Che pensare?
Un'ampia fascia di
fedeli non ci crede più!
La base cristiana, cioè la parte del popolo che segue la Chiesa, continua a credere che, come esistono il Paradiso e l'Inferno, così esiste il Purgatorio; ma un'ampia fascia di fedeli, non ci crede più. Il problema non si pone a livello personale, perché credete fermamente a ciò che insegna la Chiesa; ma è necessario che questa vostra fede venga motivata più espressamente, attraverso la voce della Scrittura e del magistero ecclesiastico.
Eccoci, allora, al primo quesito: è vero che nella Scrittura non c'è nulla che dia per certa l'esistenza di questo periodo di purificazione, dopo la morte?

Una raffigurazione del Purgatorio
I nostri teologi hanno sempre fatto ricorso a qualche passo biblico che, però, è tutt'altro che chiaro. Perciò non si può insistere su piano biblico con i protestanti che non lo ammettono, ma rifarsi all'insegnamento della Chiesa, che ne ha formulato la dottrina soprattutto nei Concili di Firenze e di Trento, ma che era già presente nei primi secoli con la Memoria dei defunti, consistente in preghiere di suffragio e soprattutto nella celebrazione eucaristica. Perciò un cattolico come crede nell'esistenza del Paradiso e dell' Inferno, crede per fede anche in quella del Purgatorio. Negarlo, significherebbe diventare eretico.
Abbiamo detto che i riferimenti biblici non vanno forzati. In verità quello dell'AT, cioè del II libro dei Maccabei, parla delle preghiere chieste da Giuda Maccabeo, per i suoi soldati morti con amuleti addosso. E il fatto viene presentato dall'autore sacro come testimonianza della sua fede nella risurrezione. Il che è esatto. Tuttavia, sia il Maccabeo che lo scrittore, pur avendo appreso dai contatti con le grandi civiltà medio orientali l'esistenza dell'oltretomba, come ebrei non potevano arrivare ad ammettere che sopravvivesse il defunto, ma semplicemente la sua larva, il suo spettro, chissà che, agitato nello Sheòl.
Quindi è difficile capire il senso di quella frase, che parla di quelle preghiere "per i morti, perché fossero assolti dal peccato" (2Mac 12,45). E anche per questo, né ebrei né protestanti accettano questo libro. Non si può neppure insistere troppo sui due testi del NT, che anche il Cat.CC riporta: quella della 1Cor 3,15 e quella di 1Pt 1,7. Il fuoco al quale alludono i due passi ha, nel contesto un significato difficilmente riconducibile alla realtà della pena del purgatorio.
Dunque resta detto che l'esistenza del purgatorio si può accertare con la fede della Chiesa, la quale l'ha sempre considerata facente parte del deposito della Fede. Ora questo deposito è costituito dalla Tradizione Apostolica e dalla Sacra Scrittura (cf Cat.CC, 8087). Per cui se la Chiesa insegna come verità di fede una verità non contenuta espressamente nella Scrittura, ma chiaramente nella Tradizione, dobbiamo crederla vera, cioè come verità di fede. Questo è, più di ogni altro, il caso del Purgatorio.
Padre Bernardino Bordo, Passionista











