Si, un vero connubio indissolubíle: l'aver radicato, innestatu 0 meglio aver ricevuto il dona di innestarsí nella vita, dello stessa Autore della vita, non può che farti innamorare della stessa vita.
LA VITA MIA PADRONA
Seppellite in me, sensazloni, emozioni nate appena godute, scomparse, registrate .sul nastro dalla vita. Quante volte vorrei risentirle e il registratore non parla! I comandi per riascoltarmi non sono miei.
Un sacerdote di Milano, don Giorgio Begni, chiese anni or so¬no a Corrado Bianchi Porro, una riflessione complessiva sulla sorella Benedetta, con particolare riferimento ai temi della Croce e dell'amicizia. Questa è la risposta di Corrado.
Oramai la Liturgia, lasciato tutto il periodo di prima giovinezza di Gesù, segue la Sua vita pubblica, il suo insegnamento, gli ostacoli che incontra; tutto in prospettiva del 2 Aprile prossimo, con la fine, umanamente ingloriosa del Messia, che aveva promesso, garantito tanto, e i suoi acerrimi nemici crederanno di metterlo a tacere per sempre, portandolo sul patibolo.
Gesù, saputo dell'imprigionamento del Battista, ordinato da Erode Antipa, per allontanarsi dal pericoloso controllo dell'empio sovrano, ritorna in Galilea.
E' questo il momento in cui "la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle sinagoghe e tutti ne facevano grandi lodi".
SANTA RITA da CASCIA La Santa avvocata dei casi impossibili
Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla: Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba.Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata.
GIOVANNI BATTISTA: IL PRECURSORE DEL SIGNORE UNA RIFLESSIONE
L' Evangelista Luca introduce in forma chiara e solenne la figura di Giovanni Battista, del quale il Vangelo ne parla in ripetute occasioni. Quando Gesù elogia Battista ( Mt 11,07/9 ) dimostra con chiarezza la sua volontà forte e il suo impegno in compiere la missione che Dio gli aveva ordinato. Le note caratteristiche della personalitá di Giovanni Battista sono l'umiltà, austerità, coraggio e spirito di preghiera. Portare avanti una missione così tanto eccelsa, essere precursore del Messia, merita da Cristo un singolare lovoro: " Giovanni Battista é il maggiore tra i nati da donna (MT,11.11)" lui ardeva con il suo amore verso Gesù dando testimonianza della luce affinché tutti credessero in Lui. Dichiara la superiorità di Gesú al dire che Lui esisteva ancora prima di lui essere nato, mostrando così la divinità di Cristo generato dal Padre dalla eternità e nato da Maria Vergine nel tempo e mostrando il carattere soprannaturale e trascendente del messianismo di Cristo, tanto distante dalla idea politica/religiosa che cercavano incutere i dirigenti giudei .
« ... A chi non ha sarà tolto anche quello che ha» Lo 19, 26)
PASSI DIFFICILI VANGELO « ... A chi non ha sarà tolto anche quello che ha» Lo 19, 26)
Anche questo detto evangelico non ha mancato di creare difficoltà interpretative e, forse anche di più in chiave di applicazione pratica. Ci si è chiesto sempre e da più parti: Va bene la prima parte del detto « A chiunque ha, sarà dato»; ma ciò che segue appare incomprensibile: Se non ha, come gli si può togliere quello che non ha? Per avere una spiegazione esauriente di questo passo, va considerato che esso rappresenta la conclusione della nota parabola delle mine. Mina era il nome di una moneta greca, equivalente a cento denari: la paga giornaliera di un operaio di allora.
La parabola era stata composta e presentata da Gesù ai suoi ascoltatori,
per stimolarli a far tesoro dei doni che ricevevano dal Padre, con
riferimento evidente al dono supremo del Figlio suo, come fonte di ogni
bene.Essi che ne stavano ricevendo tanti, con il suo insegnamento di
vita e le guarigioni miracolose per ogni genere d'infelici, dovevano
far buona accoglienza a tanti tesori di grazia. Invece li vedeva
indolenti ed incerti; in diversi casi perfino scandalizzati.
Considerando
che a riferire la parabola è stata la penna di Luca, per il quale il
seguace di Gesù dovrebbe trovarsi sempre in piedi, all'erta, con la
lampada accesa e le vesti succinte, in atteggiamento di scatto
giovanile, al primo invito di Dio, si è indotti a credere che il
racconto sia avvenuto nell'ultima fase dell'attività evangelica del
divino Maestro, quando, cioè le masse si stavano rarefacendo e
allontanando, diffidate e minacciate dai santoni delle sinagoghe e dai
padroni del tempio.
In sostanza, Gesù stava dicendo loro che chi
si stava interessando attivamente di far tesoro delle sublimi verità che
rivelava con il suo messaggio, avrebbe ricevuto ancora più luce e più
carismi soprannaturali, per mettere in pratica un insegnamento così
nobile. In questo modo ne avrebbe goduto sempre di più, da poterne
donare anche ad altri.A chi, invece, avesse continuato a fare il
sordo, o non venendo più ad ascoltarlo, oppure, peggio ancora,
schierandosi contro di lui, gli sarebbe stato tolta anche questa
possibilità di ascoltare e godere di tanta luce.
Può anche darsi
che il Salvatore si sia servito di un proverbio popolare, dove la forza
dialettica spesso non bada all'esattezza del costrutto, ma all'efficacia
della proposta. In questo caso, in prosa moderna avrebbe suonato: A chi
ha ricevuto doni preziosi dal Signore e sa farne buon uso, ne saranno
donati ancora di più preziosi e, così, sovrabbonderà. A chi, invece, non
saprà, o peggio non vorrà mettere a profitto ciò che gli è stato dato,
sarà tolto dalle mani quanto ha ricevuto e quel dono sarà offerto ad
altri che sapranno farlofruttareper se stessi eper gli altri.
Se
ricordate, in un altro passo del Vangelo Gesù dice, senza usare
proverbi: « Vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo
farà fruttificare ». (Mt 21,43).Lo diceva nel tempio, ai « sommi sacerdoti e agli anziani del popolo ». (cf Ivi, 21, 23).
La croce, giá segno dei piú terribili dei supplizi, é per il cristiano l'albero della vita, il trono, l'altare della nuova alleanza. Cristo, il nuovo Adamo, addormentato sulla croce Gesú é scaturito con il mirabile sacramento di tutta la chiesa. La croce é il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono stati configurati a Lui nella morte e nella gloria. Per mezzo della croce sono state cacciate le tenebre ed é ritornata la luce e per la quale é la via di ritornare al nostro stato originale. Se infatti non ci fosse la croce non ci sarebbe nemmeno Gesú Cristo crocifisso per i nostri peccati.
"Perchè piangi, bella rosa?"
disse la rondine alla rosa
Mi svegliai con il canto di una rondinella posatasi sulla ringhiera del mio balcone. Alzandomi in punta di piedi, mi avvicinai lentamente per sentire ed ammirare meglio quel suo canto così melodioso, oserei dire, quasi angelico.
Vidi che la rondine era volta verso una candida rosa rossa già sbocciata.
Una voce dal cielo: "Questi è il Figlio mio, l'amato"
Battesimo del Signore
Anno C
Una voce dal cielo: "Questi è il Figlio mio, l'amato"
PENSIERO DELLA DOMENICA
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Oggi
con la Chiesa celebriamo il battesimo del Signore e facciamo memoria
del nostro battesimo. Gesù immerso nellacqua da Giovanni, ci
immergerà con la sua morte e risurrezione nella vita eterna.
Il Padre proclama la predilezione per il figlio Gesù e conferma la sua
missione, mentre lo Spirito Santo discende su di lui come una colomba. La festa del Battesimo di Gesù chiude il ciclo delle Feste della Manifestazione del Signore. Festeggiamo il Battesimo di Gesú realizzato da Giovanni Battista nelle acque del fiume Giordano.
Nel corso dei secoli la Chiesa ha riflettuto sulla cooperazione di Maria all'opera della salvezza, approfondendo l'analisi della sua associazione al sacrificio redentore di Cristo. Giá Santo Agostino aveva attribuito alla Vergine Maria la qualifica di "cooperatrice" della redenzione, un titolo che sottolinea l'azione congiunta e subordinata di Maria a Cristo Redentore. In questo senso si é sviluppata la riflessione, sopratutto a partire dal secolo XV.
Il tuo Gesù si addormentava sul tuo seno, perché ti sentiva Madre nella percezione più intima di tenerezza che annulla le paure, di premura che dà fiducia nella vita. Io mi ritrovo spesso a venerarti in immagini che non hanno quasi più nulla di umano, ma di devozionismo barocco quasi magico-sacrale, simile, in certi casi più eclatanti, ad un tranquillante che serve a poco, anzi a niente.
Nas Sagradas Escrituras deve procurar-se a verdade, não a eloquência.
Devem ser lidas com o mesmo espirito com que foram ditadas.
Busque-se, antes, a utilidade que a subtileza da linguagem.
Devemos ler, com igual boa vontade, tanto os livros simples e piedosos, como os sublimes e profundos. Não te mova a autoridade de quem escreve, se é de pouca ou muita erudição: seja o puro amor da verdade que te leve à leitura.
REFLEXION: NO PODEMOS SER "CRISTIANOS CREÍBLES" SI NO ESTAMOS UNIDOS
Es fácil de predicar la comunión, pero es casi imposible vivir la comunión. La comunidad está todavía identificada con su propia parroquia, de ahí el partidismo, sectarismo o juicios a menudo despiadados que cristianos practicantes expresamos los unos contra los otros. Si hay parroquias administrativamente independientes, no lo sean jamás nuestros corazones.
Antes de denunciar que la puerta de los otros está cerrada, verificamos rigurosamente que nuestra puerta esté abierta: en nuestros corazones, en nuestras mentes, en nuestro diario y cotidiano vivir. Primero me reprocho a mí mismo mis numerosas faltas, de las cuales pido sinceramente perdón e imploro para todos la sabiduría de Dios.
Anche questa domenica è chiamata del tempo ordinario. Siamo in attesa del 9 Marzo, quando, con le ceneri, inizierà il tempo di Quaresima (preparazione alla Pasqua). Quanto è diverso lo stile di Dio da quello umano! Se una persona aspira ad ottenere un posto, una promozione, si comincia dalla presentazione di un curriculum con elenco dei vari titoli ed esami, poi da un colloquio preventivo, un periodo di prova, una assunzione a tempo determinato e forse ci si ferma lì. Determinanti poi, il più delle volte, le raccomandazioni. Tutte allopposto le chiamate di Dio.