su quella morale, abbiamo dati sufficienti per poter concludere come la moralitá pubblica e privata, come teoria e pratica, era scesa a un livello molto basso.

 
La schiavitú era diffusa di tale misura che la maggior parte della umanitá ne subiva un grave peso e la vita sociale era cosí ordinata su questo sistema che, nella stima comune, la schiavitú era ritenuta come una conseguenza necessaria del diritto naturale.  Se si pensa ai giochi del circo, in cui venivano sacrificati migliaia di gladiatori nello spazio di pochi mesi: se riflettiamo alle condizioni inumani cui spesso erano soggetti gli schiavi abbandonati all'arbitrio crudele e alla voluttá dei loro patroni: se consideriamo con quali principi potevano crescere le giovani generazioni, la cui educazione era riservata agli schiavi, solo allora il quadro della vita morale ci appare in quel tempo nella sua completa realtá come triste e lamentabile.  Che dire, poi, della scarsa moralitá in cui era stata avvilita l'instituzione sacra del matrimonio e della famiglia ?

 
Sappiamo che era ammesso dalle leggi romane la solubitá del matrimonio: molto facile e comune era la pratica della poligamia: la vita oziosa offriva ai ricchi e benestanti larghe possibilitá e frequenti occasioni per quelle forme di immoralitá che piú si incontrano lá dove l'ozio si unisce alla ricchezza insieme alla potenza e ignoranza.  Come correlato pratico di simili principi ne deriva il disprezzo per la missione sacra della maternitá,  nessun rispetto per il diritto alla vita dei figli nati o nascituri e da osservare che le matrone contavano i loro anni conforme il numero dei mariti che avevano avuto o si erano divorziati.
 Pertanto, una piaga che insanguina l'augusto seno della nostra madre chiesa é la irreligiositá dei suoi figli, molto specialmente in questi tempi di penombra. Se noi rivolgiamo oggi lo sguardo alle nostre cittá vediamo, fatte le dovute eccezioni, una buona parte di cristiani vivere come se non appartenessero a nessuna religione e tanto meno alla religione cattolica.  Questi cristiani si vantano di essere tali e non operano che da increduli e pagani e vivono fra il vizio e la virtú: vivono una vita effeminata sotto il simbolo della croce: é una tale piaga che la chiesa potrebbe ripetere: " ecco, nella mia pace l'amarezza é maggiore."

 
Non si brama altro da certi cuori che non sanno cosa sia amore vero, puro e santo, se non l'amore bestiale, sensuale, pieno di desideri impuri, macchinazioni, progetti libidinosi,come porci che anelano al fango e sporcizie.  Non si parla di altro, specialmente per gli uomini e giovani, se ci é qualche donna o ragazza: un cratere vulcanico. Aveva ragione Pitagora di dire a un giovane che amava stare piú com le donne che coi filosofi, " anche i porci amano stare piú nel fango che nell'acqua pura"   Oggi giorno non guadiamo altro in privato, in pubblico, in casa e fuori casa letture e figure oscene, ritratti e sculture procaci di nuditá licenziosa piú che libera, internet per usufruire e soddisfare il piacere della libido che ci offre solo toccando una tasto, politici che procurano convincere   il diritto alle unioni  omosessuali, il diritto  a una concezione spuria, all'embrione considerato un tessuto anatomico, a cui rispetto Tertulliano giá aveva detto: " é giá uomo quello che lo sará " e altro e altro.......  Non si fa altro che ingolfarsi di tale sporcizie e brutture, video erótici, orgia,fantasie e  lussuria vendendo l'anima al bel piacere carnale.  Per la irreligiositá moderna non solo abbiamo cristiani sopra descritti, ma appunto per lo stato miserabile ne viene di conseguenze che essi negano l'esistenzia, la sua adorazione, ogni rito religioso e tutto quello che insegna la chiesa, per cui, sebbene con dolore, possiamo dire che é minor male il paganesimo antico che l'irreligiositá moderna.


 
É minor male il paganesimo antico anche se in esso incontriamo un stato di vivere in quella marea di male,in quanto possiamo ammettere una certa ignoranza involontaria  di tutto quello che essi facevano e quindi degno di compatimento. Non cosí possiamo dire della irreligiositá moderna per cui é um male maggiore.   Oggi abbiamo la grazia, abbiamo i sacramenti, santi e sublimi insegnamenti della Santa Madre Chiesa, un apostolato molto vasto, che co le molteplici forme di esplicazioni dá ai cristiani i lumi per poter conoscere ció che é bene e ció che é male.  Non nego che anche i pagani non abbiano conosciuto il bene e il male per la loro coscienza, ma essi non avevano mezzi per combattere il male, quindi, é sempre um minor male minore il  paganesimo antico che la irreligiositá moderna , poiché i cristiani oggi conoscono e molto bene i mezzi per vincere il male che li domina.
 
Alberto Rossini

AS VIAS DO ESPIRITO

DECIMO PRIMEIRO DOMINGO DO TEMPO COMUM

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DECIMO PRIMEIRO DOMINGO

DO TEMPO COMUM

14 MAIO 2014

 

UMA REFLEXÃO 

 

A liturgia desse decimo primeiro domingo do tempo comum nos convida a olhara para a vida e para o mundo com confiança e  esperança. Deus, fiél ao seu plano de salvação, continua hoje como sempre a conduzir a historia humana para uma meta de vida plena e de felicidade sem fim.


THE WAYS OF THE SPIRIT

Imitação......3.40 COMO O HOMEM DE SI MESMO NADA TEM DE BOM E DE NADA PODE GLORIAR-SE


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Imitação......3.40
 
COMO O HOMEM DE SI MESMO NADA TEM
 DE BOM E DE NADA PODE GLORIAR-SE

 
Senhor: que é o homem para que dele vos lembreis: que é o filho do homem para que o visiteis ?
Que merecimento tinha o homem para que lhes désseis a vossa graça ?
Senhor, de que podia queixar-me, se me desamparesseis ?
Que posso eu, com justiça objetar, se não me concedeis o que vos peço ?
Certamente posso pensar e dizer com verdade:Senhor, nada  sou e nada posso, nada tem de bom em mim, falta-me tudo, tendo sempre para o nada. Se não for por vós amparado e inteiramente fortalecido, logo me torno tíbio e dissipado.


LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

3º Domingo del Tiempo Ordinario.

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3º Domingo del Tiempo Ordinario.
 Evangelio, Mateo 4,12-23

Al enterarse Jesús de que habían arrestado a Juan se retiró a Galilea. Se retirara a Galilea es una decisión valiente, propia de quien quiere levantar en alto la luz para que brille en las tinieblas. Jesús cuida los preparativos: ¿a dónde ir? Como Juan se retiró al desierto para preparar caminos, Jesús se retira a Galilea, tierra de gentiles, tan distante de la pureza religiosa de Jerusalén. Allí va a comenzar el camino. Tiene prisa por hacer visible el amor del Padre y dar plenitud a todo ser humano. No quiere que ninguna vida se malogre.
Dejando Nazaret se estableció en Cafarnaúm. En Cafarnaúm, ciudad de encrucijada de caminos, comienza a oírse la novedad del Reino y se da el abrazo entre Dios y el hombre.


WEGE DES GEISTES

COME LEGGERE LA BIBBIA- UN CONSIGLIO

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COME  LEGGERE  LA  BIBBIA- UN CONSIGLIO
 
Quando leggiamo la Bibbia non leggiamo un signore della terra ma il Superiore degli Angeli. Se ci disponiamo in questa maniera la grazia dello spirito santo ci guida e arriveremo al proprio trono del Re e prenderemo tutti i beni per la grazia e per l'amore del Nostro Signore Gesú Cristo al quale é dovuto tutto l'onore e gloria insieme al Padre e allo Spirito Santo. Il Santo Giovanni Crisostomo chiama la Sacra Scrittura come una lettera inviata da Dio agli uomini, essendo di fatto cosí, la prima cosa che dobbiamo fare per leggere la Sacra Scrittura é aumentare in noi un desiderio ed entusiasmo per conoscere e meditare il suo contenuto.

Preghiere

Preghiera di Maria

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Preghiera di Maria

Signore, io sono Maria, la madre di Gesù. Ti prego, ascolta la mia preghiera.