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 FEDE VIVA, ADULTA E MATURA

L'insistenza di alcune delle puntate più recenti sulla esigenza di una fede viva, adulta e matura richiede una chiarificazione che valga anche come approfondimento di un discorso tanto im¬portante, per chiunque si sente impegnato su questo itinerario di spiritualità, caratteristico della scuola di S. Paolo della Croce.




1. Per FEDE VIVAintendiamo, come avverte la stessa terminologia, una adesione a Dio, che superi una devozione condizionata all'area della sensibilità e della immaginativa. Deve permeare tutta la vita. D'accordo: con la gradualità richiesta dalla preparazione di cui uno dispone. Deve essere viva, cioè i grado di dare senso a tutto ciò che pensiamo, amiamo a cerchiamo di portare in atto.


2. Per FEDE ADULTA
va considerata una visione della realtà terrena e divina che non abbia paura delle varie difficoltà che comporta la sequela di Gesù; che non solo non si arrenda alle prime che si parano davanti a chi ha la lodevole presunzione di farla propria, ma neanche di fronte a quelle più rumorose e insidiose che attendono ciascuno di noi, molto più avanti.

3. Per FEDE MATURA
riteniamo quella che non solo è cresciuta nell'approfondimento delle verità rivelate, attraverso una catechesi adeguata, ma soprattutto quella che è in grado di riportare tutto della vita quotidiana ad un disegno di premura arcana, con il quale il Padre fa convergere tutto     al bene di chi si affida a Lui



Da questo schema, diciamolo pure, convenzionale, possiamo e dobbiamo dedurre che credere in Dio e in quanto c'insegna la Chiesa, pur comportando prioritariamente l'adesione dell'intelletto, deve coinvolgere tutta la nostra realtà personale.  Un coinvolgimento che non si limiti più alle pratiche religiose, pur considerandole indispensabili all'alimentazione della vita spirituale e atto dovuto alla dimensione comunitaria del Cristianesimo, ma tenda a raggiungere la sfera delle esigenze più profonde. Ci piace presentarlo in questo modo:


Puntiamo verso una fede che, restando sempre un dono gratuito del Signore, diventi in noi luce e fonte disicurezze indispensabili alla sequela di Cristo, anche quando non si riesce più a percepire da che parte ci porti; serenità che s'imponga alle trepidazioni tipiche dei momenti di maggiore insicurezza; fermezza e costanza nei propositi, anche quando non se ne vedono più né risultati, né ragioni d'insistervi. Un programma da eroi, indubbiamente.
 E noi non dobbiamo mai considerarci degli eroi...

  

Tuttavia il Signore lo rende possibile anche a soggetti ricchi solo di semplicità e di fiducia in Lui. Fra questi, sì, speriamo di trovarci anche noi. D'altronde,chiunque disponesse di una certa esperienza pastorale, che abbia avuto per oggetto anche un minimo di direzione di anime, ne potrebbe dare un'ampia conferma

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CREDO IN TE


AS VIAS DO ESPIRITO

SENHOR

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SENHOR
Voce me derramou perfumes e eu os respirei, pois corrí atrás de ti.
Eu te saborei e tenho fome e sede de ti.
Voce me tocou e eu queimo do desejo da tua  paz.




Quando serei mais perto de voce, o meu sofrimento terminará.
0h, Senhor, tenha pena de mim, eu não escondo as minhas feridas: voce é o médico e eu sou o enfermo.
Tu és tão misericordioso e eu tão pobre.
Doa-me o que voce me comanda, e comanda o que tu quer de mim.
 
                                      Santo Agostinho


Tradução a cargo de Dott. Alberto Rossini (Brasil)




THE WAYS OF THE SPIRIT

Did the Virgin Mary really die?

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Did the Virgin Mary
really die?


The very first question that arises staring at an ancient Byzantine icon of the Dormition representing the Virgin Mary’s body laying on a bed and Her figure raising above it, it’s if this picture, painted by a Mount Athos monk, indented to represent, with such a little convincing patterns, only Her Soul or Her entire Body as well. A religious inexperienced viewer would have his attention attracted by the abstract symbolism, while the pious viewer looking for cheap experiences would be contradicted by the archaic verism of the Virgin laying on a bed on the verge on expiring, like an ordinary woman.

 

WEGE DES GEISTES

pensiero sul Vangelo GIOIA DEL PERDONO

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Un pensiero sul Vangelo

      GIOIA DEL PERDONO


Il perdono che Dio ci offre per i nostri peccati é fatto di amore e gioia.  Non é la sentenza di un tribunale che é data molte volte con freddezza o compassione.  É il cuore di Dio Padre che si rallegra per il nostro ritorno a Lui come c'insegna Gesú nella parabola che S. Luca, Evangelista della misericordia, accoglie nel suo Vangelo.La prima parabola é quella del pastore che ritrova la pecora smarrita.  Il pastore aveva cento pecore e una di loro si era smarrita  Il pastore va a procurarla con tanto amore, lasciando le novantanove che stanno sicure nel recinto, percorre monti e valli fino a rincontrare quella che aveva smarrito.  Quando la incontra fa una grande festa con gli amici . Cosí disse Gesú: “!avverrá una grande gioia in cielo per un solo peccatore che fa penitenza che per novanta giusti che non hanno bisogno di penitenza. ( Lc 15.7)

Preghiere

TI ADORO DIO

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TI ADORO DIO

(al mattino)
Ti adoro» mio Dio,
e ti amo con tutto il cuore.
Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano
e conservato in questa notte.
Ti offro le azioni della giornata:
fa che siano tutte secondo la tua volontà
per la maggior tua gloria.
Preservami dal peccato e da ogni male.